Alla scoperta dei vini di Borgogna lungo la Route des Grands Crus

7 minuti di lettura

La Route des Grands Crus della Borgogna non è solo una strada, ma un'esperienza affascinante attraverso due millenni di viticoltura, scandita dal prestigio dei migliori vini del mondo e dall’orgogliosa modestia di coloro che li producono. Il percorso, conosciuto anche come “Champs-Élysées della Borgogna”, va da Digione a Santenay, 60 km lungo i quali si trovano villaggi incantevoli e 33 vigneti grand cru di eccezionale qualità, tutelati dall’UNESCO: qui vengono prodotti alcuni dei vini più rari al mondo, in quantità così limitate che molti di essi vengono totalmente assorbiti dal mercato francese (e a volte addirittura da quello della regione).

Vigneti in autunno presso Beaune. © Bildagentur Zoonar GmbH/Shutterstock
Vigneti in autunno presso Beaune. © Bildagentur Zoonar GmbH/Shutterstock
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Un viaggio lungo la Route des Grands Crus, va detto, pone alcune difficoltà logistiche: con decine di villaggi, innumerevoli vigneti e una miriade di piccoli produttori, molti dei quali ricevono i visitatori solo su appuntamento, può essere difficile stabilire da dove cominciare. È fondamentale pianificare il viaggio, perché molti posti sono raggiungibili solo in auto e il limite legale del tasso alcolemico per la guida è di 0,5 grammi per litro di sangue: ciò significa che per i conducenti è consigliabile un approccio “zero alcol”, non sempre facile da mantenere in una regione così ricca di eccellenze enologiche. Seguendo i nostri consigli avrete tutti gli elementi per godervi uno dei viaggi più gratificanti che si possano fare in Francia, non solo per i vini, ma anche per le attrattive della Borgogna.

Una bottiglia di pinot nero grand cru. © barmalini/Shutterstock
Una bottiglia di pinot nero grand cru. © barmalini/Shutterstock

Che cosa c’è da sapere sui vini di Borgogna?

Sebbene la datazione precisa sia tuttora oggetto di dibattito, il ritrovamento appena fuori Beaune di un vigneto risalente al I secolo d.C. suggerisce che il vino venisse prodotto nella Côte d’Or già in epoca romana. La viticoltura prese piede quattro secoli più tardi grazie ai monaci benedettini. Il vino ha infatti una grandissima importanza simbolica, rituale e sacrale: quello prodotto nelle abbazie, spesso di buona qualità, veniva utilizzato per le celebrazioni, arrivava sulle tavole dei ricchi e serviva anche come merce di scambio.


I vini di Borgogna sono rigorosamente classificati secondo uno schema piramidale. Alla base ci sono i Bourgogne, il cui terroir comprende tutti i produttori delle regioni Yonne, Saône-et-Loire e Côte-d’Or. Seguono i Villages, denominazione che copre aree di produzione più piccole. Alzando ancora il livello, i premiers crus spiccano per qualità all’interno di una denominazione Villages. Al vertice della piramide, i grands crus rappresentano l’eccellenza dei vini della regione. Lungo la Route des Grands Crus si toccano i siti grands crus, o climats (parola che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si riferisce al clima, ma a un’area viticola definita con precisione nel corso di secoli di meticolosa osservazione). La bottiglia di vino venduta al prezzo più alto in assoluto proviene da qui: un Domaine de la Romanée-Conti del 1945, prodotto a Vosne-Romanée, che è stato battuto all’asta per 558.000 dollari.

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Dove inizia e dove finisce il percorso?

La Route des Grands Crus inizia a Digione, capoluogo della regione Borgogna-Franca Contea, si snoda verso sud attraverso la Côte de Nuits e la Côte de Beaune e termina nei pressi del villaggio di Santenay. I 60 km dell’itinerario sono ovviamente percorribili in un giorno, ma per rendere giustizia ai vigneti e ai villaggi sarebbe meglio spalmarli su due o tre giorni.

La maggior parte dei viaggiatori sceglie di soggiornare a Beaune, la capitale del vino della Borgogna, punto intermedio naturale del percorso.

Digione è comodamente raggiungibile con il TGV da Parigi (1 ora e 40 minuti dalla Gare de Lyon) e da Lione (2 ore dalla stazione di Lyon Part-Dieu). Beaune dista da Digione un’altra mezz’ora di treno.

Ciclisti lungo la Voie des Vignes, un percorso che inizia vicino a Beaune. © nikonka1/Shutterstock
Ciclisti lungo la Voie des Vignes, un percorso che inizia vicino a Beaune. © nikonka1/Shutterstock
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Quali sono i mezzi di trasporto più comodi?

