Cosa vedere nei Balcani con un itinerario on the road di 2 settimane

Il fascino dei Balcani sta in gran parte nella loro capacità di cambiare profondamente nel giro di poche centinaia di chilometri. Con un viaggio in macchina sarà facile passare dall'architettura veneziana di una città costiera croata all'artigianato ottomano di un mercato bosniaco, attraversare le case bianche di un borgo albanese sulle colline e raggiungere i club galleggianti sul Danubio a Belgrado. In meno di due settimane, con un'auto a noleggio e un po' di flessibilità sulle frontiere, è possibile attraversare cinque paesi.

In auto attorno alla baia di Kotor, in Montenegro © nadtochiy/Shutterstock
In auto attorno alla baia di Kotor, in Montenegro © nadtochiy/Shutterstock
Pubblicità

L’itinerario qui proposto parte da Zagabria e scende verso sud lungo la costa adriatica, poi piega verso l’interno attraverso Bosnia e Serbia, per chiudersi nuovamente nella capitale croata, con qualche alternativa per chi vuole estendere il viaggio anche a Belgrado o Tirana.

Il centro di Zagabria © Rudy Balasko /Shutterstock
Il centro di Zagabria © Rudy Balasko /Shutterstock

Giorno 1 e 2: Zagabria

Zagabria è il punto di ingresso logico per chi arriva dall’Italia in aereo o in auto attraverso la Slovenia. Il centro storico si divide tra la Città Alta (Gornji Grad), con i suoi vicoli medievali e la Cattedrale di Santo Stefano, e la Città Bassa (Donji Grad), con i viali del XIX secolo e i caffè.

Il Mercato Dolac, nel cuore della città, si tiene ogni mattina: è il posto dove fare scorta di prsut (prosciutto croato stagionato), formaggi della regione e burek, la sfoglia ripiena di carne o formaggio che si mangia in tutta la penisola balcanica.

Poi imitate gli zagrebini, che amano andare a passeggio lungo la bella via pedonale che da Trg Bana Jelačića si sviluppa in leggera salita. Secoli fa questa via era l’alveo di un torrente fiancheggiato da mulini ad acqua, che separava gli insediamenti medievali di Kaptol e Gradec. Lungo Tkalča, come gli abitanti di Zagabria chiamano Tkalčićeva, oggi sorgono case color pastello e caffè con tavoli all’aperto animati da mattina a sera.

Pubblicità

Guide e prodotti consigliati:

Guida di viaggio

Croazia

Giorno 3: Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

Il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice è Patrimonio UNESCO dal 1979 e ospita 16 laghi collegati da cascate e canali naturali, con acque che variano dal turchese al verde smeraldo per via dei minerali disciolti. L’ingresso è contingentato: va prenotato in anticipo durante i mesi estivi sul sito ufficiale, e le fasce orarie della mattina presto si esauriscono per prime. Plitvice si trova a circa due ore di guida da Zagabria. Se volete il parco per voi, la scelta più efficace non è arrivare all’alba di un giorno qualsiasi, ma prenotare l’ultima fascia del pomeriggio del giorno prima: i visitatori dei tour operator se ne vanno verso le 16, le passerelle si svuotano e la luce cambia. Meglio comunque pernottare nei pressi del parco e partire la mattina seguente alla volta di Spalato.

Spalato, Croazia © Lazy_Bear /Shutterstock
Spalato, Croazia © Lazy_Bear /Shutterstock
Pubblicità

Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.

Giorno 4: Spalato

Il Palazzo di Diocleziano fu costruito alla fine del III secolo d.C. come residenza per il ritiro dell’imperatore romano Diocleziano, che scelse questo tratto della costa dalmata vicino alla sua città natale. Oggi il palazzo costituisce circa la metà del centro storico di Spalato, con tremila abitanti che vivono all’interno delle sue mura, tra negozi, bar, ristoranti e appartamenti ricavati nelle strutture romane. Il marmo bianco delle colonne portate dall’isola di Brač è lo stesso che vedete nei caffè del lungomare e nei vicoli che sembrano usciti da un cantiere mai concluso, perché in effetti non lo è stato: la città ha continuato a costruire sopra e attorno al palazzo per diciassette secoli. Spalato è Patrimonio UNESCO dal 1979. Il peristilio, la piazza centrale del palazzo, è il punto dove la città si siede di sera.

Leggi anche:

Giorno 5 e 6: Penisola di Pelješac e Ston

Invece di Dubrovnik, sovraffollata di crocieristi in alta stagione, la Penisola di Pelješac offre una versione della costa dalmata che non ha ancora perso il contatto con la propria quotidianità. Pelješac è la principale zona vitivinicola della Croazia dalmata, con vigneti di Plavac Mali che scendono verso il mare. Le cantine si visitano direttamente, senza prenotazioni imposte e senza tour organizzati.

Ston, all’imbocco della penisola, ha un sistema di mura medievali doppie, costruite nel XIV secolo per proteggere le saline che erano la principale risorsa economica della Repubblica di Ragusa. Le saline di Ston sono ancora attive. La città è anche il centro principale dell’allevamento delle ostriche nel canale Mali Ston: si mangiano crude, appena pescate, nei ristoranti sul porto, a prezzi che a Dubrovnik sarebbero impossibili. Da Ston, Dubrovnik è raggiungibile in meno di un’ora se volete vederla comunque, preferibilmente la sera tardi quando le crociere sono rientrate.

