Norvegia in agosto: un itinerario di 7 giorni tra Oslo, i fiordi e le Alpi di ghiaccio

In Norvegia, ad agosto i fiordi sono navigabili, i sentieri sono sgombri di neve e si arriva ad avere fino a 20 ore di luce al giorno. Significa anche prenotare con largo anticipo: la stagione dura poco e la richiesta di alloggi è massima da giugno ad agosto in tutto il paese. Con sette giorni a disposizione, è possibile costruire un itinerario che va da Oslo ai fiordi e risale verso le montagne più alte del Nord Europa, attraversando tre delle regioni più spettacolari del paese.

Il paesaggio della Norvegia in estate ©Olga Rudchenko/Shutterstock
Il paesaggio della Norvegia in estate ©Olga Rudchenko/Shutterstock
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Giorno 1 e 2: Oslo

Oslo ad agosto tocca i 20 gradi di media, con dodici giorni di pioggia nel mese: abbastanza per mettere in valigia qualcosa di impermeabile, non abbastanza per rinunciare al lungomare. La città si visita facilmente a piedi, con i tram e i traghetti della rete Ruter.

Il punto di partenza è il Nasjonalmuseet, che occupa 54.000 metri quadrati e ospita la versione de L’urlo di Munch considerata la più intensa delle quattro presenti a Oslo. La collezione principale si sviluppa in 86 sale su due piani, ordinate cronologicamente. Calcolate almeno mezza giornata. Il biglietto dà accesso a tutto; chi ha l’Oslo Pass entra gratis.

Nel pomeriggio, il percorso naturale porta verso Aker Brygge e Tjuvholmen: il lungomare riqualificato dove si concentrano ristoranti, l’Astrup Fearnley Museet con opere di Damien Hirst e Anish Kapoor, e due aree balneari sul fiordo, Tjuvholmen bystrand e Tjuvholmen badeplass. In estate, i norvegesi si tuffano nelle acque fredde dal pontile in legno senza troppi complimenti.

Il secondo giorno conviene dedicarlo al Vigelandsparken, raggiungibile con il tram n. 12, dove 214 sculture di Gustav Vigeland (oltre 750 figure) si distribuiscono lungo viali e attorno al Monolitto, completato nel 1943. L’ingresso è libero.

Per le isole dell’Oslofjord, i traghetti della linea B2 da Aker Brygge sono inclusi nel biglietto Ruter Zona 1 e raggiungono Hovedøya in dieci minuti. Sull’isola ci sono i resti di un monastero cistercense, sentieri nel bosco e una spiaggia sabbiosa chiamata Paradisbukta.

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Giorno 3: da Oslo a Bergen in treno

La Bergensbanen, la ferrovia Oslo-Bergen, percorre 533 km attraverso l’Hardangervidda, la più grande calotta di altipiano dell’Europa del Nord, con fitte foreste, fiumi impetuosi e paesaggi desolati. Il viaggio dura circa sette ore. Partite la mattina presto per avere il pomeriggio a Bergen.

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Bryggen ©Kyle Tunis/Shutterstock
Bryggen ©Kyle Tunis/Shutterstock

Giorno 4: Bergen

Il quartiere portuale di Bryggen, Patrimonio UNESCO, è il cuore del centro storico: i variopinti magazzini in legno del XIV secolo si susseguono lungo il molo, separati da stretti vicoli dove si trovano gallerie e botteghe artigiane. La mattina conviene arrivarci presto, prima che le comitive dai traghetti invadano il lungomare.

La funicolare Fløibanen sale al Monte Fløyen in pochi minuti, con vedute sulla città e sul fiordo. Per il pesce, il Fisketorget Mathallen è il mercato coperto sul porto. I musei KODE, distribuiti in quattro edifici vicini al Byfjorden, conservano opere di Edvard Munch e della pittura norvegese del XIX secolo. La sera, il Lysverket, uno dei ristoranti che guidano la scena della cucina "new fjordic", è un buon punto di arrivo.

I fiordi nei dintorni di Bergen  ©Kyle Tunis/Shutterstock
I fiordi nei dintorni di Bergen ©Kyle Tunis/Shutterstock
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Giorno 5: Hardangerfjord

L’Hardangerfjord è conosciuto come il "frutteto della Norvegia": le sponde sono punteggiate di ciliegi, meli e susini che in estate sono già stati raccolti, ma il paesaggio resta bellissimo. La cascata Vøringsfossen, raggiungibile da Eidfjord, precipita per 182 metri ed è uno dei salti d’acqua più fotografati della Norvegia.

Per chi vuole spingersi sull’Hardangerjøkulen, la calotta glaciale che alimenta l’omonimo ghiacciaio, è possibile organizzare escursioni guidate sul ghiaccio: l’esperienza richiede una guida certificata e non è adatta a chi non ha esperienza in quota. Le opportunità migliori si concentrano nei mesi estivi.

L’estate all’Hardangerfjord ©Andrew Mayovskyy /Shutterstock
L’estate all’Hardangerfjord ©Andrew Mayovskyy /Shutterstock

Giorno 6: Nærøyfjord e Flåm

Da Gudvangen, il traghetto scivola tra le pareti verticali del Nærøyfjord, il ramo più stretto del Sognefjord: 17 km di acqua incassata tra montagne che salgono fino a 1800 metri, cascate che cadono direttamente in fjord, nessuna strada. La navigazione prosegue nell’Aurlandsfjord fino a Flåm. Entrambi sono Patrimonio UNESCO. È il tratto di fiordo più iconico della Norvegia e in agosto è anche quello più frequentato: partire al mattino presto aiuta.

A Flåm, oltre all’Ægir Bryggeri per un pasto sostanzioso, c’è il museo della Flåmsbana, la ferrovia che risale verso Myrdal, che vale una visita prima di prendere il treno.

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Giorno 7: Flåmsbana e ritorno a Oslo

La Flåmsbana è il tratto ferroviario più panoramico della Norvegia: 20 chilometri di gallerie di montagna, precipizi e cascate tra Flåm e Myrdal, con una pendenza massima del 5,5%. Da Myrdal, il treno della Bergensbanen riporta verso Oslo attraverso l’Hardangervidda. Il viaggio totale richiede quasi sette ore, ma il paesaggio cambia continuamente.

Informazioni pratiche

La stagione delle escursioni parte a fine maggio e si chiude ai primi di ottobre. Agosto è il mese più intenso, con tutti i siti aperti e i prezzi agli alberghi al massimo. Chi vuole i fiordi con meno folla dovrebbe valutare la fine di maggio o il primo settembre. L’Oslo Pass copre i trasporti pubblici nella Zona 1 e l’ingresso ai principali musei; conviene calcolarlo in base al numero di siti che si intende visitare in un giorno. Per l’itinerario qui descritto, un’automobile è utile ma non indispensabile: treni, traghetti e autobus locali collegano tutte le tappe.

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