Una guida alle meraviglie naturali della Cina

Verdeggianti foreste di bambù, laghi color zaffiro, enormi dune di sabbia, picchi montani frastagliati e spiagge tropicali di sabbia bianca: con la loro meravigliosa varietà, i paesaggi cinesi accontentano tutti. Esplorando le isole di Hong Kong, facendo trekking alle pendici dell’Himalaya o scalando le formazioni carsiche di Yangshuo, resterete senza fiato di fronte ai magnifici paesaggi. Ecco una mini guida per organizzare un viaggio in Cina e lasciarsi sconvolgere dalla potenza della natura.

Il Geoparco Nazionale di Bajiaozhai ©clkraus/Shutterstock
Il Geoparco Nazionale di Bajiaozhai ©clkraus/Shutterstock
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Cinque monti maestosi

Tai Shan

Salire sul picco taoista più sacro della Cina, il possente Tai Shan è come fare un’escursione attraverso millenni di storia cinese. L’ascesa è costeggiata da antichi templi, stele e incisioni calligrafiche sulla roccia, che ricordano i pellegrinaggi di figure importanti come Confucio, Qin Shi Huangdi e perfino il presidente Mao.

Hua Shan

Per salire ci sono due funivie: una arriva vicino alla Cima Nord (circa 8 min), l’altra raggiunge la Cima Ovest (20 min). Entrambe sono collegate al centro visitatori tramite navette. Chi decide di salire a piedi ha due opzioni. Il percorso ‘Outsmart Hua Shan’ arriva fino alla Cima Nord passando sotto la funivia: ci vogliono circa due ore e si suda parecchio. L’alternativa è un sentiero di 6 km che parte dal villaggio di Huashan e richiede tra le tre e le quattro ore. I primi 4 km sono semplici, ma poi inizia un susseguirsi di ripide scalinate. Una volta arrivati alla Cima Nord (1615 m) non è ancora finita. Per raggiungere le altre vette più alte bisogna affrontare altri scalini. Alcuni tratti sono praticamente verticali, con catene d’acciaio come unico supporto a cui aggrapparsi e piccole fessure scavate nella roccia dove infilare i piedi.

Heng Shan

Per accedere alla Zona panoramica dello Heng Shan dovrete acquistare il biglietto presso il centro turistico. Se decidete di salire a piedi (opzione consigliata visto che l’autobus salta la maggior parte dei templi), iniziate attraversando l’ampia piazza e passando sotto l’Arco della Vittoria. La salita di 13 km segue sentieri tortuosi, scalinate ripide e, in alcuni tratti, una strada trafficata dagli autobus turistici. Se vi fermate a visitare i templi lungo il percorso, la camminata può occupare gran parte della giornata. In alternativa, optate per una tratta in autobus e poi una in funivia per affrontare la salita, e poi scendete a piedi (circa 4 h in totale).

Sulle pendici del Hua Shan ©Jose L Vilchez/Shutterstock
Sulle pendici del Hua Shan ©Jose L Vilchez/Shutterstock

Risaie a terrazza

I  terrazzamenti di Longji

Le risaie a terrazza di Longji, a Lóngshèng, divennero famose negli anni ’90 grazie agli scatti del fotografo Li Yashi. Questi paesaggi terrazzati risalgono alla dinastia Yuan (1279-1368) e offrono alcune tra le escursioni più suggestive del Guangxi, con sentieri che collegano i 13 villaggi delle minoranze etniche della zona.

Le risaie di Yuanyang

Le risaie a terrazza di Yuanyang, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si estendono in un suggestivo paesaggio tra villaggi collinari, e sono state realizzate nel corso dei secoli dal popolo hani. Situate al confine con il Vietnam e il Laos, queste tītián (risaie a terrazza) coprono circa 125 kmq e regalano uno dei panorami più spettacolari dello Yunnan. All’alba e al tramonto si tingono di vari colori: l’ideale per scattare qualche foto e per escursioni tra le colline, dove non è raro incontrare qualche bufalo d’acqua.

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Formazioni fluviali

Lungo i suoi 6300 km, lo Yangzi ha plasmato alcuni dei panorami più suggestivi della Cina, come la Gola del Salto della Tigre  e le Tre Gole.

