Alla scoperta del patrimonio Art Déco dell'India
Negli anni tra le due guerre mondiali l'Art Déco, quel rivoluzionario stile fatto di arte e lusso, arredi eleganti e accessori unici e preziosi, irruppe a Mumbai e conquistò gli architetti e i mecenati della città. Il nuovo stile venne applicato nei teatri, negli appartamenti e negli uffici: sorsero così splendidi cinema illuminati da luci al neon ed edifici dalle affascinanti decorazioni geometriche. Poco dopo il vento dell’Art Déco soffiava impetuoso in tutta l'India. Gli architetti indiani cavalcarono con entusiasmo il fascino dell'Art Déco, il suo gusto modernista e raffinato, e vi aggiunsero elementi e motivi della tradizione indiana. Fecero inoltre massiccio uso del cemento armato, introdotto a metà dell’Ottocento, che affiancò gli altri materiali da costruzione come la pietra e il metallo.
Che cosa rende unica l’Art Déco dell’India
La cosiddetta "Indo Déco" si è evoluta secondo direttrici proprie, caratterizzate da balconi curvi, grandi verande, eleganti chajja (tende parasole) e motivi ispirati al mare e ai Tropici, come le onde e i soli nascenti che decorano le facciate di numerosi edifici.
Anche l’immaginario indiano ha svolto un ruolo importante. A Pune, l’edificio Sugandhi, dalle forme sinuose, celebra la cultura e il simbolismo religioso locali con l’uso del fiore di loto e della svastica, emblema indiano di spiritualità. I facoltosi governanti dei principati indiani dell’epoca diedero un grande contributo alla diffusione del nuovo stile, soprattutto a Mumbai, il cui patrimonio architettonico è tutelato dall’UNESCO dal 2018. Sull’onda di questo riconoscimento, architetti e appassionati stanno rilanciando l’Indo Déco a livello nazionale. C’è in effetti un gran bisogno di attenzione e di cura: molti edifici non sono valorizzati e preservati adeguatamente, e alcuni sono stati addirittura demoliti.
Sono rimasta affascinata dall’Art Déco da quando ho contribuito con alcune fotografie dell’Avana al libro Art Déco Sculpture, pubblicato da Thames & Hudson, un volume imprescindibile sull’argomento. L’anno scorso ho scoperto l’Indo Déco, grazie alla pagina Instagram Jaipur Houses, durante un interessante tour a piedi della Città Rosa.
Dove si può ammirare l’Indo Déco
Il primo edificio di Mumbai costruito secondo i criteri di questo stile è stata la sede della Syndicate Bank (1932), impreziosita da linee che corrono a zigzag e da torce in pietra su cui ardono fiamme simmetriche. In città si conservano più di 1500 strutture in stile Art Déco, 76 delle quali sono protette.
Edifici Art Déco, in ogni caso, sono presenti in tutta l’India. Eccone una sintetica rassegna.
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Mumbai
Cominciamo proprio da Mumbai, dove gioielli Art Déco adornano la sinuosa Marine Drive e si concentrano tra l’Oval e il mare. Tra gli edifici residenziali spiccano lo Shiv Shanti Bhuvan, di colore giallo senape con sfumature verdi, il Soona Mahal, ricco di riferimenti marittimi, e il Rab Mahal, con i suoi splendidi colori e le fasce geometriche.
Anche il cinema e i negozi si conformarono volentieri al nuovo stile. Di notte brillano le luci al neon del Regal Cinema, il torrione dell’Eros, con i suoi favolosi interni restaurati, e la facciata aerodinamica a forma di tastiera di pianoforte del Liberty.
Altrove si trovano esempi di Art Déco regale. Su tutti il Dhanraj Mahal, un palazzo a forma di U appartenuto al maharaja di Hyderabad e trasformato in residenza e poi in uffici: situato a Colaba, un tempo ospitava un campo da tennis al coperto. il New India Assurance Building spicca per le figure in pietra armate di spada e i rilievi scolpiti; Karfule è una stazione di servizio Art Déco, tuttora in funzione, con un chiosco ottagonale e una tettoia in cemento a sbalzo. Prendete parte a una delle visite guidate organizzate dall’Art Deco Mumbai Trust, che offre tra l’altro una pratica piantina della città sulla quale sono indicati gli edifici più interessanti.
Delhi
A catalogare gli esempi di stile Indo Déco a Delhi sono state le architette Geetanjali Sayal e Prashansa Sachdeva,, grazie a una sovvenzione dell’India Foundation of the Arts. Grazie a loro avrete a disposizione uno strumento prezioso per localizzare le meraviglie architettoniche della città: l’edificio dell’All India Radio, i cui colori ricordano curiosamente il tiramisù, e il Delite Cinema, con la facciata che si sviluppa su tre lati, due dritti e uno curvo. Se vi attira la prospettiva di soggiornare in una struttura Art Déco prenotate una camera all’hotel Bloomrooms, color giallo canarino, vicino alla stazione ferroviaria di Nuova Delhi. Volete qualcosa di più esclusivo? Puntate sull’imponente Imperial, inaugurato negli anni ’30, che combina elementi coloniali e Art Déco.
Kolkata
Nella metropoli del Bengala Occidentale l’Indo Déco è attestato da cinema, uffici e abitazioni di interi quartieri, in particolare nella zona sud. Lo splendore del Metro Cinema, fondato dalla MGM negli anni ’30, con la sua insegna a forma di ziggurat, era così universalmente apprezzato da ispirare un nuovo termine per le abitazioni di Kolkata: “metro-bari” (“bari” è la parola locale che indica le case). Le linee verticali e gli interni del Roxy Cinema, con la sua struttura curva, sono attualmente oggetto di un restyling.
