Dormire in monastero: quattro posti nel mondo dove sparire quest'inverno

Al Wat Suan Mokkh, nel sud della Thailandia, non si può prenotare. Niente email, niente telefono, niente sito con il calendario e il tasto conferma. Ci si presenta di persona l'ultimo giorno del mese, entro le tre del pomeriggio, e se ci sono posti si entra per i dieci giorni successivi. È un buon modo per capire la differenza tra un monastero e un hotel con la vasca idromassaggio che si definisce retreat. I monasteri che ospitano viaggiatori, del resto, non sono strutture ricettive, ma comunità che vivono seguendo delle regole e che accettano di accogliere gli ospiti che sono disposti a seguirle. L'inverno è un buon periodo per mettersi alla prova, con le foresterie che si svuotano e le giornate corte che rendono meno pesante un posto in cui alle nove di sera si spengono le luci.

Meditare in inverno in un Koyasan vuol dire essere circondati da neve e silenzio  ©flemingn / Shutterstock
Meditare in inverno in un Koyasan vuol dire essere circondati da neve e silenzio ©flemingn / Shutterstock
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Koyasan, Giappone: cinquantuno templi tra la neve

Sul monte Koya, in Giappone, l’ospitalità nei templi si chiama shukubō e, secondo l’ente del turismo giapponese, sono cinquantuno le strutture che accolgono ospiti.

Si dorme dentro un tempio buddhista e si mangia la cucina dei monaci, lo shōjin ryōri, che esclude carne, pesce, cipollotto, aglio e tutto ciò che è considerato eccitante, e lavora sugli ingredienti di stagione. La mattina si può partecipare all’otsutome, la recitazione dei sutra nella sala principale. Durante il giorno alcuni templi propongono la meditazione ajikan, la meditazione camminata e la copiatura per ore dei sutra, lo shakyō.

L’inverno a Koyasan si fa sentire. L’associazione degli shukubō segnala le prime gelate all’inizio di novembre, la prima neve verso metà dicembre e un manto che di solito resiste fino a febbraio, e avverte che in montagna ci sono circa dieci gradi in meno che nella valle sottostante. La neve copre la città di silenzio, quindi vestitevi di conseguenza.

Si arriva da Osaka con la linea Nankai Koya da Namba e poi con la funicolare da Gokurakubashi. Si prenota attraverso i siti dell’associazione turistica di Koyasan o dell’associazione degli shukubō, con parecchio anticipo.

Il Sacro Eremo di Camaldoli  ©Buffy1982 / Shutterstock
Il Sacro Eremo di Camaldoli ©Buffy1982 / Shutterstock

Camaldoli, Toscana: il grande silenzio dalle nove e mezza di sera

Nel Casentino, dentro il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la comunità di Camaldoli accetta gli ospiti in due spazi. La foresteria del monastero arriva a centocinquanta posti, tra camere singole e camere a più letti, tutte con bagno interno, e funziona anche per gruppi e per chi cerca semplicemente qualche giorno di riposo.

Il Sacro Eremo, più in alto, è adatto a chi vuole fare un ritiro personale, seguendo il ritmo del raccoglimento e del silenzio, nelle stanze e nei corridoi, con il grande silenzio dalle 21.30 fino alle lodi del mattino. È possibile seguire la preghiera corale, che nei giorni feriali comincia con il mattutino alle 6 e si chiude con la compieta alle 20.30, e può chiedere di incontrare un monaco. La cappella del Vaso di Creta resta aperta a qualsiasi ora.

Non ci sono opzioni per prenotare online, ma si fa una chiacchierata al telefono con il padre foresterario.

In inverno, la foresta che circonda l’eremo offre uno spettacolo che suggerisce intimità e riflessione. La Riserva Integrale di Sasso Fratino, la prima riserva integrale istituita in Italia, nel 1959, è dal 7 luglio 2017 parte del sito UNESCO delle faggete vetuste europee: i ricercatori dell’Università della Tuscia vi hanno trovato faggi di oltre cinquecento anni, una delle dieci foreste decidue più antiche dell’emisfero settentrionale. La riserva è chiusa al pubblico, ma la fascia di foresta protetta che la circonda fa parte dello stesso riconoscimento UNESCO e si percorre con la rete di sentieri del Parco.

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Il Monastero di Christ in the Desert  in New Mexico ©Jim Ekstrand / Shutterstock
Il Monastero di Christ in the Desert in New Mexico ©Jim Ekstrand / Shutterstock

Abiquiu, New Mexico: i benedettini in fondo a una strada sterrata

Il Monastero di Christ in the Desert è una comunità benedettina cattolica nel nord del New Mexico, sulle rive del fiume Chama.

La comunità accoglie sia visitatori per la giornata sia ospiti che si fermano a dormire per un ritiro autogestito, e invita chi arriva a pregare insieme ai monaci. La liturgia occupa la giornata intera, dalle 4 del mattino alle 19.30, e la messa conventuale della domenica è alle 9.15.

Gli ospiti non sono mai più di dieci. Si arriva solo il martedì o il venerdì, fra le 14.30 e le 17, e la durata dipende dal giorno: chi entra di martedì resta dalle tre alle cinque notti, chi entra di venerdì esattamente due. Si riparte entro le 9.30, le 11.30 la domenica, e la domenica e il lunedì notte non si dorme. Il pasto principale si consuma con i monaci nel refettorio grande, in silenzio, a parte la lettura a tavola, mentre la colazione dopo la messa e la cena leggera dopo i vespri si prendono nel refettorio degli ospiti. I pasti sono semplici e prevedono pesce, pollame, riso, fagioli, insalata.

Si prenota compilando il modulo sul sito del monastero. Per qualsiasi domanda, comprese le condizioni della strada, si scrive al guestmaster, il monaco che si occupa degli ospiti, dal suo modulo di contatto.

La stanza di un monaco al Wat Suan Mokkh, in Thailandia ©Thor Jorgen Udvang / Shutterstock
La stanza di un monaco al Wat Suan Mokkh, in Thailandia ©Thor Jorgen Udvang / Shutterstock
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Wat Suan Mokkh, Thailandia: dieci giorni di silenzio

L’International Dharma Hermitage del Wat Suan Mokkh, a Chaiya, organizza un ritiro ogni mese. L’iscrizione si fa solo di persona, il giorno prima, cioè l’ultimo del mese precedente, entro le 15, senza alcuna possibilità di prenotare in anticipo per posta, telefono o email. I posti vanno a chi arriva prima. È previsto un colloquio obbligatorio con lo staff. La quota è di 2.000 baht, non rimborsabile, e copre tutto il ritiro senza costi aggiuntivi. Chi arriva con un giorno di anticipo può dormire gratuitamente nel monastero principale prima dell’iscrizione.

Poi comincia il silenzio, che parte subito dopo il discorso di orientamento del giorno di iscrizione e si interrompe solo l’undicesimo giorno alle 5.45. Sveglia alle 4. Colazione, pranzo e tè alle 18, e la cena non è prevista. Tutte le attività in programma sono obbligatorie, con l’unica eccezione dello yoga. I cancelli chiudono alle 21.15, le luci si spengono alle 21.30. È un ritiro da prendere sul serio, che richiede una partecipazione piena, e chi non è sicuro di volerla dare è invitato ad andarsene prima di cominciare.

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