Vallauris: il borgo della Costa Azzurra dove Picasso reinventò la ceramica moderna

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Nel 1946, esattamente ottant’anni fa Picasso arriva per la prima volta a Vallauris, in Costa Azzurra. È incuriosito dal “villaggio dei cento vasai”, dove l’arte della ceramica è una pratica millenaria risalente al periodo Gallo-Romano.

Vallauris, il “villaggio dei cento vasai” © Kiev.Victor /Shutterstock
Vallauris, il “villaggio dei cento vasai” © Kiev.Victor /Shutterstock
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L’incontro con l’atelier Madoura

L’artista spagnolo aveva scoperto l’arte di modellare l’argilla in modo estemporaneo nel periodo parigino, nei primi decenni del ‘900. Episodi isolati che non avevano avuto sbocchi concreti, ma l’interesse per un’attività creativa in grado di mescolare disegno, pittura e scultura era rimasto latente nella sua sensibilità d’artista. Nel 1946, Picasso che soggiornava nella vicina Antibes, si reca Vallauris per visitare l’esposizione Poteries, fleurs, parfums e incontra Suzanne e Georges Ramié, i proprietarî dell’atelier di ceramica Madoura. Nel loro laboratorio, realizza d’istinto alcuni disegni e si incuriosisce a modellare dei vasi.

È l’inizio di una passione per la ceramica e per Vallauris che lo porterà l’anno successivo a trasferirsi nel villaggio appena alle spalle del litorale e a rimanervi con la famiglia fino al 1954. Anni in cui metterà da parte pittura e scultura per dedicarsi quasi completamente alla ceramica. Si stima che fra il 1947 e il 1971, realizzerà tra le tremila e cinquecento e le quattromila opere in ceramica, tutte con l’appoggio dell’atelier Madoura. Assieme ai Ramié – Suzanne era a sua volta una valida disegnatrice e ceramista – l’artista spagnolo riuscirà a perfezionare le tecniche particolari di quest’arte e a costruire un solido rapporto con la comunità di Vallauris. La presenza di Picasso determinerà un fermento artistico prima sconosciuto e numerosi altri artisti, tra cui Marc Chagall, Victor Brauner e Matisse, verranno ospitati da Suzanne e Georges Ramié, lasciando un segno importante nella storia della ceramica d’arte.

Una delle opere di Pablo Picasso al Museo della ceramica Hibou © Dario Bragaglia
Una delle opere di Pablo Picasso al Museo della ceramica Hibou © Dario Bragaglia

Una tradizione che continua ancora oggi

Non è un caso che risalendo la strada principale del borgo, l’avenue Clemenceau, si scoprano ancora molti atelier di ceramisti, la sede dell’atelier Madoura (attualmente chiusa per lavori), gli spazi della Coopérative Nerolium che fu il luogo dell’esposizione del 1946. Al centro della piazza Paul Isnard, di fronte al castello-museo, campeggia la statua L’homme au mouton (L’uomo con la pecora). L’opera fu realizzata dall’artista spagnolo nel 1943 e offerta alla città nel 1949 per ringraziare la popolazione della calorosa accoglienza. È una delle rare opere di Picasso installata in un luogo pubblico, secondo l’auspicio dell’artista (altre due copie di questa scultura sono presenti a Filadelfia e al Museo Picasso di Parigi).

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Vallauris La Guerra e la Pace opera di Pablo PIcasso nella cappella del Castello  © Dario Bragaglia
Vallauris La Guerra e la Pace opera di Pablo PIcasso nella cappella del Castello © Dario Bragaglia

La cappella romanica: La guerra e la pace

Il castello di Vallauris è un antico priorato dei monaci di Lérins, che furono i signori del luogo dall’XI al XVIII secolo. L’edificio attuale, risale al XVI secolo ed è abbellito da un imponente scalone rinascimentale. Del più antico edificio medievale è rimasta solo la cappella romanica ed è qui che dobbiamo entrare prima di visitare il museo dedicato alla ceramica. Le volte sono completamente affrescate da un’opera monumentale (più di 100 mq) di Picasso: La guerra e la pace.

