Gli itinerari alternativi per il Cammino di Santiago
Molte delle persone che si accingono a intraprendere ‘il Cammino’ non sono consapevoli che esistono molti altri tracciati che attraversano la Spagna (e la Francia). Perciò, coloro che sono riluttanti a investire tempi e costi considerevoli per un percorso di sei settimane dovrebbero sapere che molti itinerari possono essere completati in una o due settimane, e tra questi il Camino Primitivo, il Camino del Invierno e il Camino Sanabrés. Abbiamo delineato cinque delle principali alternative, insieme a una selezione di alcuni dei percorsi più nascosti e intriganti per gli escursionisti che desiderano allontanarsi (ancora di più) dai sentieri battuti
Il Camino del Norte
Per escursionisti che vogliono evitare la folla
il punto di partenza più comune del Camino del Norte è la città di confine spagnola Irún, da dove il percorso attraversa i Paesi Baschi e segue le coste della Cantabria e delle Asturie, per entrare infine in Galizia. Sebbene sia ragionevole supporre che questi territori costieri offrano tratti di cammino relativamente pianeggianti, è bene sapere che la costa settentrionale della Spagna è segnata da erte scogliere e promontori ripidi e frastagliati. L’area è nota anche come Spagna Verde, e la pioggerella quasi costante (chiamata chirimiri in Cantabria e calabobos in Galizia) vi ricorderà continuamente che siete molto lontani dalla Spagna mediterranea.
Inoltre, anche se il Camino del Norte rimane vicino alla costa per gran parte del percorso, non aspettatevi una camminata sul mare, dal momento che la vista sull’oceano è assente per la maggior parte del tempo. Tuttavia, dato che il turismo è una delle principali attività del territorio, anche nell’entroterra costiero potrete contare su sentieri battuti e su strutture eccellenti, oltre a bar, ristoranti e caffè.
Non mancano hotel di campagna e guesthouse per chi non ama la socialità obbligata dei dormitori. Diverse città costellano il Norte, tra cui San Sebastián, Bilbao, Santander (dove la baia, larga meno di 1 km, si attraversa in traghetto) e Gijón.
Dopo Ribadeo, il tracciato svolta verso l’interno. Qui, dopo aver lasciato le province basche di Guipúzcoa e Vizcaya, vi imbatterete nelle catene montuose dell’entroterra galiziano.
Il Camino del Norte si ricongiunge al Camino Francés ad Arzúa. Da qui, altri 39 km di tracciato (circa due giorni) lungo il Francés vi condurranno a Santiago de Compostela.
Il Camino Portugués Central
Per chi vuole evitare passi montani impegnativi
Il Camino Portugués Central (per distinguerlo dalle diverse varianti che attraversano il paese), inizia nella capitale portoghese ed è il secondo per popolarità in base al numero di pellegrini che lo percorrono. Circa uno su cinque sceglie questo tracciato, anche se solo in pochi partono effettivamente da Lisbona. Oltre alla capitale, città come Coimbra, Porto, Barcelos e Pontevedra sono solo alcune delle suggestive tappe che toccherete durante il percorso, ciascuna con un proprio patrimonio culturale.
A tutto ciò si aggiunge il vantaggio di potersi concedere alcuni giorni di riposo sulle spiagge di Cascais, Sintra e Nazaré. Con il punto più alto (Portela de Labruja) che raggiunge appena i 400 m, il Camino Portugués Central è uno dei percorsi a lunga distanza meno impegnativi per arrivare a Santiago. Di contro, però, i primi 300 km (i primi 14 giorni circa) tra Lisbona e Porto sono piuttosto faticosi, con molte strade secondarie, marciapiedi e tratti su sentieri acciottolati notoriamente duri per i piedi.
Detto questo, il territorio piuttosto urbanizzato fa sì che difficilmente camminerete per più di 5 km senza incontrare un caffè o un bar. A tutto ciò si aggiunge il piacere di mettere a confronto, passo dopo passo, la vita spagnola con quella portoghese.
Volendo è possibile accorciare il Camino Portugués Central partendo dalla città di Porto. Questa variante ridotta è nota come Camino Portugués de la Costa: è lungo 251 km in totale ed è facilmente percorribile in circa due settimane.
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Il Camino Primitivo
Per chi ama le sfide di un itinerario notoriamente impegnativo
Agli inizi del IX secolo, re Alfonso II delle Asturie partì da Oviedo per verificare la notizia secondo cui il corpo di san Giacomo era stato ritrovato (800 anni dopo la morte) dall’eremita Pelayo. Il Primitivo segue il tracciato del primo Cammino mai percorso (o perlomeno del primo di cui si abbia notizia) e, negli ultimi anni, ha guadagnato popolarità grazie ai paesaggi spettacolari e alla distanza contenuta: una valida scelta per chi ha poco tempo.
