Guida essenziale per scoprire l'Argentario
Il lungo serpentone di sabbia fine, orlato da pinete, che si srotola a sud di Talamone cambia all’improvviso davanti a Orbetello. La costa fa un guizzo, si protende in mare e da comoda e prevedibile diventa dura, frastagliata, dalle mille sfumature di colore del granito e profumata dalla macchia mediterranea: è il promontorio dell’Argentario, collegato alla terraferma dal Tombolo di Feniglia e da quello di Giannella. Sorta di isola (faticherete non poco a ricordarvi che non lo è) dalla storia antichissima, oggi è una delle destinazioni balneari più glamour del litorale tirrenico, sul quale sono incastonate faraoniche ville di imprenditori e celebrità varie.
Spiagge e calette
Sgombriamo prima il campo da un equivoco: il nome Argentario non deriva dall’abbondanza di miniere d’argento (inesistenti), bensì dalla presenza dei banchieri della gens Domizia che possedeva il luogo. La costa, selvaggia e frastagliata, è punteggiata da cipressi, uliveti, vigneti e, più in alto, da boschi: l’ideale per chi ama le calette appartate, il silenzio e il profumo della macchia.
Portate con voi un paio di scarpe antiscivolo e considerate sempre l’esposizione: in base alla stagione, potrebbe capitarvi di vedere il sole fare capolino solo dopo mezzogiorno oppure scomparire molto presto al pomeriggio.
Accanto a piccole insenature difficili da raggiungere, ci sono alcune spiagge sabbiose e ampie, adatte anche a famiglie con bambini. È il caso dei Bagni di Domiziano, qualche chilometro prima di Porto Santo Stefano, dalle cui acque affiorano i resti di una villa romana del I secolo d.C., ma anche de La Soda e della spiaggia di Pozzarello, una delle più frequentate.
Chi cerca sassolini e scogli faccia rotta verso Cala del Gesso, che si raggiunge a piedi lungo una strada privata sul versante occidentale, oppure verso la Cacciarella, nascosta in un anfratto tra la macchia, o Cala Piccola, apprezzata dagli amanti dello snorkelling, ai piedi dell’omonimo hotel. Infine, se amate i luoghi selvaggi, fate rotta verso Cala Mar Morto, uno specchio d’acqua relativamente calmo che si raggiunge in 15 minuti di cammino. Di fronte, c’è l’Isola Rossa.
Una facile escursione in auto
Sebbene da queste parti si venga quasi solo per il mare cristallino, ci sono tante altre cose da vedere e da fare. Il promontorio, quasi interamente collinare e con la vetta più alta a Punta Telegrafo (635 m), è ricoperto da boschi che si riveleranno perfetti per gli amanti dei trekking e da terre coltivate strappate eroicamente alla montagna.
Salite fino al punto più alto e sedetevi sulla panchina nascosta nella macchia, davanti alla grande croce in ferro che svetta sul cucuzzolo della montagna: il colpo d’occhio sul mare, con all’orizzonte l’Isola del Giglio, Giannutri, l’Elba e, in lontananza, la Corsica, è fenomenale, e nessuna macchina fotografica riuscirà a registrare la magia del luogo.
Scendendo, fate tappa presso il Convento dei Padri Passionisti, un edificio settecentesco squadrato e bianco, costruito a mezzacosta. Da qui si gode di un panorama da urlo sulla Laguna di Orbetello, sui tomboli e sul litorale, e non da ultimo nella piccola bottega i frati vendono l’Argentarium, un liquore d’erbe prodotto con piante raccolte nei boschi. Affacciatevi nella chiesa, dagli esuberanti interni barocchi che si aprono dietro una facciata neoclassica.
Porto Santo Stefano e Porto Ercole
Un altro equivoco da sfatare: Monte Argentario non è il nome della montagna, bensì quello del comune sparso, sotto la cui amministrazione ricade il territorio del promontorio. Questo è diviso in due frazioni: Porto Santo Stefano, a nord, e Porto Ercole, a sud.
Porto Santo Stefano è il centro più turistico dell’Argentario, un po’ sciupato dall’eccessiva edilizia (fu devastato dalle bombe della seconda guerra mondiale), ma ancora suggestivo nei vicoli che sanno di Liguria e nel lungomare ridisegnato da Giugiaro, ambita passerella per velisti. Al nucleo più antico di Porto Ercole si accede da una porta sormontata dalla torre dell’orologio. Prima di arrampicarvi fino alla Chiesa di Sant’Erasmo, passeggiate tra gli stretti vicoli lastricati e raggiungete la scenografica Piazza Santa Barbara, sulla quale affaccia il cinquecentesco Palazzo dei Governanti, costruito per ospitare i reggenti spagnoli. Il lungomare davanti al porto svela un’anima schiettamente marinaresca e popolare, ricca di trattorie e affacci sul mare.
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Le migliori esperienze da fare all’Argentario
Escursioni e trekking
Contattate il Gruppo Argentario Trekking per percorrere a piedi i 27 sentieri del promontorio, di varia difficoltà e lunghezza. Il momento migliore è la primavera, quando la macchia in fiore mostra il suo volto più dolce e profumato.
Vela e sport acquatici
Gli svariati club nautici dell’Argentario organizzano durante l’estate scuole di vela su derive, sia per principianti sia per navigati lupi di mare.
Immersioni e snorkelling
I fondali dell’Argentario sono ricchissimi di pesci e creature marine, e non sono rari gli avvistamenti di delfini e balene. Argentario Divers e gli altri centri noleggiano attrezzature e organizzano corsi per adulti e bambini, oltre a immersioni dalla spiaggia o dalla barca.
In cerca di torri
Tra le numerosi torri che punteggiano la zona, soffermatevi sul complesso sistema di fortezze, costruite dai Medici e potenziate dagli spagnoli, che domina Porto Ercole. Progettato da Bernardo Buontalenti su richiesta di Cosimo I de’ Medici (ma a pagare fu il re di Spagna Filippo II), il Forte Stella è una delle più audaci costruzioni militari della costa grossetana. Intorno a un precedente baluardo a forma di stella a sei punte (disegnata da Francesco di Giorgio Martini nel Quattrocento), fu realizzata un’ulteriore cortina difensiva con quattro bastioni angolari, dai quali si poteva comunicare visivamente con le altre torri di guardia sparse sull’Argentario. Veniteci al tramonto: l’emozione, da quassù, è assicurata.