Pubblicità
Kotor  © Natali Pashpekina /Shutterstock
Kotor © Natali Pashpekina /Shutterstock

Giorno 7: Kotor

Il confine tra Croazia e Montenegro, al valico di Debeli Brijeg, può avere code di due-quattro ore nei fine settimana estivi. Passate di mattina presto o la sera tardi. Arrivati a Kotor, le montagne scendono quasi verticalmente sul mare e la città medievale si schiaccia al fondo di una baia che è uno dei paesaggi costieri più spettacolari d’Europa.

La Cattedrale di San Trifone, costruita nel 1166, conserva affreschi e reliquie del patrono della città. Le mura veneziane che circondano il centro storico si estendono per 4,5 chilometri e salgono fino alla fortezza di San Giovanni, dalla quale si vede la baia in tutta la sua conformazione a serpentina. Il centro storico è Patrimonio UNESCO dal 1979; l’ordine marinaro della Boka Navy, fondato a Kotor nell’809, è stato riconosciuto Patrimonio Immateriale dell’Umanità nel 2021.

Da Kotor, una deviazione verso il Parco Nazionale del Durmitor, nel Montenegro interno, porta a Žabljak, una delle città più alte dei Balcani, circondata da picchi e laghi glaciali. Il Durmitor è anch’esso Patrimonio UNESCO.

Leggi anche:

Pubblicità

Giorno 8 e 9: Sarajevo

Sarajevo è la città dove un minareto ottomano del XVI secolo può stare a cento metri da un palazzo della Monarchia Austro-Ungarica costruito nel 1900. Il quartiere di Baščaršija, il mercato storico, è il posto dove comprare rame lavorato, saponi, gioielli e bere il caffè bosniaco tradizionale, servito in un piccolo džezva di metallo con i fondi sul fondo.

Per capire Sarajevo lasciatevi chiamare dai numerosi musei che raccontano la drammatica storia recente della città, come il Museo del Tunnel della Speranza, alla periferia ovest della città: il tunnel sotto la pista dell’aeroporto fu scavato a mano nel 1993 durante l’assedio e servì per rifornire di cibo, armi e medicinali la città bloccata fino al 1996. L’ingresso include la visita al tunnel originale, ancora in parte percorribile.

Il cibo bosniaco è tra i più economici dei Balcani: un pasto completo costa mediamente cinque euro.

Il celebre ponte di Mostar © Vadym Lavra  /Shutterstock
Il celebre ponte di Mostar © Vadym Lavra /Shutterstock

Giorno 10: Mostar

Mostar è a un’ora di guida da Sarajevo. Il Ponte Vecchio (Stari Most), ricostruito nel 2004 dopo essere stato distrutto nel 1993 durante la guerra, è Patrimonio UNESCO. I turisti dei pullman arrivano dalla costa e ripartono nel pomeriggio: se potete, fermatevi per la notte e vedete la città quando si svuota.

Pubblicità

Guide e prodotti consigliati:

Guida di viaggio

Albania

Giorno 11,12 e 13: Albania

Berat si raggiunge dalla Bosnia in circa quattro ore attraverso il Montenegro e l’Albania settentrionale: il confine albanese è rapido, le strade principali sono in buone condizioni. La città è costruita su tre livelli sovrapposti: il Mangalem, il quartiere musulmano ottomano sul versante sinistro del fiume Osum, il Gorica, il quartiere cristiano sul versante destro, e il Castello sulla collina che li domina entrambi.

Le case bianche a più piani con centinaia di finestre che si specchiano le une con le altre le hanno valso il soprannome di "città delle mille finestre". Il Castello di Berat è ancora parzialmente abitato: dentro le mura ci sono famiglie, chiese bizantine del XIII secolo e una vista sulla valle che giustifica da sola il salto in Albania. Berat è Patrimonio UNESCO.

Il giorno successivo, scendendo verso sud, Gjirokastër ha un carattere completamente diverso: strade in pietra grigia e scale ripide che salgono verso una fortezza ottomana con viste sulla valle del Drino. Anche Gjirokastër è Patrimonio UNESCO. La Riviera albanese, verso Sarandë e Ksamil, ha acque turchesi e spiagge a prezzi sensibilmente inferiori rispetto alla costa croata e montenegrina: un pranzo di pesce con vista mare costa tra sei e otto euro.

La fortezza Petrovaradin a Novi Sad  © Aleksei Rz  /Shutterstock
La fortezza Petrovaradin a Novi Sad © Aleksei Rz /Shutterstock
Pubblicità

Giorno 11,12 e 13: Serbia (alternativa)

Belgrado ha la fortezza di Kalemegdan, costruita nel 535 d.C., che si affaccia sulla confluenza della Sava con il Danubio. Il quartiere bohémien di Skadarlija, con i suoi ristoranti tradizionali, è il posto dove sedersi all’aperto con una birra da due euro e capire perché i belgradesi considerino la loro città il centro del mondo. Gli splavovi, i club galleggianti ormeggiati sulle rive dei due fiumi, animano le notti.

Il giorno successivo, Novi Sad si raggiunge in un’ora di autostrada: la fortezza di Petrovaradin domina il Danubio dall’alto, e la città ha un centro storico pedonale con caffè e mercati che lavorano tutto l’anno senza dipendere dal turismo stagionale.

Guide e prodotti consigliati:

Guida di viaggio

Montenegro

Giorno 14: Rientro

Il modo più semplice di gestire la macchina è fare un anello: da Sarajevo, Zagabria è raggiungibile in circa quattro ore e mezza di guida attraverso la Bosnia, e da Zagabria partono voli diretti per l’Italia. Chi invece preferisce chiudere il viaggio in Albania o Serbia può restituire la macchina a Sarajevo e prendere un bus per Tirana o Belgrado, ma va organizzato in anticipo.

Pubblicità

Leggi anche:

Pubblicato nel
Condividi questo articolo
Pubblicità