Con partenza dalla città di Oviedo (capoluogo delle Asturie), attraverserete 35 grandi villaggi prima di raggiungere Melide. Lungo il percorso non mancano bar e ristoranti, oltre a numerosi distributori installati da imprenditori locali per fornire bevande e snack ai pellegrini.
Il Primitivo è però noto per il suo territorio montuoso. Si tratta infatti di uno dei percorsi del Cammino più impegnativi, tra quelli relativamente brevi, poiché i tratti pianeggianti sono davvero rari. Per gli escursionisti meno allenati, il tracciato è ben fornito di albergues, hotel e guesthouse, quindi è possibile prolungare il cammino fino a due settimane o più.
Circa a metà percorso, potrete deviare lungo quella che è nota come Ruta de los Hospitales. Questo tratto di 25 km attraverso le montagne disabitate non è consigliato con il brutto tempo e, anche in condizioni favorevoli, affrontarlo da soli sarebbe imprudente. Alcuni escursionisti esperti sostengono però che si tratti di una delle tappe più spettacolari di tutti i Cammini. Il Camino Primitivo si ricongiunge al Camino Francés a Melide. Da qui potrete percorrere 55 km (circa due giorni) lungo il Francés per arrivare a Santiago de Compostela.
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La Vía de la Plata
Per chi vuole affrontare lunghe distanze in territori disabitati e impegnativi
Talvolta noto come Camino de la Plata, la ‘Via dell’Argento’ è il più impegnativo e affascinante di tutti gli itinerari. Gran parte del tracciato segue strade romane e rotte di migrazione anteriori persino al passaggio dei primi pellegrini. Siviglia, Salamanca e Mérida (con il suo acquedotto romano quasi leggendario) sono le tappe più gettonate, ma Zamora, Cáceres e Zafra sono veri gioielli che pochi turisti si fermano a esplorare.
Oltre alle ricchezze urbane, però, sono le vaste distese di natura selvaggia, le colline e gli ampi paesaggi delle dehesas a elevare la Vía de la Plata da semplice percorso a lunga distanza a una delle più belle escursioni del mondo.
In una delle tappe, tra Castilblanco de los Arroyos e Almadén de la Plata, i pellegrini devono attraversare quasi 30 km di territorio incontaminato, con nient’altro che una singola fontana presso una cappella abbandonata a offrire ‘sostentamento’.
Oltre alle lunghe distanze senz’acqua, è il meteo a rendere la Vía de la Plata così impegnativa: gli abitanti del posto dicono che il clima dell’Extremadura è fatto di ‘otto mesi d’inverno e quattro mesi d’inferno’, e non è raro che tra giugno e settembre il termometro salga fino a 44°C. Il tracciato è più frequentato in primavera e in autunno, ma in generale in ogni momento dell’anno godrete di lunghe giornate di solitudine.
La Vía de la Plata si estende da Siviglia ad Astorga ma, anche in alta stagione, in pochi completano gli ultimi 95 km: per arrivare a Santiago molti deviano verso ovest a Granja de Moreruela per unirsi al Camino Sanabrés oppure imboccano il Camino Zamorano Portugués a Zamora
Il Chemin du Puy
Per escursionisti esperti che vogliono spingersi oltre i propri limiti
Il primo pellegrinaggio documentato lungo questo itinerario (noto anche come Via Podiensis) fu quello del vescovo Godescalc nel 950. (Fu anche il primo con partenza fuori dalla Penisola Iberica.) A differenza del Camino Francés questo è il vero ‘Cammino Francese’, in quanto parte dal dipartimento dell’Haute-Loire e termina nei Pyrénées-Atlantiques. Per cui, se siete attratti dai paesaggi e dalla cultura francesi, troverete questo percorso particolarmente affascinante.
L’intero tracciato è servito da gîtes (cottage con angolo cottura), perché vede circa 30.000 pellegrini ogni anno. Sebbene questa cifra sia 10 volte superiore rispetto a quella di un decennio fa, rappresenta ancora circa un decimo dei numeri visti sul Camino Francés. Detto ciò, la maggior parte dei randonneurs (escursionisti) sul Chemin du Puy tende a percorrere tratti brevi, con alcuni che mirano a completarlo nell’arco di anni.
Inoltre, dal momento che il percorso attraversa il Massif Central (a circa 1000 m sul livello del mare), non è consigliato nei mesi invernali, a meno che non siate preparati per escursioni su ghiaccio e neve. Le valli del Lot e della Garonne sono caratterizzate dai boschi, mentre le pendici settentrionali dei Pirenei (una delle parti più piovose della Francia) sono rigogliose e ombreggiate dagli alberi.
Il forte contrasto tra i paesaggi si accompagna a condizioni meteorologiche variabili, spesso anche nel corso della stessa giornata. In generale, si tratta di un cammino per il quale è opportuno essere preparati a ogni eventualità. Molti di coloro che percorrono il tratto da Le Puy-en-Velay fino al punto d’arrivo, Saint-JeanPied-de-Port, scelgono poi di proseguire verso Santiago de Compostela, per un totale di 1530 km.