Imprese come Bombaim Fashion stanno riscoprendo l’eredità Art Déco della città: questo negozio patinato, per esempio, dà il giusto risalto alla propria bellissima facciata. L’emporio della stella della moda Sabayaschi si trova all’interno di uno straordinario negozio dalle forme sinuose. La Roastery Coffee House ha sede nel South Indian Club, mentre lo Skinny Mo’s Jazz Club occupa un locale Art Déco degli anni ’20. L’edificio chiamato Tower House venne costruito nei primi anni ’30 e spiccava a tal punto per la sua altezza da essere accostato addirittura all’Empire State Building! Più eccentrica è la Jahaj Bari, una casa a forma di nave su Elgin Rd. Adhiraj Bose illustra i tesori Art Déco della città sul proprio profilo Instagram e organizza tour guidati.
Goa
Lo stato del Goa è comunemente associato alle spiagge, alla vita notturna e all’architettura coloniale portoghese. A promuovere le sue bellezze Art Déco provvede Leaxan Freitas, appassionato di architettura e di vinili: gestisce Goenchi Deco, conduce tour a piedi di Panaji (Panjim), ha fondato una rivista dedicata all’Art Déco e ne ha in cantiere una seconda. Fa inoltre parte del comitato organizzatore di HeritageFirst, un festival dedicato al patrimonio architettonico, naturale e culturale del Goa. Un pregevole esempio di architettura Indo Déco è l’Hotel Mandovi, di colore rosa pallido, con un bel bassorilievo, ma più famosa è la Praça do Comércio, ispirata alla Mesopotamia, con torce in stucco, decorazioni a chevron e dettagli che ricordano gli ziggurat.
Rajasthan
Bharat Singh, curatore di Art Deco Rajasthan su Instagram, si dedica con zelo missionario alla valorizzazione dei tesori Art Déco del Rajasthan. Tra i capolavori figurano l’Umaid Bhawan Palace di Jodhpur, rivisitazione in stile Déco del palazzo indiano classico; la splendida tavolozza di colori pastello del Raj Mahal di Jaipur; il Sawai Madhopur Lodge di Ranthambore, a forma di mezzaluna, che apparteneva a un maharaja di Jaipur; i vari cinema, tra cui il Golcha, color salmone e lo straordinario Rajmandir, i cui interni lussuosi e l’illuminazione ricordano più un palazzo nobiliare che una sala cinematografica. Bharat Singh è interessato anche ai dettagli: tipografia, motivi animali, jaali (pannelli traforati, grate) e haveli ibridi (case che fondono l’Art Déco con lo stile tradizionale del Rajasthan). Partecipate a uno dei tour proposti da Jaipur Houses.
Lucknow
L’architetto Nishant Upadhyay, dell’atelier Dharatal, ha censito più di 360 edifici a Lucknow negli ultimi 5 anni. Ha lasciato il segno anche nel campo della moda, ricamando motivi decorativi con fili metallici zardozi su tessuto. L’edificio Art Déco più famoso di Lucknow era l’imponente Pioneer Press Office and Printing Works, demolito negli anni ’90: era stato progettato da Walter Burley Griffen, lo stesso che concepì l’impianto di Canberra, la capitale dell’Australia. Griffen progettò anche la Tagore Library dell’Università di Lucknow. Altri esempi sorprendenti di Art Déco sono il cinema PVR Sahu, ristrutturato, e l’Hawai Jahaj Kothi, che ha sul tetto la riproduzione di un aereo: un tempo le eliche si muovevano e ci si poteva addirittura sedere al suo interno! Upadhyay guida delle interessanti passeggiate alla scoperta dell’Art Déco di Lucknow.
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India meridionale
L’architetta Suchitra Deep ha catalogato nel quartiere Malleswaram di Bengaluru più di 100 edifici in stile Indo Déco, caratterizzati da motivi a raggiera sui cancelli, fiori ornamentali in ferro battuto, pavimenti a terrazzo, balconi dalle curve pronunciate, tonalità pastello, motivi ziggurat e jaali. Deep organizza occasionalmente passeggiate (seguitela su Instagram per i dettagli) e vigila sul patrimonio locale con il sostegno della India Foundation for the Arts.
Il retaggio Art Déco di Chennai è celebrato dall’architetta Prathyaksha Krishna Prasad, che tiene interessanti conferenze e presto dovrebbe iniziare a condurre passeggiate a tema. Il filo conduttore, qui, è il mare. L’Oriental Insurance Building, del 1936, è stato il primo edificio della città a essere costruito secondo lo stile allora nuovo. Altre strutture degne di nota sono l’hotel Taj Connemara, recentemente ristrutturato, e l’auditorium Raja Annamalai Mandram. A Chettinad, l’architettura tamil incontra l’Art Déco nell’hotel Visalam.
Tra i luoghi più stravaganti del Kerala figurano il Bindu Cinema a Thrissur, la moschea Ahmadiyya a Kannur e la palestra Ernakulam a Kochi (Cochin). L’architetto austriaco Karl Malte von Heinz ha introdotto l’Art Déco a Hyderabad: lo splendido tempio indù Arya Samaj Mandir è un autentico capolavoro; il cinema Sheesha Mahal, costruito per l’esercito, ha una forma squadrata ed è dipinto a strisce gialle che lo fanno somigliare a un secchiello di popcorn; un’immagine della grande scalinata del Raj Bhavan è stata scelta dall’ADF India, un ‘associazione che si occupa della tutela delle libertà fondamentali, per celebrare il centenario dell’Art Déco. Da non perdere i giri in barca sul Lago Hussain Sagar di Hyderabad, che da qualche tempo conducono gli appassionati alla scoperta dell’architettura locale.