La Mecca, Medina e le rotte sacre dell'Arabia Saudita
Immaginate di arrivare a Medina di notte, con la cupola verde della Moschea del Profeta che brilla in lontananza come un faro. Intorno a voi, migliaia di pellegrini in movimento silenzioso. Fino a pochi anni fa, questa scena era riservata ai soli fedeli islamici. Oggi, in parte, è diventata accessibile a chiunque abbia la curiosità di capire uno dei luoghi più densi di significato della storia umana.
L’Arabia Saudita è entrata nell’era del turismo moderno con una velocità che ha sorpreso molti: nel 2019 ha aperto i confini al turismo internazionale, e da allora quello che era considerato un viaggio puramente rituale si è trasformato in un viaggio di piacere e scoperta. Medina, seconda città santa dell’Islam, è oggi visitabile anche dai turisti, e ancora in pochissimi italiani lo sanno. Ma il dato che dice davvero qualcosa di nuovo è il programma Umrah+, lanciato dal Ministero del Turismo, che punta a trasformare il viaggio spirituale in un’esperienza territoriale più ampia, estendendo la permanenza media da cinque a nove notti e ispirando i visitatori a scoprire Taif, le coste del Mar Rosso e la storia di Jeddah.
Hajj e Umrah: la differenza che cambia ogni viaggio
Prima di partire, è utile capire con cosa si ha a che fare. L’Hajj è uno dei cinque pilastri dell’Islam: il pellegrinaggio rituale obbligatorio che ogni musulmano osservante deve compiere almeno una volta nella vita, a patto di averne le possibilità fisiche ed economiche. Si svolge in un periodo preciso dell’anno lunare e comprende una sequenza di riti che si compie tra La Mecca, Mina, Arafat e Muzdalifah. Nel 2025 vi hanno partecipato oltre 1,67 milioni di persone.
L’Umrah è invece il "pellegrinaggio minore": si può compiere in qualsiasi momento dell’anno, ha una durata più breve e non sostituisce l’Hajj, ma rappresenta per moltissimi fedeli un momento profondo di rinnovamento spirituale. È attorno all’Umrah che ruota il programma Umrah+: la possibilità, per i pellegrini, di prolungare il soggiorno e trasformare il viaggio religioso in un’esperienza di scoperta culturale e territoriale.
Per i visitatori non musulmani, invece, il percorso è diverso: La Mecca rimane inaccessibile, ma Medina, seconda città santa dell’Islam, è aperta e visitabile in buona parte. E tutto ciò che si trova intorno a queste due città è aperto a tutti.
La Mecca: il cuore che pulsa per 1,9 miliardi di musulmani
La Mecca è il centro spirituale dell’Islam, e l’accesso alla città è riservato esclusivamente ai musulmani, una regola che va rispettata senza eccezioni. Qui si trova la Grande Moschea con la Kaaba, il punto verso cui cinque volte al giorno si orientano le preghiere di quasi due miliardi di persone sul pianeta.
Per chi professa la fede islamica, La Mecca è il culmine del cammino spirituale. Il tawaf, la circumambulazione rituale attorno alla Kaaba, è un momento molto potente, secondo i resoconti di chi l’ha compiuto. Per i viaggiatori non musulmani, comprendere questo confine e accettarlo con rispetto è già, in sé, un atto di conoscenza culturale profonda.
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Medina: la città illuminata che ha aperto le sue porte
A circa 450 chilometri a nord di La Mecca, Medina (Al-Madinah Al-Munawwarah, "la città illuminatissima") è la seconda città santa dell’Islam. È qui che il profeta Muhammad trovò rifugio dopo l’Hijrah, la migrazione da La Mecca nel 622 d.C., e qui che fu costruita la prima moschea dell’Islam. La sua tomba è custodita nella Moschea del Profeta, riconoscibile dalla celebre cupola verde che svetta visibile da lontano.
Negli ultimi anni, Medina è diventata visitabile anche dai turisti non musulmani. Il centro sacro attorno alla Moschea del Profeta rimane ad accesso esclusivo per i fedeli, ma il resto della città, come i quartieri storici, le moschee storiche, il mercato, il Monte Uhud è accessibile e straordinariamente ricco.
Arrivarci è più semplice di quanto si pensi. Da Jeddah, il treno ad alta velocità Haramain copre la tratta in circa due ore, con fermata a La Mecca per i pellegrini. Da Riyadh partono voli diretti con compagnie locali. Da AlUla, una rete di autobus gestita da NWBUS collega la città con due corse giornaliere attraverso un percorso che vi porterà tra deserti di rara bellezza.
