La storia dello Yucatán in 15 luoghi
Quando John Lloyd Stephens riferì ciò che aveva visto, l’esploratore Frederick Catherwood, suo compagno di viaggio, pensò che si fosse lasciato andare a un eccesso di romanticismo. Stephens descrisse ‘tumuli di rovine e vasti edifici su terrazze e strutture piramidali, maestose e ben conservate, riccamente decorate, senza boscaglia a ostruire la vista, in un effetto pittoresco che ricorda quello delle rovine di Tebe’. Il giorno dopo, quando Catherwood vide con i suoi occhi il sito spettacolare, giudicò la descrizione di Stephens persino riduttiva. Quelle che oggi sono note come le rovine di Uxmal erano i resti di una delle tante antiche città maya in cui i due esploratori si imbatterono durante i loro viaggi nella penisola intorno al 1840. Dopo quasi due secoli, gli archeologi stanno ancora facendo scoperte sensazionali nella regione, come i resti di 13.000 anni fa rinvenuti nel 2007 in una grotta sommersa, uno dei più antichi scheletri umani geneticamente intatti mai trovati nell’emisfero occidentale. Lo Yucatán è sempre stato un luogo a parte rispetto al resto del Messico. Durante la guerra delle caste la penisola fu sull’orlo della secessione, e solo negli anni ’50 la ferrovia la collegò al resto del paese. La seconda metà del XX secolo portò trasformazioni radicali, e alcune città assistettero a una crescita vertiginosa alimentata dal boom del turismo.
1. Calakmul
I resti del potente Regno del Serpente
Nel fitto della giungla del Bacino di Petén, nella parte meridionale della Penisola dello Yucatán, antichi templi svettano sulle cime degli alberi. Famoso per un glifo raffigurante una testa di serpente, Calakmul era il centro del cosiddetto Regno del Serpente, che nel VII secolo d.C. divenne una delle più potenti e più grandi città maya, con circa 60.000 abitanti su una superficie di 70 kmq. Le stele, alcune delle quali risalenti al 435 a.C., documentano la potenza del regno e le battaglie intraprese dai suoi sovrani guerrieri contro Palenque e Tikal.
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2. Palenque
Il lascito di un grande sovrano Maya
Le imponenti rovine di Palenque si ergono a testimonianza di una civiltà che esercitò il controllo su una regione nel sud-ovest della penisola più di 1000 anni fa. Questa città-stato maya, il cui primo insediamento risale al 100 a.C., era più piccola di Chichén Itzá ma ospita alcune delle più belle sculture maya finora scoperte. Palenque raggiunse il massimo splendore nel VII secolo d.C. sotto il sovrano Pakal, a cui si deve la costruzione di alcune delle piazze e dei templi più belli della città. Al periodo d’oro però seguì il declino, e la città fu abbandonata intorno al X secolo. A oggi, solo circa il 10% del sito è stato riportato alla luce ed esplorato.
3. Aktun Usil
Pitture rupestri Maya
Fin dall’VIII secolo d.C. i maya della zona usavano queste grotte in un angolo remoto della parte orientale dello stato dello Yucatán per celebrare riti, probabilmente legati al raccolto. Vicino all’ingresso, il soffitto alto 12 m è decorato con geroglifici e pitture raffiguranti creature che rendono omaggio a Chac, il dio della pioggia. In altre grotte all’interno si vedono frammenti di ceramiche, ossi e pietre falliche. In straordinaria continuità con le credenze ancestrali, il sito è tuttora considerato sacro dalla comunità locale. Le guide potranno illustrarvi i pittogrammi sorprendentemente ben conservati risalenti a secoli fa.
