Viaggiare da soli in Europa: venti città a confronto
Organizzare il viaggio, orientarsi in una città nuova e gestire gli imprevisti senza dividere le decisioni con nessuno: fare un viaggio da soli rafforza quello che in psicologia si chiama self-efficacy, la percezione di essere in grado di gestire le situazioni e di raggiungere i propri obiettivi. Questo è uno dei motivi che spinge sempre più persone a voler organizzare un viaggio in solitaria. Ma dove andare quando si parte da soli? Lo studio di Unobravo, azienda di psicologia online nata nel 2019, ha provato a capire in quali città europee quell'esperienza riesca meglio. La ricerca ha confrontato 33 destinazioni europee per capire quali offrano le condizioni più favorevoli a chi parte senza compagnia. Gli indicatori sono sei: il punteggio di sicurezza, il prezzo di un pasto al ristorante, il costo di una notte in ostello, le esperienze migliori, la temperatura media massima annuale e la percentuale di visitatori che tornano nello stesso luogo. Fatti tutti i debiti conti, in cima alla classifica troviamo Roma, con 7,86 punti su 10, seguita da Lisbona con 7,73 e da Istanbul con 7,63. Al quarto posto, e secondo in Italia, c'è un nome meno prevedibile.
Sorrento, quarta in Europa
Sorrento chiude la classifica italiana della top 5 con 7,26 punti grazie alla sicurezza. Il suo punteggio è 76 su 100, più alto di quello di Roma, che si ferma a 53, di Lisbona, che sta a 67, e di Istanbul, a 52. Fra le prime quattro classificate è l’unica a superare il 70.
Con il costo del pernottamento intorno ai 198,15 euro, la cifra più alta fra le prime dieci, si rivela un po’ più cara delle altre, ma il prezzo di un pasto al ristorante si attesta sui 15 euro, in linea con Roma, Lisbona e Atene. Le esperienze valutate almeno quattro stelle su Tripadvisor sono 1.620, molte per una città di quelle dimensioni, e la temperatura media massima annuale di 24 gradi la rende sempre piacevole.
Ma quel che sembra contare di più per i viaggiatori è che Sorrento si gira a piedi, senza bisogno di macchina. Il centro storico, raccolto fra Piazza Tasso e le parallele di Corso Italia, si visita facilmente.
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Il Chiostro di San Francesco è trecentesco, ha un portico arabeggiante e archi su colonne ottagonali, ed è un angolo di quiete a pochi metri dal trambusto della piazzetta; dentro, la Galleria Celentano espone le fotografie in bianco e nero dell’artista locale che le dà il nome. Il Parco della Villa Comunale è una terrazza-giardino affacciata sul Golfo di Napoli, e da lì partono l’ascensore e la scalinata per scendere alle spiagge.
I Bagni della Regina Giovanna, ad appena due chilometri dal centro, sono una piscina naturale formatasi dentro un’insenatura sul promontorio di Punta Capo, con i ruderi di una villa romana del I secolo a.C. attribuita a Pollio Felice. Si chiamano così perché la regina Giovanna d’Angiò ne era una grande frequentatrice. Si raggiungono a piedi o in autobus, mentre chi va in macchina trova il parcheggio già pieno a tarda mattinata.
Per la cena c’è un indirizzo che funziona bene anche da soli perché l’esperienza sostituisce la compagnia: a O’ Puledrone, a Marina Grande Si esce dal porto per una battuta di pesca di tre ore e quello che si prende viene consegnato allo chef, che lo serve a cena.
Le città italiane nella top 20
Le destinazioni italiane nella prima ventina europea sono tre. Roma guida la classifica generale, Sorrento è quarta, Venezia ventesima.
Il primato di Roma poggia soprattutto sulla quantità: 4.813 esperienze valutate almeno quattro stelle su Tripadvisor, il numero più alto fra tutte le destinazioni analizzate e quasi il doppio di Lisbona, che la segue. Una notte costa in media 153,48 euro, un pasto 15, la temperatura media massima annuale è di 26 gradi e il 14 per cento dei visitatori torna più volte. Il punteggio di sicurezza, 53 su 100, resta però fra i più bassi della top 10.
Venezia chiude la ventina con 5,87 punti, e i suoi numeri vanno in direzioni opposte. Il punteggio di sicurezza è 70, più alto di quello di Roma, e il pernottamento medio è il più basso delle tre italiane, 135,87 euro. Pesano invece in negativo le 999 esperienze a quattro stelle o più, il pasto da 20 euro, fra i più cari della ventina, e un tasso di ritorno dell’8 per cento, il più basso fra le italiane.
