5 viaggi da sogno da fare in Sud America nel 2026
Se nella wishlist dei grandi viaggi del 2026 avete inserito il Sud America, ma non sapete da dove cominciare, siete nel posto giusto: dalle Ande alle foreste tropicali, dalle città in pieno fermento culturale alle coste ancora poco battute, il continente offre avventure potenti e diversissime tra loro. Partendo dalle destinazioni e dalle esperienze selezionate da Best in Travel 2026, abbiamo approfondito luoghi, itinerari e idee di viaggio per raccontarvi 5 viaggi da sogno in Sud America: esperienze immersive, sorprendenti e perfette per capire dove andare (e perché) nel prossimo anno.
1. Peru
Il meglio per storia inca e cucina leggendaria
Con le sue vette imponenti e la fitta foresta pluviale, il Perú scatena le tendenze più estreme della mia personalità. Voglia di altezza? Il Perú possiede la montagna tropicale e il lago navigabile più alti al mondo. Biodiversità? Il paese è al sesto posto al mondo per la flora e al secondo posto dietro alla Colombia per le specie di uccelli. Storia? Caral-Supe è la civiltà più antica conosciuta delle Americhe, e Kuélap e Chavín de Huántar non sono certo da meno.
È il posto perfetto dove mettere alla prova la resistenza dei polmoni a 5000 m di altitudine, scoprire il passato esplorando rovine deserte o dondolarsi su un’amaca nella giungla amazzonica sapendo che la persona più vicina a est potrebbe trovarsi a 1000 miglia di distanza.
Inoltre, la cucina peruviana gode da anni di fama globale e Lima è sempre più una delle grandi capitali gastronomiche mondiali. La slancio cresce grazie a tendenze locali emergenti, tra cui la cucina Nikkei (giapponese-peruviana), con piatti iconici come il tiradito (sashimi servito con salse colorate). Diversissima ma altrettanto identitaria è la cucina criolla piccante di Arequipa, la seconda città del paese, cresciuta in fama da quando nel 2019 è diventata Città Creativa UNESCO per la Gastronomia.
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2. Cartagena, Colombia
Il meglio per vita notturna e storia
Cartagena de Indias ha alle spalle secoli di drammatici eventi storici che hanno trasformato un villaggio di pescatori indigeni nella perla della costa colombiana.
Ciò che rende speciale e dinamica questa città sono le tradizioni nate dalla fusione di culture diverse: la magia di Cartagena nasce dalle influenze afro-caraibiche, indigene e spagnole che si riflettono nella musica, nel cibo, nell’arte e nella vita quotidiana.
Spingetevi fino a Getsemaní, un quartiere un tempo trascurato oggi esploso di street art: percorrete la Calle de la Sierpe, adornata di bandiere, dove i murales trasformano muri sbrecciati in tele vive. Le strade convergono nella Plaza de la Trinidad, che dopo il tramonto brulica di street food, musica e balli improvvisati.
Pronti a buttarvi? Real Experience Cartagena offre lezioni di salsa, bachata e champeta afro-colombiana sui rooftop, per arrivare preparati alla pista del Club de los Carpinteros, dove locali e viaggiatori si muovono al ritmo inarrestabile della città.
3. Iberá, Argentina
Il meglio per grandi avventure
Se siete venuti in Argentina per vedere il roditore più grande del mondo, il capibara (qui chiamato carpincho), siete nel posto giusto. Questi animali sono ovunque: attraversano la strada, si sdraiano sui sentieri accanto a fattorie e campi, e sguazzano allegramente nel fango dedicandosi alla loro attività preferita: sgranocchiare erba. Tuttavia, il Parque Nacional Iberá è molto più di un semplice rifugio per questi grandi roditori. È il sesto parco nazionale per estensione dell’Argentina e ospita una varietà di specie, grazie alla varietà degli habitat che vanno dalle paludi e dalle zone umide alle fitte foreste e pianure secche. Qui si possono trovare alcuni degli animali selvatici più rari al mondo, come il formichiere gigante, il nandù e il giaguaro (reintrodotto di recente). Per certi versi, la natura selvaggia dell’Iberá, anche se meno spettacolare delle Cascate dell’Iguazú, è più affascinante.
Nei dintorni del parco i paesaggi offrono un senso di immensità, simile a quello delle savane africane, con campi così estesi che sembra che il panorama non cambi mai. Le foreste di eucalipti e pini sono tanto grandi da poterci costruire intere città. Nelle lagune ricche di fauna ci sono specie che non si trovano in nessun’altra parte del mondo. Una piacevole monotonia, interrotta qua e là da piccoli paesi e città in perfetto equilibrio con il territorio. La provincia di Misiones prende il nome dalle rovine dei gesuiti, tra le più grandiose che il continente abbia mai visto, anche se in stato di degrado. Il Parque Nacional Mburucuyá, fratello minore dell’Iberá, merita di essere esplorato.
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4. Bolivia
Il meglio per chi ama la cultura indigena
Ricca di straordinarie bellezze naturali, aspra, complessa, talvolta sconcertante, la Bolivia è uno dei paesi sudamericani più vari e sorprendenti. Ed è qui che potrete assistere a un’esperienza davvero speciale: il wrestinling delle cholitas .
In Bolivia, le cholitas, fiere donne aymara riconoscibili per le gonne colorate, le trecce lunghe e le bombette, hanno fatto loro la lucha libre messicana. Ma qui non è solo uno spettacolo: è orgoglio, forza e memoria. Sul ring queste donne sprigionano un’energia travolgente, combattendo per difendere la propria cultura.
Ogni domenica sera, un gruppo di cholitas sale sul ring per sfidare l’oppressione di cui sono vittime ed esibirsi accanto ai loro colleghi maschi. In quanto donne indigene, le cholitas sono da sempre uno dei gruppi più emarginati della Bolivia. Con limitate opportunità di carriera e necessità di sopravvivenza, negli anni ’60 le donne hanno iniziato a organizzarsi e a lottare per i diritti civili. Via via che queste donne acquisivano più potere e libertà, raggiungendo una maggiore parità con i lottatori uomini, il termine ‘cholitas’ si è evoluto in un simbolo di emancipazione femminile. Per le cholitas il ring è un’opportunità per emanciparsi: dagli uomini, dalle loro responsabilità di mogli e madri, dalla vita di donne indigene.
5. Ecuador
Il meglio per panorami vasti, grandi altitudini e aspiranti cowboy
Sull’altopiano andino dell’Ecuador, a oltre 2600 metri di quota, i chagras (i cowboy delle Ande) cavalcano questi paesaggi monumentali da secoli. Conosciuti come gli “spiriti dell’altopiano”, sono custodi di una cultura profondamente legata ai cavalli, agli animali e alla terra. Per entrare nel loro mondo, si parte a cavallo tra praterie d’alta quota e vulcani, seguendo il passo lento del gruppo con l’inconfondibile sagoma del Cotopaxi sullo sfondo. Alla storica Hacienda El Provenir, fattoria e lodge ai margini del Parco Nazionale, gli ospiti indossano poncho di lana a righe, cappello a tesa larga e, per chi è alle prime armi, anche il casco. L’andatura è tranquilla (niente galoppate) e il tempo sembra dilatarsi mentre i cavalli brucano l’erba fresca. Una volta raggiunto il belvedere, una tazza di tè caldo alla muña, la menta andina, aiuta a combattere il mal d’altura mentre lo sguardo si perde sul cono perfetto del vulcano e sui condor andini che volteggiano nel cielo.