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4. Chichén Itzá
Imponenti vestigia di antiche civiltà
Chichén Itzá è famosa per l’enorme piramide di 1000 anni fa dedicata a Kukulcán, il Serpente Piumato. Il sito era abitato già dal 450 d.C., anche se molto poco si sa di questo primo insediamento. Gli itzá occuparono la zona (tramite una campagna di conquista o per assimilazione) alcuni secoli più tardi. A questo gruppo etnico probabilmente si devono le strutture principali della città, tra cui giganteschi campi per il gioco della palla, templi ed edifici colonnati. La città prese il nome da questo popolo: Chichén Itzá significa ‘bocca del pozzo degli itzá’ con riferimento ai cenotes usa
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5. Le antiche rovine di Tulum
Una città portuale della civiltà Maya
Tulum, le cui antiche rovine sono comprese all’interno del Parque del Jaguar, era una delle ultime grandi città fortificate ancora abitate all’epoca dell’arrivo degli spagnoli, nel XVI secolo. Durante il tardo periodo postclassico (1200–1521 d.C.), Tulum era un’importante città portuale. Da qui, i maya percorrevano la costa su imbarcazioni a vela seguendo rotte commerciali che arrivavano fino al Belize. Quando nel 1518 il navigatore spagnolo Juan de Grijalva giunse in vista di Tulum, rimase colpito dalla città cinta da mura, con gli edifici dipinti in vivaci tonalità di rosso, azzurro e giallo e il fuoco cerimoniale che ardeva in cima alla torre di guardia a picco sul mare
6. Casa de Montejo
Un simbolo dell’impero spagnolo
Uno degli edifici coloniali più antichi e meglio conservati del Messico, la Casa de Montejo di Mérida fu costruita intorno al 1540 e simboleggia le ambizioni imperialiste della Spagna nel Nuovo Mondo. Situato in posizione di rilievo sul lato meridionale di Plaza Grande, il palazzo in origine fu utilizzato come alloggio militare, ma ben presto fu convertito in residenza e occupato dai Montejo, un nome profondamente legato alla storia della conquista dello Yucatán. Se Francisco de Montejo il Vecchio non era riuscito nell’impresa di assoggettare la penisola, suo figlio invece coronò l’impresa e nel 1542 fondò Mérida, dando ordine di costruire questo edificio utilizzando le pietre della città maya distrutta che prima sorgeva sul sito
7. Fuerte de San Miguel
L’epoca dei pirati
I Fondata nel 1540 dagli spagnoli come insediamento permanente sulla costa sud-occidentale della Penisola dello Yucatán, Campeche in breve tempo prosperò fino a diventare il porto principale della regione. Il flusso di beni commerciali, tuttavia, ne fece un bersaglio dei pirati. Dopo un attacco particolarmente cruento intorno al 1660, la corona di Spagna decise di prendere provvedimenti. Nel 1686 intorno alla città venne completata una cinta muraria esagonale lunga 2,5 km che comprendeva otto bastioni. Un tratto delle mura si estendeva verso il mare, così che le navi accedevano alla città da un varco fortificato. Resa così pressoché inespugnabile, Campeche cessò di attirare l’attenzione dei pirati, che rivolsero altrove il loro interesse
8. Hacienda Uxmal
Quartier generale archeologico
Uno dei migliori alberghi vicino a Uxmal ha alle spalle circa due secoli di attività. Qui soggiornarono i famosi esploratori John Lloyd Stephens e Frederick Catherwood durante il loro viaggio nella regione intorno al 1840. (Il loro libro Incidents of Travel in Central America, Chiapas and Yucatán avrebbe fatto conoscere al mondo gli antichi siti maya di cui fino ad allora non si aveva praticamente notizia.) Un secolo dopo l’hotel ospitò il team di archeologi americani impegnati negli scavi di Uxmal, e nel 1975 alloggiò qui anche la regina Elisabetta.
