La storia della Cina in 15 luoghi

Dalla dinastia Shang, fiorita 3500 anni fa nella valle del Fiume Giallo, fino alla più grande economia manifatturiera del mondo, la storia della Cina è epica, ricca di vicissitudini degne del Trono di spade. Il destino del Regno di Mezzo è cambiato più volte nel corso dei secoli, tra guerre civili, dinastie imperiali, rivoluzione comunista e capitalismo di stato. Ecco quindici luoghi che portano le tracce dei momenti fondanti della storia cinese.

L’ingresso del tempio di Confucio a Qufu  ©Bill Perry/Shutterstock
L’ingresso del tempio di Confucio a Qufu ©Bill Perry/Shutterstock
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la civiltà cinese storicamente documentata ebbe inizio circa 3600-4000 anni fa. Nel V secolo a.C., la cultura e i conflitti interni della regione del Fiume Giallo potevano essere paragonati a quelli dell’antica Grecia. Fu durante il periodo della dinastia dei Zhou (la più longeva della storia cinese) e degli Stati Combattenti che nacque il filosofo Confucio.

Sebbene il suo pensiero e la sua etica non siano sempre stati centrali nella storia della Cina, la sua influenza sulla cultura del paese negli ultimi 2500 anni è stata incredibile e continua ancora oggi.

L’ultima delle 13 grandi dinastie che governarono la Cina fu quella dei Qing. Il suo ultimo imperatore, il piccolo Puyi, di soli sei anni, abdicò nel 1912. Seguì la Repubblica Cinese, fino alla presa del potere da parte dei comunisti nel 1949, che portò alla nascita della Repubblica Popolare Cinese (RPC).

Nel giro di un secolo circa, la Cina è passata dall’essere considerata il ‘Malato d’Asia’ a una superpotenza economicamente dinamica. Negli ultimi anni, Xi Jinping ha consolidato il proprio ruolo di presidente, Beijing ha represso i sostenitori della democrazia a Hong Kong e il paese è stato sottoposto a un lungo lockdown a seguito della pandemia da Covid-19, scoppiata a Wuhan.

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1. Palazzo e Tempio di Confucio

Dove visse il grande saggio

Nato nel 551 a.C, per gran parte della sua vita Confucio (il cui nome originale era Kong Qiu) visse a Qufu. All’epoca, la città era la capitale di Lu, uno stato vassallo della dinastia dei Zhou. Il tempio fu costruito un anno dopo la sua morte, nel 478 a.C., accanto alla casa di tre stanze dove ebbe i natali. Quella dimora modesta è andata perduta, e il palazzo che si vede oggi (trasferito nel sito attuale nel 1377) fa parte di un complesso aristocratico di 152 edifici che si estende su 14 ettari. Insieme al cimitero dove il filosofo è sepolto, questi siti legati a Confucio sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

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I soldati di terracotta ©rawf8/Shutterstock
I soldati di terracotta ©rawf8/Shutterstock

2. Esercito di Terracotta

Un’armata sotterranea a grandezza naturale

Quando morì nel 210 a.C., il primo imperatore dei Qin fu sepolto con circa 8000 statue di soldati e cavalli, tutte diverse tra loro. Scoperto nel 1974 nei pressi dell’odierna Xi’an, questo esercito dice molto sul potere del primo regnante che unificò gran parte della Cina. Vietò il confucianesimo e ordinò di bruciare quasi tutti i suoi testi scritti, e attuò una serie di riforme volte a consolidare l’unità del nascente impero: introdusse una moneta unica, una burocrazia centralizzata, la standardizzazione della scrittura e della larghezza delle strade. Tutti questi cambiamenti portarono il mondo esterno a riconoscere l’esistenza di una ‘Cina’ unificata.

Sculture buddhiste nelle  Grotte di Mogao  ©Lucky Yeh /Shutterstock
Sculture buddhiste nelle Grotte di Mogao ©Lucky Yeh /Shutterstock
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3. Grotte di Mogao

Una straordinaria collezione di arte buddhista

Scavate per la prima volta nel 366 d.C., le Grotte di Mogao custodiscono un’incredibile raccolta di sculture e sono uno dei tre principali siti cinesi di antica arte buddhista. Il loro massimo splendore fu durante la dinastia dei Tang (618-907 d.C.), quando le grotte ospitavano 18 monasteri e fu costruita la grande statua del Buddha, alta 35,5 m. Il sito cadde in disuso dopo il crollo della dinastia degli Yuan nel 1368 e la contemporanea islamizzazione dei territori nord-occidentali dell’impero, quindi rimase in gran parte dimenticato fino all’inizio del XX secolo, quando esploratori stranieri e il monaco taoista Wang Yuanlu ne riscoprirono l’esistenza.