Dobbiamo contestualizzare il momento: siamo negli anni della guerra di Corea e Picasso è un militante del Partito comunista francese e del Movimento per la pace (per il quale disegnerà la famosa colomba). Nel 1937 aveva già dipinto Guernica per testimoniare il suo impegno pacifista. Ora siamo nel 1951: durante un banchetto offerto dai vasai di Vallauris nella navata della cappella in occasione del suo settantesimo compleanno, l’artista chiede di poterla trasformare in un Tempio della pace. L’opera verrà terminata nel 1954 e donata allo Stato nel 1956 diventando il primo museo nazionale francese, al di fuori di Parigi.

 

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Il Museo Magnelli: il Museo della ceramica

Quarantasei opere, tra cui 19 dipinti a olio permettono di seguire il percorso artistico del pittore fiorentino Alberto Magnelli (1888-1971), uno dei pionieri dell’arte astratta italiana. Durante la seconda guerra mondiale, Magnelli si rifugiò nella vicina città di Grasse, dove visse dal 1940 al 1970. Alla morte dell’artista, la moglie Susi donò questa raccolta al museo di Vallauris.

La caratteristica della collezione è di essere costituita dai cosiddetti “Magnelli dei Magnelli”, ovvero le opere che l’artista considerava i suoi capolavori, le tappe fondamentali della sua creazione. Nel corso degli anni il museo si è arricchito di altri pezzi che testimoniano la ricchezza della ricerca plastica di Magnelli: stampe, collage, opere su ardesia.

Lola Céramique una delle nuove botteghe artigianali © Dario Bragaglia
Lola Céramique una delle nuove botteghe artigianali © Dario Bragaglia

Vallauris oggi: atelier, mercati e la visita «Sui passi di Picasso»

Le collezioni del Museo della ceramica permettono di ripercorrere la storia di questa attività a Vallauris, prima industriale poi artistica. Non bisogna infatti dimenticare che Vallouris fu, dalla seconda metà dell’800 al 1930, un centro importante nella produzione del vasellame per cucina. L’argilla locale di ottima qualità e facilmente lavorabile consentì la massiccia espansione della produzione che poteva contare su decine di fabbriche.

Nel 900, la graduale introduzione di materiali più adeguati alla cucina moderna, come l’alluminio, la ghisa, l’inox portano alla fine dell’attività industriale. Si passerà ad un’attività più creativa prima orientata su motivi folcloristici legati alla Provenza, anche se un’attività ispirata a creazioni d’arte era già presente con l’atelier Massier. Poi con l’arrivo di Picasso si vivrà, fra la fine degli anni 40 e i 50 del 900, l’età dell’oro della ceramica artistica.

Curiosi, intellettuali, artisti e poeti come Paul Éluard, Jacques Prévert arrivano per apprendere le arti del fuoco. Tutto questo è documentato magnificamente nel museo, con le opere di Picasso (molte dedicate a Madame Ramié), le fotografie di Edward Quinn che lo ritraggono al lavoro e le creazioni di tanti altri artisti che si sono cimentati con l’arte ceramica.

Ogni anno, in estate, il Museo Magnelli-Museo della ceramica propone delle mostre temporanee. Quest’anno saranno dedicate a Martial Raysse e Anton Prinner. In particolare, Raysse, nato nel 1936 a Golf Juan (3 chilometri da Vallauris) è uno dei fondatori del Nouveau Réalisme e una delle figure di spicco dell’arte contemporanea francese. Le sue sculture recenti testimoniano un dialogo costante tra tradizione e modernità, tra bellezza classica e riflessione contemporanea sulla condizione umana.

L’Ufficio del turismo di Vallauris organizza ogni giovedì la visita guidata “Sui passi di Picasso a Vallauris”.

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