Sul lago di Koman, il traghetto che attraversa l’Albania più selvaggia
Il Nord dell’Albania è un territorio selvaggio, tanto spettacolare da sembrare quasi una scenografia teatrale fatta di acqua e pietra. In questo quadro, navigare lungo il Lago di Koman permette di vivere un’esperienza unica lungo questo corridoio d’acqua, dove le pareti di calcare scendono a picco nell'acqua verde, per poi allargarsi e lasciare intravedere all’orizzonte le Alpi Albanesi.
Il Lago di Koman è un bacino artificiale sul fiume Drin, creato a seguito della costruzione della diga, alta 130 metri, della centrale idroelettrica di Koman, completata nel 1985. Quando l’invaso si riempì, la vecchia strada lungo il fiume e i campi del fondovalle finirono sott’acqua, le famiglie dei villaggi più in basso dovettero trasferirsi altrove, e il paesaggio cambiò per sempre. Oggi il lago si allunga per una trentina di chilometri, alternando gole strette, che in certi punti arrivano a una cinquantina di metri, e tratti più aperti, con le pareti di roccia a strapiombo sull’acqua.
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Navigarlo è un’esperienza capace di dare emozioni che non ci si aspetta. La traversata classica collega Koman a Fierzë. Si naviga in una valle allagata fra vette aspre, tra le quali si aprono vallate laterali anch’esse piene d’acqua. Ogni tanto si nota una barca sbucare dal nulla, o dal pelo dell’acqua emerge qualche ’scoglio’ o una croce votiva, e tra le chiome degli alberi spunta il tetto di una casetta. Lungo le rive appaiono piccoli pontili di legno davanti a fattorie, barche da pesca ormeggiate in insenature nascoste, e a volte si intravedono delle capre abbarbicate su un pendio ripidissimo o qualche rapace volteggiare.
Il traghetto è nato per collegare queste comunità di montagna rimaste senza strada. Insieme ai viaggiatori imbarca residenti, auto, moto e a volte animali, con soste non previste lungo le rive per far salire e scendere la gente del posto. La traversata dura dalle due ore e mezza alle tre ore. Ci sono diversi operatori tra cui scegliere, in base alle proprie necessità e agli orari di partenza. Di norma le corse vanno da metà aprile a inizio novembre, con partenza da Koman al mattino.
C’è poi un’altra opzione, da fare a bordo di barche più piccole, lunghe e in ferro, capaci di scivolare lungo insenature minori fino ad arrivare alla zona del fiume Shalë, un affluente che entra nel lago da nord. A differenza del lago, che è artificiale, la gola dello Shalë è naturale, con acque turchesi, pareti calcaree e spiaggette di ghiaia dove fermarsi per fare il bagno.
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Il lago è sia un’attrazione in sé per sé che una comoda base di partenza per visitare i dintorni. È infatti la porta d’accesso alla valle di Valbona e alle Alpi Albanesi, e la prima tappa del trekking che da Valbona porta a Theth. Nel prossimo futuro è prevista la sistemazione della strada che da Scutari conduce al porticciolo, rendendo l’accesso al lago ancora più comodo. È però molto probabile che questo adeguamento sia l’apripista per un approdo più grande, che forse toglierà quella bellezza avventurosa che finora ha fatto parte dell’esperienza. Quindi, il consiglio, è di visitarlo il prima possibile.