Chi viaggia in automobile sarà libero di fare deviazioni a piacimento e di portare a casa comodamente molte bottiglie. A Beaune e a Digione sono operative diverse agenzie di autonoleggio, e la maggior parte delle tenute si trova a meno di mezz’ora di macchina da questi due centri, lungo strade invero un po’ strette e tortuose. Orientarsi non sarà un problema, dal momento che la Route des Grands Crus è costellata di cartelli marroni che raffigurano un grappolo d’uva. Parcheggi gratuiti sono disponibili pressoché ovunque.

Per molti, tuttavia, il mezzo perfetto per spostarsi tra i vigneti è la bicicletta. La Voie des Vignes (Via dei Vigneti) è uno degli itinerari cicloturistici più famosi di Francia: si snoda tra i prestigiosi vigneti della Côte de Beaune, da Beaune a Santenay (ne parliamo più avanti). Il percorso è prevalentemente pianeggiante, ma noleggiare una e-bike rende le salite più facili e consente di muoversi più rapidamente, così da poter dedicare più tempo alle degustazioni.

Una veduta autunnale del villaggio di Pommard. © javarman3/Getty Images
Una veduta autunnale del villaggio di Pommard. © javarman3/Getty Images

Qual è il periodo migliore per visitare la Borgogna?

Le stagioni della Côte d’Or hanno caratteristiche ben distinte, ciascuna in sintonia con il calendario vitivinicolo. In primavera le viti iniziano a fiorire e il clima è mite: un periodo eccellente per andare in bicicletta o gironzolare a piedi nei villaggi, al pari delle lunghe, luminose giornate estive, anche se le cantine sono più affollate e il caldo può rendere più impegnativi gli spostamenti in bicicletta. L’autunno è la stagione più suggestiva poiché coincide con la vendemmia e l’imbottigliamento, ma ciò significa anche che molti produttori di vino non sono disponibili per le degustazioni. In inverno le viti sono spoglie, ma molte cantine rimangono aperte, i ristoranti non vengono presi d’assalto e le sistemazioni sono più economiche.

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È necessario prenotare in anticipo le degustazioni?

La risposta è sì. Le tenute della Borgogna sono aziende piccole, spesso a conduzione familiare, dove poche persone si occupano di tutto, dalla potatura al servizio durante le degustazioni. Con le rese sempre più ridotte a causa del cambiamento climatico, semplicemente non vengono prodotte abbastanza bottiglie per organizzare un calendario di degustazioni regolari, senza contare che diverse tenute sono aperte solo agli operatori del settore. Bisogna dunque prenotare con largo anticipo: provvedete da soli o appoggiatevi all’hotel in cui soggiornerete.


Più accessibili (ma sempre da prenotare) sono le visite ai negotiants, i commercianti di vino della regione. Le duecentesche cantine a volta di Patriarche Père et Fils si sviluppano per 5 km sotto le vie del centro di Beaune: le visite guidate si concludono con una degustazione. Bouchard Aîné et Fils, un altro rinomato negotiant, organizza diverse degustazioni dal giovedì alla domenica, mentre la Maison Louis Jadot apre le porte delle proprie cantine alle 15 dal lunedì al venerdì e alle 10 il sabato. 


Fuori Beaune, lo Château de Pommard e lo storico Château du Clos de Vougeot propongono visite alle tenute e ai vigneti, concluse dall’immancabile degustazione.

Lo Château de Meursault. © Massimo Santi/Shutterstock
Lo Château de Meursault. © Massimo Santi/Shutterstock

Quali sono i posti da non perdere lungo il percorso?

Nella Côte de Nuits, fermatevi a Gevrey-Chambertin, uno dei più antichi villaggi vinicoli della Borgogna, dove sono state rinvenute tracce di vigneti risalenti a duemila anni fa. Più a sud si trova Vosne-Romanée, sede dei leggendari vigneti Romanée-Conti e La Tâche, i cui vini sono tra i più ambiti del mondo. Nelle vicinanze, la città di Nuits-Saint-Georges ospita una grande asta di vini di Borgogna: l’evento si tiene nel Domaine des Hospices la seconda domenica di marzo.


Aloxe-Corton è imperdibile per i suoi vigneti grands crus posti in cima alla collina e per lo Château de Corton André, con il suo suggestivo tetto di tegole policrome. Più a sud, lungo la Voie des Vignes, si trova Pommard, rinomata per i pinot noir corposi e per un elegante castello del XVII secolo: circondato da 20 ettari di giardino, ospita un museo del vino e una galleria d’arte con opere di Picasso, Dalí e altri maestri. Agli amanti del vino bianco consigliamo di fare tappa a Meursault, famosa per i suoi cinque castelli e per gli chardonnay, prima di proseguire toccando Puligny e Chassagne-Montrachet, due villaggi i cui nomi sono associati ad alcuni dei bianchi più apprezzati del mondo. La gita si può concludere a Santenay, l’ultimo centro vinicolo della Côte de Beaune, conosciuto per i suoi vini rossi e per un mulino a vento del XIX secolo. Esplorate Santenay-le-Haut, la parte alta del villaggio, dove si trovano una cappella e il borgo di Saint-Jean.

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