Storie nascoste del Parco Nazionale del Krka
Il Parco Nazionale del Krka, in Croazia, viene generalmente associato alle sue famose cascate. In realtà non è soltanto un vasto e straordinario scrigno di paesaggi, di fauna e di flora - 46 specie di mammiferi, 229 specie di uccelli e oltre mille specie di piante (fra cui alcune orchidee rarissime) – ma anche una meta ricca di meraviglie naturalistiche e siti d’interesse storico.
Skradinski Buk
Il luogo più spettacolare del parco è senza dubbio la cascata Skradinski Buk, con le sue acque cristalline dalle infinite tonalità di azzurro e di verde. Ma questo è solo l’inizio della storia, o meglio la fine, dato che la cascata è il punto d’arrivo del Krka, il fiume che nasce nelle Alpi Dinariche, scorre per 73 km e, dopo la cascata Skradinski Buk, sfocia a estuario nell’Adriatico presso Šibenik.
Centrale idroelettrica
A monte della cascata, sulla sponda del fiume, è visibile una grande ruota dentata in acciaio che costituiva la turbina di una pionieristica centrale elettrica, inaugurata nel 1895, che forniva elettricità a Šibenik, all’epoca una delle sole tre città al mondo dotate di un sistema di illuminazione stradale alimentato a corrente alternata e la prima con un sistema completo di produzione e distribuzione di energia elettrica.
Già a partire dall’XI secolo (se non prima) gli abitanti della zona avevano sfruttato il corso del Krka costruendo bei mulini in pietra e legno presso i quali si macinava il grano, si forgiavano ferri da cavallo, s’intrecciavano cesti, si lavavano panni, si cucinava, si arava e si cuciva. Molti di questi mulini sono oggi proprietà del parco e alcuni di essi sono stati trasformati in piccoli musei etnografici e spazi per attività didattiche e laboratori.
Il nostro preferito è l’agriturismo Kristijan, ancora di proprietà della famiglia che lo gestisce, un piccolo e rustico ristorante che serve piatti di squisiti salumi e formaggi locali, pane e vino, con tavoli su entrambe le sponde del fiume, proprio accanto alla cascata Roški Slap. È possibile fare il bagno nella piscina naturale ai piedi di Roški Slap (non più in quella di Skradinski Buk, ora chiusa al pubblico).
Lago Visovac
Andando verso Roški Slap, si passa accanto al Lago Visovac, rinomato per il colore azzurro intenso delle acque, oltre che per la presenza del suggestivo Monastero Francescano della Madre della Misericordia, gioiello medievale che sorge su un isolotto al centro del lago.
Fondato nel XIV secolo da eremiti agostiniani, il monastero fu ampliato nel 1445 da frati francescani in fuga dai turchi che avevano invaso la Bosnia. Battelli diretti al monastero partono ogni ora dalla sponda nord-orientale del lago, o direttamente da Skradinski Buk, consentendo di visitare l’isola per 30 minuti. A occuparsi del placido e incantevole giardino sono ancora i monaci residenti che gestiscono anche il museo, dove sono visibili molte fotografie dell’area locale distrutta (durante la guerra d’indipendenza croata degli anni ’90) e il libro più piccolo del mondo.
Leggi anche:
Storia dell'overtourism in Croazia e come è possibile cambiare rotta
Grotta di Oziđana Pećina
Situata a monte del Lago Visovac e di Roški Slap, la grotta di Oziđana Pećina è una profonda cavità a galleria, con due camini naturali nella parte posteriore, abitata dall’uomo all’incirca 9000 anni fa. All’interno della grotta, in cima a una serie di gradini in legno, c’è una piccola e interessante mostra, ma il luogo è affascinante di per sé, soprattutto se lo si pensa come dimora preistorica.
Nella grotta è stato rinvenuto un gran numero di frammenti di vasellame, che testimonia la presenza in loco di varie culture neolitiche dell’Adriatico. Gli scavi hanno riportato alla luce anche coltelli di selce, utensili di pietra e ossa di vari animali, fra cui pecore, cervi e gatti selvatici. In posizione dominante rispetto al fiume Krka, l’apertura della grotta consente di ammirarne il corso dall’alto e avere un magnifico colpo d’occhio sulle ‘collane’, come vengono chiamate le cascate – è uno dei panorami più belli del parco.
Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.
Monastero del Krka
Proseguendo dalla grotta in direzione nord, con un breve tragitto d’auto si raggiunge il Monastero Ortodosso del Krka. Fondato nel 1345, il monastero è ancora funzionante e merita assolutamente una visita. A fare da guida è Mihajlo che, con entusiasmo, racconta l’affascinante storia delle catacombe e della rarissima iconostasi formata da 54 icone. Il complesso si trova sulle sponde del fiume e ha il proprio vigneto, un giardino e alcuni simpatici asini che fungono da tosaerba naturali.
Manojlovački Slap
Le ultime due mete d’interesse si trovano nell’estrema parte settentrionale del parco. Il primo è la cascata Manojlovački, uno dei salti d’acqua più spettacolari del fiume. Una targa incastonata nella roccia ricorda la sosta alle cascate e al belvedere dell’imperatore Francesco Giuseppe e della moglie Elisabetta, meglio nota come Sissi, durante una visita di stato nel 1875. È possibile raggiungere a piedi la base della cascata e contemplare da vicino l’incredibile spettro di sfumature verdi, oltre ai resti di un altro incantevole mulino ad acqua – un quadro quasi fiabesco.
Sito romano di Burnum
A pochi minuti dalla cascata Manojlovački si trova il sito romano di Burnum, ovvero i resti dell’unico Anfiteatro romano militare in Croazia. Costruito per la legione di stanza nella zona, l’anfiteatro fu scoperto nel XIX secolo da un gruppo di archeologi austroungarici.
Gli scavi sono tuttora in corso e molti sedili sono ancora sepolti sotto l’erba e il pietrisco. Per farsi un’idea di come doveva essere conviene visitare, prima o dopo, il museo del parco, dove oltre a manufatti ritrovati in loco sono visibili ricostruzioni pensate per i bambini e alcuni video. Cercate anche i due begli archi in pietra bianca, resti di un antico acquedotto, situati lungo il lato della strada a pochi passi dal museo.
Grazie ai suoi siti d’interesse storico (abitazioni neolitiche, rovine di un Anfiteatro romano e un monastero medievale) e alle testimonianze di cultura locale (mulini ad acqua e una fra le prime centrali idroelettriche), il Parco Nazionale del Krka è stato definito un museo vivente. Dedicate un po’ di tempo a questo parco – non vi deluderà.