La Gola del Salto della Tigre è una delle più profonde al mondo e, nonostante gli effetti del turismo di massa, resta uno dei principali itinerari escursionistici della Cina sud-occidentale. Lunga 16 km e profonda 3900 m, la gola si estende dalle acque del fiume Jinsha fino alle cime del Monte Haba e del Monte Innevato del Drago di Giada.

La Gola del Salto della Tigre ©J. WICHEANWUN /Shutterstock
La Gola del Salto della Tigre ©J. WICHEANWUN /Shutterstock
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Le migliori esperienze da vivere nella naturia cinese

Visitate il Geoparco Nazionale di Bajiaozhai

Trascorrete una giornata facendo escursioni nel villaggio di Fuzhu, a Meixi Xiang. Le formazioni rocciose dānxiá, in arenaria rossa e minerali, sono caratterizzate da torrioni, altopiani e gole modellati dall’erosione e dai movimenti tettonici durante il periodo Cretaceo.

Osservate da vicino l’Everest

Fare una deviazione a sud dalla Friendship Highway per avvicinarsi alla parete nord dell’imponente Monte Everest, la montagna più alta del mondo, è una tappa imperdibile per la maggior parte dei viaggiatori. Le vedute sono straordinarie e decisamente migliori rispetto a quelle dal versante nepalese. Il nome inglese ‘Everest’ deriva dal cartografo britannico George Everest, ma il nome tibetano originario è Qomolangma, che si traduce come ‘Dea Madre dell’Universo’.

Tra il 1921 e il 1938, tutti i tentativi di scalata al monte sono partiti da questo versante nord, in territorio tibetano. Oggi la visita all’Everest è un’esperienza piuttosto regolamentata e controllata. I turisti non possono più accedere al campo base, perciò vi dovrete accontentare delle splendide vedute dal Monastero di Rongphu. Costruito nel 1902 a 4980 m di altitudine, è uno dei più alti del Tibet. Verrete lasciati in un’area con 59 tende in stile tibetano e il punto più vicino all’Everest che potrete raggiungere è una breve passerella che termina davanti a un’area videosorvegliata. Detto ciò, nelle giornate più terse la vista resta magnifica, soprattutto se si percorre il kora intorno al monastero.

Prendete la funivia nel Parco Forestale Nazionale di Zhangjiajie

Il Parco Forestale Nazionale di Zhangjiajie è parte dell’Area di Interesse Storico e Paesaggistico di Wulingyuan, che si estende per 217,2 kmq e ospita una concentrazione di pinnacoli e formazioni in quarzite e arenaria come nessun altro posto al mondo. Queste guglie scolpite dal tempo si innalzano da una valle attraversata da ruscelli e popolata da scimmie.


Nel Parco Nazionale di Jiuzhaigou ©Guitar photographer  /Shutterstock
Nel Parco Nazionale di Jiuzhaigou ©Guitar photographer /Shutterstock

Ammirate i vulcani della Zona panoramica del Laohei, nel Parco Geologico di Wudalianchi

I campi lavici coperti d’erba del Parco Geologico di Wudalianchi nell’omonima città ricordano più l’Islanda che la Cina, con i suoi vasti tratti di roccia magmatica che incorniciano cinque laghi poco profondi. Questa zona nell’estremo nord dello Heilongjiang ha una lunga storia di eruzioni vulcaniche – la più recente risale al XVIII secolo – e il parco include 14 caldere.

Dal basso, questi crateri assomigliano a tozze montagnole coperte di arbusti. La parte più scenografica di Wudalianchi è Laohei Shan, la zona panoramica in cui si concentrano i vulcani. I visitatori vengono qui per bere dalle sorgenti termali, la cui acqua pare avere proprietà curative.

Restate senza fiato di fronte alla bellezza nel Parco Nazionale di Jiuzhaigou

Il Parco Nazionale di Jiuzhaigou, sito UNESCO di straordinaria bellezza, è una delle mete naturali più celebri della Cina. Ogni anno oltre due milioni di visitatori restano incantati dai suoi laghi carsici di un azzurro intenso, dalle cascate imponenti e dalle fitte foreste incorniciate da vette innevate. Le attrazioni di Jiuzhaigou sono distribuite lungo varie linee di autobus e percorsi pedonali, che procedono paralleli dall’ingresso e si diramano in direzioni opposte all’altezza del Nuorilang Junction Tourist Centre.


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