A Roma chi viaggia da solo preferisce camminare, e il quartiere giusto per farlo è Monti. Consigliamo un giro di un chilometro e sei, che si fa in un’ora e mezza a passo lento, fermate comprese. Si parte dalla Domus Aurea nel Parco del Colle Oppio, si passa dalle Terme di Traiano e dalla Basilica di San Pietro in Vincoli, dove c’è il Mosè di Michelangelo del 1505, e si prende la Salita dei Borgia: nel palazzo ammantato d’edera sopra la scalinata viveva Vannozza dei Cattanei, amante di papa Alessandro VI (il loro figlio maggiore fu ucciso su quei gradini nel 1497). Si risale poi verso Piazza della Madonna dei Monti e Via del Boschetto, fra boutique e negozi di abiti vintage, si arriva al Palazzo delle Esposizioni, costruito nel 1882, e si chiude con un aperitivo in enoteca lungo Via Panisperna.
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A Venezia, invece, concentratevi su dove mangiare. Nei bacari, le mescite il cui nome viene da Bacco, si ordinano i cicheti, piccoli assaggi che accompagnano un bicchiere di vino: il nome arriva dal latino ciccum, «piccola quantità». Si prendono in piedi al banco (la soluzione ideale per chi viaggia da solo). Il resto è una questione di indirizzi: All’Arco per i crostini e la carta dei vini, la Cantina Do Mori a Rialto, le polpette della Trattoria Ca’ d’Oro detta Alla Vedova in Strada Nova, i tramezzini del Bar Rialto.
Le altre città europee
Fuori dall’Italia, la classifica premia chi tiene insieme prezzi bassi e offerta ampia.
Istanbul è terza, grazie ai costi: 8,96 euro per un pasto, il prezzo più basso fra tutte le trentatré destinazioni analizzate, e 53,25 euro per una notte, con 2.108 esperienze a quattro stelle o più. Ha anche una alto tasso di ritorno, il 16 per cento, malgrado un punteggio di sicurezza di 52, fra i più bassi della classifica. Lisbona, seconda assoluta, costa di più, 122,36 euro a notte, ma ha un punteggio di sicurezza di 67 e 2.779 esperienze.
Praga è quinta con la combinazione forse più equilibrata: sicurezza 75, 65,25 euro a notte, 10,27 euro per un pasto. Budapest, ottava, è su cifre simili, con 66,09 euro a notte e 12,32 per un pasto.
Atene è sesta nonostante il punteggio di sicurezza più basso di tutta la top 10, 45 su 100: la tengono su le 2.393 esperienze e i 29 gradi di temperatura media massima, la più alta del gruppo. Barcellona, nona, è nella stessa situazione, con 48 di sicurezza e 1.826 esperienze.
All’opposto troviamo le città che vincono sulla sicurezza e perdono sull’offerta. Zagabria è settima con 79 su 100 ma solo 340 esperienze, Tallinn dodicesima con 79 e appena 155. Dubrovnik ha il punteggio di sicurezza più alto dell’intero studio, 82 su 100, ma si ferma all’undicesimo posto, penalizzata dal pasto più caro della classifica (17,50 euro) e dal tasso di ritorno più basso, il 6 per cento.
Nella seconda metà della ventina entrano le città del centro e del nord, e il prezzo sale di colpo. Monaco di Baviera è quattordicesima con 319,16 euro di media per una notte, la cifra più alta di tutta la classifica, Amsterdam è sedicesima con 254,20 euro e il pasto più caro della ventina, 20,89 euro, e Lubiana quindicesima con 228,57. Gent, diciottesima, ha 108 esperienze valutate almeno quattro stelle, il numero più basso fra le prime venti. Berlino è diciannovesima, con un punteggio di sicurezza di 55.
Un dato utile a chi guarda al portafoglio: il pernottamento più economico fra tutte le destinazioni analizzate è a Bruges, in Belgio, con 50,12 euro di media.
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I benefici di viaggiare da soli
Ma perchè scegliere di viaggiare da soli? Secondo Unobravo, i possibili effetti del viaggio in solitaria sul benessere psicologico sono almeno cinque.
Alla fiducia nelle proprie capacità, da cui siamo partiti, lo studio affianca altri effetti. Troviamo la possibilità di scegliere ritmi ed esperienze senza dover costantemente mediare con le preferenze altrui, che può portare a capire meglio i propri interessi e i propri limiti. Quando non si devono adattare di continuo programmi e orari resta anche lo spazio per ascoltare le proprie emozioni. L’esposizione a luoghi, persone e abitudini diverse offre poi prospettive che la vita quotidiana non dà: cosa che può dare spazio alla creatività. Avere più controllo sui propri tempi è inoltre un ottimo modo di curare lo stress.
Certamente questa non è una soluzione adatta a tutti, come la Dott.ssa Corena Pezzella, psicologa e Clinical Director di Unobravo, spiega «non si tratta di effetti automatici: per alcune persone viaggiare da sole può essere stimolante e rigenerante, mentre per altre può generare sensazioni spiacevoli di solitudine. Il valore dell’esperienza dipende anche dal momento personale che si sta attraversando, dalle proprie esigenze e dal modo in cui ciascuno vive la solitudine e l’autonomia».