Sette moschee, un monte, una cupola verde: quello che pochi sanno di Medina
Medina ospita uno dei complessi storici più stratificati dell’Islam. A ovest del Monte Sela si trovano le cosiddette "sette moschee" (in realtà sei, ma il conteggio tradizionale include la Moschea di Al-Qiblatayn, legate alla Battaglia di Al-Khandaq, quando il profeta ordinò di scavare un fossato difensivo attorno alla città). Le moschee si visitano dall’esterno, per rispettare le preghiere dei fedeli: Moschea Al-Fateh, Salman Al-Farisi, Abu Bakr Al-Siddiq, Umar ibn Al-Khattab, Ali ibn abi Talib e Fatima.
La Masjid Quba è ancora più antica: è considerata la prima moschea costruita nell’Islam, fondata dallo stesso profeta Muhammad al suo arrivo a Medina. Pregare qui equivale, secondo la tradizione, a compiere una piccola Umrah.
E poi c’è il Monte Uhud: una dorsale rocciosa a nord della città, teatro della Battaglia di Uhud (625 d.C.), uno degli episodi militari più studiati della storia islamica. Affidatevi alle guide locali per scoprire i segreti di ogni anfratto.
La Rosa di Taif: un profumo che ha attraversato l’Islam e i secoli
A poco più di un’ora da La Mecca, vale la pena pianificare di fermarsi a Taif, un luogo in cui il profumo avvolge la storia religiosa. La Rosa Damascena trigintipetala coltivata a qui è una varietà da 30 petali, il suo nome arabo, attar, significa "profumo" o "essenza": è la parola che in tutto il mondo indica l’olio essenziale di rosa.
Ogni primavera, durante la stagione del raccolto, gli stabilimenti locali lavorano a ritmo febbrile per trasformare milioni di petali in attar e acqua di rose: visitate uno di questi laboratori e capirete perché Taif rifornisce le profumerie di lusso di tutto il mondo. Il Taif Rose Festival, ospitato ogni anno a King Faisal Park in Qadeera, attrae oltre 200.000 visitatori e propone laboratori di distillazione, bazar artigianali e un tappeto di fiori di 750 metri quadrati composto da 100.000 esemplari. La strada panoramica di Al-Hada, con la sua funivia che attraversa le montagne sopra la città, è uno degli scorci più fotogenici dell’intera penisola arabica.
Come funziona l’Umrah+
Il programma Umrah+ nasce per dare la possibilità ai pellegrini, che mediamente trascorrono cinque notti nel paese, di aggiungere giorni di esplorazione culturale tra il quartiere storico di Jeddah, Taif e la costa del Mar Rosso, puntando a portare la permanenza media a nove notti e la spesa pro capite oltre i mille dollari.
L’Arabia Saudita smette così di essere vista solo come tappa rituale e diventa una destinazione per pellegrini islamici di tutto il mondo, ma anche per i viaggiatori curiosi di ogni provenienza. Il treno ad alta velocità Haramain rende tutto questo concretamente percorribile: da Jeddah, La Mecca è raggiungibile in circa 35 minuti e Medina in circa due ore.
Nusuk: la piattaforma che ha cambiato il pellegrinaggio
Nusuk è la prima piattaforma ufficiale dedicata ai musulmani per pianificare, prenotare e costruire il proprio itinerario Hajj o Umrah a La Mecca, Medina e oltre. Gestisce visti elettronici, prenotazioni di hotel e voli, itinerari personalizzati. In futuro sarà integrata anche con la programmazione delle visite ai siti storici più importanti, i mezzi di trasporto locali e la cura degli itinerari.
Cose da sapere prima di partire per Medina
Come arrivare
Dall’Italia, i voli diretti giornalieri collegano Roma e Milano con Jeddah. Da Jeddah, il treno Haramain raggiunge La Mecca in 45’ e Medina in circa 2h. Da Riyadh, voli diretti per Medina con compagnie locali. Da AlUla, bus NWBUS con 2 corse/giorno.
Visto e accesso
Dall’Italia serve un visto per l’Arabia Saudita: richiedibile online su visa.visitsaudi.com prima della partenza, oppure all’arrivo in aeroporto. Dal 2026, l’Umrah è praticabile su qualsiasi visto saudita valido. Il visto di transito (stop-over visa) è richiedibile sul sito di Saudia Airlines.
Dove dormire a Medina
Crowne Plaza (a 400m dalla Moschea del Profeta), Marriott Hotel (nel cuore di Madinah), Ghalia Uhud Hotel (budget, a 3,6 km dalla moschea). Gli hotel affacciati direttamente sulla moschea sono riservati ai pellegrini musulmani.
Codice di rispetto
Nel rispetto della cultura e della spiritualità locali, è richiesto un abbigliamento adeguato che copra braccia e gambe: un’ottima occasione per indossare il tradizionale abito femminile saudita, l’abaya, un lungo vestito fino ai piedi accompagnato dal velo appoggiato sul capo, da portare sempre a Medina. Evitate di fotografare i fedeli in preghiera senza consenso.