Bolivia: prima degli inca c'erano i tiwanaku

5 minuti di lettura

L'aria del mattino è rarefatta a Tiwanaku e sussurra sulle pietre rosse di un impero molto più antico di quello degli inca. Siamo nella stagione delle piogge e il paesaggio, altrimenti severo, si colora di cardi viola in fiore e farfalle gialle. Una coppia di gabbiani volteggia sopra il gruppetto di turisti che scattano selfie davanti alla Porta del Sole, la ‘Tour Eiffel della Bolivia’, visibile in lontananza.

Le rovine di Tiwanaku  ©Everton Lourenco  /Shutterstock
Le rovine di Tiwanaku ©Everton Lourenco /Shutterstock
Pubblicità

In piedi davanti al Monolito Bennett, un’imponente figura di arenaria rossa che si innalza per oltre 7 m, si avverte la forza di un’antica civiltà che attraversa il tempo. Il suo sguardo impassibile sembra fisso al passato, verso un popolo che un tempo dominava gli altopiani della Bolivia e molti dei luoghi oggi associati agli inca. Secoli dopo il suo declino, gran parte della storia di Tiwanaku rimane un mistero. Dove sono finiti i suoi abitanti? Perché se ne sono andati?

I turisti si muovono tra i muri di pietra, sussurrando teorie su atterraggi extraterrestri e ritorni verso lontane galassie, ma la verità sull’ascesa e la caduta di Tiwanaku non va ricercata nella fantascienza quanto piuttosto nel fatto che essa pose le fondamenta per l’impero inca che seguì.

Tiwanaku era il cuore culturale e spirituale del mondo andino molto prima dell’espansione degli inca e raggiunse il suo apice tra il 500 e il 900 d.C. Gli inca sarebbero arrivati solo 600 anni dopo. Nel XV secolo, gli inca controllavano un vasto territorio del Sud America, dall’Ecuador al Cile.

Dopo lo sbarco di Francisco Pizarro in Perù nel 1526, i monaci che documentavano le spedizioni spagnole ritennero che tutta l’architettura avanzata che vedevano nelle Ande fosse opera degli inca. Ma l’influenza di Tiwanaku si era già diffusa qui più di un millennio prima dell’arrivo degli spagnoli, e gli inca avevano già incorporato molti elementi della cultura tiwanaku nella propria società

La Puerta del Sol a Tiwanaku ©Martin Docar / Shutterstock
La Puerta del Sol a Tiwanaku ©Martin Docar / Shutterstock

Agricoltura e ingegneria avanzate

A differenza degli inca, che governavano tramite conquiste militari e una rigida burocrazia, i tiwanaku prosperarono grazie al commercio, all’ingegneria e alla devozione religiosa. Non erano solo guerrieri o conquistatori: furono gli artefici di uno dei sistemi agricoli più avanzati del mondo antico, domando il clima ostile dell’Altiplano con l’agricoltura su campi rialzati, noti come sukakollus, e sfruttando un sistema di terrazze che ancora oggi circonda il Lago Titicaca.

I tiwanaku conoscevano i modelli climatici come El Niño e La Niña. Crearono microclimi sui sukakollus per coltivare a un livello di efficienza fino a venti volte superiore rispetto a molte tecniche moderne. Essiccavano con il gelo le patate coltivate in questi campi sulle cime glaciali della Cordillera Real andina, utilizzandole come riserva contro siccità e inondazioni.

Ancora oggi i discendenti aymará dei tiwanaku seminano gli stessi campi e i viaggiatori possono attraversarne molti a cavallo, ad esempio sull’Isla del Sol. I tiwanaku furono gli originari maestri della costruzione monolitica nelle Ande. I loro scalpellini estraevano enormi blocchi di pietra, alcuni dei quali superavano le 100 tonnellate di peso, e li trasportavano per chilometri su terreni implacabili per costruire piramidi, cortili e rappresentazioni sotterranee dell’oltretomba che gli inca avrebbero poi adottato. La precisione della loro lavorazione della pietra, con blocchi perfettamente incastrati e complessi sistemi di drenaggio, suggerisce un livello di conoscenza che rivaleggiava, e forse superava, quello dei loro successori inca. Il calcestruzzo colato di Tiwanaku è paragonabile a quello dell’antica Roma.

Pubblicità
Gli indigeni Aymara, discendenti dei tiwanaku ©Alexandre Laprise / Shutterstock
Gli indigeni Aymara, discendenti dei tiwanaku ©Alexandre Laprise / Shutterstock

L’influenza di Tiwanaku sugli inca

Quando gli inca si espansero in Bolivia secoli più tardi, non conquistarono Tiwanaku: ne ereditarono i resti, integrandone il lascito nella propria grande narrazione. Fu dall’Isla del Sol che Manco Cápac e Mama Ocllo emersero per fondare Cuzco. E, per quanto il moderno percorso che porta agli antichi templi dell’isola sia chiamato Sentiero Inca, i templi stessi risalgono all’epoca di Tiwanaku.

Oltre alle imprese ingegneristiche, Tiwanaku fu anche un centro spirituale, un luogo in cui religione e governo erano strettamente intrecciati. La città era concepita come una mappa cosmologica: il tempio di Kalasasaya è perfettamente allineato con i solstizi e la Puerta del Sol mostra motivi celesti che suggeriscono una profonda conoscenza del firmamento. Questi elementi hanno successivamente alimentato teorie su contatti extraterrestri e su un antico porto spaziale nel complesso di Puma Punku, non lontano dal centro cerimoniale di Tiwanaku.

Gli inca, per tutta la loro magnificenza, attinsero ampiamente a questa eredità. La venerazione di Inti, il dio sole, riecheggia il culto solare di Tiwanaku, e la città sacra di Cuzco, progettata a forma di puma, riflette una coscienza cosmica similare. Ma, mentre gli inca consolidarono il potere sotto il dominio divino del Sapa Inca, gli studiosi ritengono che Tiwanaku fosse più comunitaria, con una società basata su una rete di élite regionali piuttosto che sulle decisioni di un unico imperatore.

Leggi anche:

Pubblicità

Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.

Tuttavia la differenza più netta tra le due civiltà sta forse nel loro declino. Gli inca crollarono rapidamente, sconfitti dall’acciaio spagnolo, dalle malattie e dalle fratture interne della guerra civile. Tiwanaku, invece, si spense lentamente. La caduta dell’impero non fu causata da invasori stranieri, ma da un cambiamento climatico che alla fine superò la loro ingegnosità agricola, una lezione particolarmente rilevante per i viaggiatori di oggi.

Una siccità prolungata soffocò il cuore agricolo di Tiwanaku, costringendo la popolazione a disperdersi e lasciando dietro di sé le pietre silenziose che giacevano sepolte nella sabbia quando gli archeologi iniziarono a svelarne i segreti all’inizio del XX secolo. Oggi Tiwanaku rimane un simbolo di resilienza e mistero, oscurato dai più celebri siti incaici del Perù, ma non per questo meno significativo.

In piedi davanti al Monolito Bennett, fissando il volto di un dio dimenticato, si possono quasi udire gli echi di un mondo che ha plasmato quello che sarebbe arrivato in seguito. Tiwanaku non fu solo un precursore degli inca: fu la base su cui venne costruito il loro impero.

Guide e prodotti consigliati:

Guida di viaggio

Bolivia

Pubblicato nel

Destinazioni in questo articolo:

Bolivia
Condividi questo articolo
Pubblicità