4. Tempio Shaolin

Centro di formazione per le arti marziali

Questo tempio celebre in tutto il mondo sorge sul sito di un monastero del VI secolo, legato al monaco buddhista indiano o persiano Bodhidharma. Conosciuto in Cina come Damo, è una figura semileggendaria a cui si attribuisce l’introduzione del buddhismo Chan (Zen) nel paese. Secondo la leggenda, cercò un luogo isolato per meditare e lo trovò sul Song Shan, dove rimase nove anni seduto in silenzio a fissare la parete di una grotta. Successivamente, nel vicino Monastero Shaolin, insegnò ai monaci tecniche di meditazione e del kung fu per il benessere del corpo e della mente.

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5. Kaifeng

Ex capitale multiculturale

Una delle otto antiche capitali della Cina, Kaifeng fu il cuore del paese durante la dinastia dei Song Settentrionali (960-1126), quando era circondata da tre cinte murarie e contava fino a 700.000 abitanti: all’epoca era la città più grande del mondo. Importante tappa lungo la Via della Seta, fu visitata da Marco Polo nel 1260. Era anche una città multiculturale, dove cristiani, ebrei e musulmani convivevano con cinesi buddhisti e taoisti. Poco è rimasto della vivace comunità ebraica di allora, ma quella musulmana è ancora viva.

Il forte di Jiayuguan ©Wang Yutong /Shutterstock
Il forte di Jiayuguan ©Wang Yutong /Shutterstock

6. Forte di Jiayuguan

Una fortezza inespugnabile

Questo forte della Grande Muraglia, costruito intorno al 1372 durante la dinastia dei Ming, fu eretto per difendere l’impero da una possibile invasione degli eserciti di Tamerlano dall’Asia centrale. In passato controllava lo stretto passaggio tra le vette innevate del Qilian Shan e dello Hei Shan, della catena del Mazong Shan, ed era una tappa importante sulla Via della Seta. Fu inoltre l’ultima grande roccaforte della Cina imperiale: la fine del mondo ‘civilizzato’, oltre il quale si estendevano solo i deserti e gli eserciti barbari dell’Asia centrale. Jiayuguan è il più integro tra gli antichi edifici militari lungo la Grande Muraglia.

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7. Città Proibita

Il palazzo più famoso della Cina

Costruito tra il 1406 e il 1420, questo imponente complesso palaziale sorge sul sito di un’antica residenza reale mongola. Il palazzo si trovava nel cuore della Città Imperiale, un recinto murario riservato all’imperatore e alla sua corte. Le mura che racchiudono la Città Proibita sono costituite da 12 milioni di mattoni. Ventiquattro imperatori governarono la Cina da qui fino al 1911, quando la rivoluzione pose fine al potere dinastico. Nonostante il suo ritratto sovrasti la Porta della Pace Celeste, si dice che il presidente Mao Zedong non abbia mai messo piede nella Città Proibita.

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8. Potala

L’antica residenza del Dalai Lama

Situato sul Marpo Ri, con una vista mozzafiato sul capoluogo tibetano Lhasa, questo palazzo di oltre 1000 stanze risale al regno del quinto Dalai Lama, nel 1645, e richiese più di mezzo secolo per essere completato. Da allora, il Potala è stato la dimora di tutti i dalai lama, incluso il 14°, Tenzin Gyatso, fino al suo esilio nel 1959. Fu anche la sede del governo tibetano e, con cappelle, scuole, carceri e persino tombe per i dalai lama, era praticamente un mondo a sé.

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Il Little Potala Palace e il Tempio di Putuo Zongzi a Chengde  ©humphery /Shutterstock
Il Little Potala Palace e il Tempio di Putuo Zongzi a Chengde ©humphery /Shutterstock

9. Bishu Shanzhuang

Il rifugio estivo della dinastia Quing

Nel 1703, l’imperatore Kangxi si innamorò della Valle di Chengde e fece costruire un padiglione di caccia, che si trasformò gradualmente in una residenza estiva imperiale. La corte Qing vi trascorreva diversi mesi all’anno, accompagnata da circa 10.000 persone durante il viaggio di una settimana da Beijing. Qui si tenevano anche gli incontri con le tribù di confine che minacciavano l’impero: mongoli, tibetani, uiguri ed europei. Il comprensorio raggiunse l’apice con l’imperatore Qianlong (1735- 96), che commissionò molti templi esterni per incutere una forma di timore reverenziale ai sovrani in visita.

