I luoghi del cuore degli autori Lonely Planet a Tahiti e in Polinesia
Tahiti, Polinesia Francese, Teahupoʻo, Makatea, Moʻorea, Fakarava: gli autori Lonely Planet che hanno firmato la nuova guida dedicata a Tahiti e alla Polinesia Francese hanno vissuto qui, lavorato qui, esplorato atolli remoti e passi oceanici battuti dagli squali. Abbiamo ripreso le esperienze che indicano come decisive e siamo tornati nei capitoli dedicati per capire cosa significano davvero per chi viaggia.
Celeste Brash: camminare fino a Te Pari, nella Tahiti più remota
Celeste Brash, che ha contribuito alla stesura di quasi cento guide Lonely Planet e vive tra Tahiti e l’atollo di Ahe, indica senza esitazione la sua esperienza preferita: le escursioni nelle regioni lontane e verdeggianti di Fenua Aihere e Te Pari, nella zona di Teahupoʻo.
Teahupoʻo, sulla costa sud-occidentale di Tahiti Iti, è nota per le sue onde potenti, ma Celeste porta l’attenzione oltre il surf: Fenua Aihere e Te Pari sono territori raggiungibili via sentieri costieri o in barca, caratterizzati da pareti rocciose, vegetazione fitta e tratti di litorale isolati. Qui non trovate resort né strade asfaltate continue. Trovate cammini che costeggiano il mare, punti dove il verde smeraldo delle montagne scende fino all’acqua e tratti in cui l’accesso è possibile solo con guide locali o con imbarcazioni.
Se volete capire cosa significa “remoto” in Polinesia, è qui che dovete andare. Organizzate l’escursione con operatori locali di Teahupoʻo, portate acqua e protezione solare e preparatevi a camminare su terreni irregolari. Non è un’esperienza da cartolina, è un’immersione fisica nel paesaggio.
Per Celeste, un’altro momento speciale è stato accompagnare la madre a Moʻorea, dove ha nuotato con le razze per la prima volta. A Moʻorea potete partecipare a escursioni in laguna che prevedono soste su banchi di sabbia dove razze e piccoli squali pinna nera si avvicinano in acque basse. Le attività partono generalmente dai moli vicino a Maharepa o Haʻapiti e combinano snorkeling su giardini di corallo e incontri con la fauna marina.
Jean-Bernard Carillet: Makatea, l’isola difficile
Jean-Bernard Carillet, scrittore e fotografo che ha firmato numerosi capitoli della guida, sceglie Makatea come luogo simbolo. La definisce probabilmente l’isola più inquietante della Polinesia Francese.
Makatea è un atollo sopraelevato nelle Tuamotu, diverso dai classici anelli corallini bassi sull’oceano. Per arrivarci servono circa sei ore di barca in mare aperto da Rangiroa. Non è una destinazione da toccata e fuga: è poco abitata, priva di grandi infrastrutture turistiche e segnata da vecchie strutture industriali legate allo sfruttamento dei fosfati.
Cosa fare una volta arrivati? Esplorare le grotte e le cavità carsiche dell’isola, camminare lungo le scogliere che cadono a picco sull’oceano e confrontarvi con una comunità ridotta che vive lontana dai flussi principali del turismo. Makatea non offre comodità, offre distanza. Se cercate un luogo dove percepire davvero l’isolamento oceanico, questo è il posto.
Un altro consiglio di Jean-Bernard è un’immersione alla Passe de Tumakohua, a Fakarava, circondato da decine di squali. Fakarava, riserva della biosfera UNESCO, è nota per i suoi canali che collegano laguna e oceano. La Passe de Tumakohua, nel sud dell’atollo, è uno dei siti più spettacolari per le immersioni in corrente. Qui potete immergervi con centri diving autorizzati per osservare aggregazioni di squali grigi di barriera, specialmente durante la stagione riproduttiva dei pesci.
Non è un’immersione per principianti. Servono certificazione adeguata e esperienza in corrente. Ma è uno dei momenti in cui capite quanto la Polinesia non sia solo superficie turchese, ma profondità viva.
Fakarava, nelle Tuamotu, è uno degli atolli più celebrati per la biodiversità marina. Oltre alle immersioni nel sud, potete esplorare il villaggio di Rotoava, spostarvi in bicicletta lungo strade sabbiose e visitare chiese in corallo costruite nel XIX secolo.
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Moʻorea: nuotare con le razze, ma anche salire in valle
Moʻorea torna più volte nei racconti degli autori. Oltre all’incontro con le razze, l’isola offre la Vallée d’Opunohu, una delle aree più accessibili per esplorare l’interno montuoso delle Isole della Società. Qui potete percorrere strade sterrate tra piantagioni di ananas, raggiungere punti panoramici e camminare verso siti archeologici marae nascosti nella vegetazione.
Sempre a Moʻorea è possibile praticare whale-watching durante la stagione delle megattere, oltre a sport come il wing foil surf. L’isola combina accessibilità e natura attiva: è più semplice da raggiungere rispetto ad altri atolli e offre una varietà di esperienze in pochi chilometri.
Se volete un punto di ingresso alla Polinesia che non sia solo relax, Moʻorea è una base solida. Potete alternare laguna e trekking, escursioni in mare e strade di montagna.