9. Sotuta de Peón
L’oro verde dello Yucatàn
Se non fosse stato per una pianta spinosa detta henequén (sisal), lo stato dello Yucatán sarebbe forse rimasto una provincia povera e remota. Dal 1850 circa fino all’inizio del XX secolo, le foglie dell’Agave fourcroydes furono usate per la produzione di robuste funi per l’industria marittima. Cavalcando la corsa all’oro verde, i ‘magnati del sisal’ yucatechi costruirono le loro vaste tenute. I maya che lavoravano nelle haciendas erano sottoposti a condizioni durissime, e molti vivevano in stato di servitù. La Sotuta de Peón è una piantagione ben conservata del 1858 dove potrete vedere macchinari d’epoca e assistere all’intero ciclo p
10. Fuerte de San Felipe
Nel 1859 un gruppo di ribelli maya attaccò ed espugnò il Fuerte de San Felipe che domina Bacalar. Fu uno dei tanti drammatici capitoli della guerra delle caste, un sanguinoso conflitto nel quale i maya si batterono contro l’oppressione e l’espropriazione delle terre comuni. Nel corso della seconda metà del XIX secolo, numerose città furono distrutte e circa 250.000 persone morirono o furono costrette all’esilio. La pace non fu ristabilita fino al 1915, quando il generale Salvador Alvarado introdusse nella regione una serie di riforme
11. Cancún
Una località turistica costruita da zero
All’inizio degli anni ’60, dove oggi sorge Cancún non c’erano che dune, mangrovie e paludi. Tutto cambiò quando il governo messicano decise di trasformare questo tratto deserto di litorale caraibico nella principale destinazione turistica del paese. Per due anni, alti funzionari analizzarono montagne di dati con l’aiuto di computer dell’epoca e volarono su e giù per il paese. Cancún alla fine li conquistò con le spiagge di sabbia bianca, il clima gradevole tutto l’anno e la vicinanza di alcuni dei siti archeologici più importanti del paese. I primi resort aprirono nel 1974, e a centinaia ne sarebbero comparsi nel corso dei 50 anni successivi.
12. Molo di Progreso
Un porto imponente
Nel 1989, la cittadina di Progreso si aggiudicò la notorietà grazie al molo più lungo del mondo. Data la scarsa profondità dei fondali della costa settentrionale dello Yucatán, il porto doveva estendersi per 6,5 km sul Golfo del Messico per consentire l’accesso a grossi mercantili e navi da crociera. Il molo ha dato una forte spinta alla crescita economica della regione. E non ci si ferma qui: un ambizioso progetto di espansione prevede che in futuro il porto di Progreso potrà arrivare ad accogliere navi da 100.000 tonnellate (oggi il massimo è 40.000)
13. Plaza 28 de Julio
Omaggio alla crescita di una città
A Playa del Carmen, Plaza 28 de Julio orlata di palme commemora non un evento dell’antico passato ma un successo recente. Il 28 luglio del 1993, quando la cittadina contava appena 15.000 abitanti, Playa del Carmen fu ufficialmente separata da Cozumel e divenne capoluogo di un’altra municipalità. Nel corso del decennio successivo la città crebbe fino a raggiungere una popolazione di 100.000 abitanti nel 2005, numero che oggi si è triplicato. A un’estremità della piazza, nel cortile del Palacio Municipal, osservate i murales raffiguranti Playa dall’epoca maya fino ai nostri giorni.
14. Museo Subacuático de Arte
Una delle più spettacolari nuove attrazioni costiere si può ammirare solo indossando maschera e boccaglio. Il Museo Subacuático de Arte è una collezione di centinaia di sculture situate sul fondale marino al largo di Cancún. Il progetto fu concepito nel 2005 da Jaime González Cano, biologo marino che immaginò la creazione di una nuova barriera corallina artificiale che avrebbe dato sollievo ai coralli sofferenti per l’eccessivo numero di turisti. Realizzate da artisti messicani e internazionali, le prime delle circa 500 sculture furono posizionate nel 2009. La maggior parte delle statue è ora completamente coperta da coralli e piante marine.
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15. Tren Maya
Il più grande progetto messicano del XXI secolo
Nel 2018 il presidente Andrés Manuel López Obrador presentò un progetto che aveva l’obiettivo di creare occupazione e spronare lo sviluppo, dando allo stesso tempo lustro alla sua amministrazione: la costruzione di una linea ferroviaria turistica nello Yucatán che avrebbe diffuso la ricchezza di Cancún ad altre parti della penisola. Dopo quattro anni di lavori costati 30 miliardi di dollari americani, il Tren Maya è stato completato alla fine del 2024. Il progetto ha sollevato numerose polemiche, riguardanti in particolare l’impatto ambientale e l’effettivo beneficio economico che ne trarranno le comunità locali.