10. Prigione di Lüshun

Un carcere coloniale

Nella seconda metà dell’Ottocento, con la dinastia dei Qing in declino, in Cina aumentarono le incursioni straniere: le potenze coloniali occidentali e il Giappone iniziarono a invadere e spartirsi la costa cinese. Alcuni territori passarono sotto il controllo di diverse potenze, come Port Arthur (oggi Lüshun). Diventato concessione russa nel 1898, dopo la Guerra Russo-Giapponese del 1904-5 passò al Giappone. La Prigione di Lüshun fu costruita dai russi nel 1902 e ampliata dai giapponesi nel1907, ospitò oltre 20.000 detenuti, in gran parte prigionieri politici della Manciuria e della Corea, entrambe controllate dal Giappone.

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11. Mausoleo di Sun Yatsen

Padre della Cina monderna

Il rivoluzionario Sun Yatsen (1866-1925) è una delle poche figure storiche moderne rispettate sia in Cina sia a Taiwan. Con la sua Alleanza Rivoluzionaria Cinese tentò più volte di rovesciare la dinastia dei Qing alla fine del XIX secolo, raccogliendo fondi e sostegno tra la diaspora cinese, la nuova classe media e le società segrete. Dopo la vittoriosa rivoluzione repubblicana del 1911, fu nominato presidente ma presto dovette cedere il posto al militare Yuan Shikai. Sun morì nel 1925, lasciando disposizioni per l’imbalsamazione del corpo, poi trasferito a Nanjing, dove nel 1929 fu eretto un mausoleo

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12. Il Bund

Simbolo della Shanghai coloniale

Con una vista privilegiata sullo spettacolare skyline futuristico di Pudong, il Bund è un distretto storico tutelato di Shanghai. Situato nell’ex Insediamento Internazionale, questo lungofiume è fiancheggiato da imponenti banche e sedi commerciali. Nel 1851, Jardine Matheson fu la prima compagnia straniera a costruire un edificio sul Bund (quello attuale, che sostituì l’originale, fu completato nel 1922). Il Fairmont Peace Hotel, ultimato nel 1929, era originariamente noto come Sassoon House, dal nome di sir Victor Sassoon, che commissionò il palazzo a 10 piani per ospitarvi il suo attico e l’Hotel Cathay

La Zhengyangmen Gatehouse in Piazza Tiananmen ©Sean Pavone  /Shutterstock
La Zhengyangmen Gatehouse in Piazza Tiananmen ©Sean Pavone /Shutterstock

13. Piazza Tiananmen

Una distesa di cemento e storia a Beijing

Quando Mao Zedong salì sulla Porta della Pace Celeste nel 1949 per proclamare la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il panorama era pressoché identico a quello di secoli prima. Dieci anni dopo, i templi e i ministeri circostanti furono demoliti per creare un’immensa piazza, oggi fiancheggiata dal Palazzo dell’Assemblea del Popolo e dal Museo Nazionale della Cina. Nel settembre 1976, un milione di persone si riunì qui per rendere omaggio a Mao. Il suo corpo imbalsamato è esposto nel mausoleo al centro della piazza, nota all’estero per essere stata il luogo delle proteste pro-democrazia del 1989 e della loro tragica repressione

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14. Diga delle Tre Gole

Domare il fiume Yangzi

Completamente operativa dal 2012, la Diga delle Tre Gole è la centrale idroelettrica più grande al mondo in termini di produzione di energia, ma fu anche costruita per prevenire le inondazioni che storicamente colpivano il bacino dello Yangzi (l’esondazione del 1931 causò fino a quattro milioni di morti). Il progetto risale al 1919, quando Sun Yatsen ne intuì il potenziale per produrre energia elettrica. Circa 1,4 milioni di persone furono trasferite per far spazio alla diga e al suo bacino. Da allora, i danni ambientali sono stati enormi e proseguono ancora oggi, così come le inondazioni catastrofiche.

15. Victoria Park

Il controllo del regime

Con l’indebolimento del principio ‘un paese, due sistemi’ a seguito della legge sulla sicurezza nazionale del 2020, a Hong Kong sono stati vietati slogan, bandiere e adesivi pro-democrazia, e le proteste non autorizzate sono diventate reato. Nel giro di poco tempo, i gruppi democratici si sono sciolti e molti cittadini hanno chiuso i propri account social o cancellato post per evitare procedimenti penali. Per trent’anni, il Victoria Park è stato l’unico luogo in Cina in cui era consentito alle persone di organizzare una commemorazione per le vittime di Piazza Tiananmen. Dal 2020, però, questa veglia a lume di candela è stata tassativamente vietata.

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