Cappuccino e dj set: l'Italia scopre il soft clubbing

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Cappuccino in una mano, cornetto nell'altra e beat elettronici nelle orecchie, fin dalla prima colazione. Si chiama soft clubbing ed è la tendenza che viene dal Nord America e dalle grandi capitali europee e che conquista l’Italia da Nord a Sud. Scatenarsi sotto cassa a partire dall’ora del brunch e per tutto il pomeriggio si è trasformato in fenomeno pop quando Lorenzo Jovanotti è diventato virale su tutti i social. Nei video circolati in rete, è apparso in console, a sorpresa, durante uno degli appuntamenti del format Morning Club organizzato da radio m2o e da dj Albertino, la domenica mattina alla Fabbrica del Vapore di Milano

m2o morning club © Matteo Curti
m2o morning club © Matteo Curti
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Nei centri urbani degli Stati Uniti già da anni si sono ormai affermati gli eventi di “coffee clubbing”: si balla, da sobri, bevendo caffè, spesso di varietà pregiate. In Italia è stata la città di Milano a sperimentare i primi dj set diurni grazie agli appuntamenti itineranti targati Fame Club. Nel capoluogo lombardo i “rave a colazione” sono organizzati anche dal collettivo Nul, che descrive i suoi appuntamenti mattutini “clubbing consapevole”. Non si tratta delle discoteche che, a inizio anni duemila, aprivano di pomeriggio per far divertire gli adolescenti. Il pubblico del soft clubbing è quello dei trentenni e dei quarantenni. Una generazione che ha in larga parte rinunciato alle nottate in discoteca, soprattutto dopo la pandemia di covid. Grazie al divertimento soft, invece, i millennial (i nati tra il 1981 e il 1996) tornano a ballare, con orari compatibili con la vita quotidiana adulta e ritmi meno incalzanti rispetto alla techno. In cassa infatti di solito si alternano sonorità chill e jazz nella tarda mattinata, per evolvere in disco, house e funk nel pomeriggio.

RAVE a colazione, collettivo NUL ©Beatrice Fanfani
RAVE a colazione, collettivo NUL ©Beatrice Fanfani

Il soft clubbing è arrivato anche a Roma. Nella capitale pioniere è stato Ubi dj, all’anagrafe Uberto Gattai. Una domenica al mese trasforma il brunch in un evento di musica elettronica e commerciale che va avanti dalle 11 all’ora dell’aperitivo. Coincidenza vuole che il locale che lo ospita sia il Vinile, nel quartiere Ostiense. È a pochi metri dal Goa, l’indirizzo, chiuso dal 2021, che per un quarto di secolo ha scritto le regole del divertimento notturno della città, ospitando dj da tutto il mondo. “Quelle notti, però, erano autentici spazi di libertà”, commenta Giancarlo Battafarano, in arte Giancarlino, fondatore del Goa nel 1996, insieme a Claudio Coccoluto. È stato tra i primi a portare gli “after tea” in Italia, già a fine anni Novanta. Anche allora si ballava la domenica pomeriggio, ma con lo spirito della notte. E le stesse alterazioni, alcoliche e non. 

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Soft clubbing a Roma
Soft clubbing a Roma

I dj set all’ora del brunch sono perfetti da incastonare tra gli impegni della routine quotidiana e hanno poco a che fare con la carica sovversiva delle scatenate notti techno. Però permettono alla musica elettronica di contaminare spazi nuovi e insoliti, più raccolti di una discoteca vecchio stile. È il caso dei listening bar, insegne dove si addentano croissant o sorseggiano drink a metà pomeriggio mentre si ascoltano frequenze sofisticate. A Roma tra i più affermati spiccano Frissón in via Alberto da Giussano e 33 Giri, in via del Falco, a due passi dalla basilica di San Pietro. E in città esiste perfino una “listening trattoria”: si tratta di Mazzo, nel quartiere San Lorenzo, dove il pavimento è stato scelto per favorire l’acustica e una collezione di oltre mille vinili dà vita a selezioni musicali che accompagnano pranzi e cene.

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Bologna il divertimento soft è arrivato al bar Ca’ di Mezzo nell’ex Caserma Boldrini, in via Frassinago, con musica da mezzogiorno alle dieci di sera. L’evento ha visto collaborare nomi di punta delle notti bolognesi come Mario Dessalvi e il club Kindergarten. Non manca all’appello Firenze, dove la catena alberghiera Social Hub programma i dj set mattutini due volte al mese. E Bari, con il format Good morning sunday, ideato da Vincenzo Sossio Turino, in arte Klaide, al motto di “breakfast and beat”. “Morbida experience” è il collettivo che ha portato i dj set della colazione a Torino, animando gli spazi dello chalet Maxelâ, nel Parco del Valentino.

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