Vietnam da nord a sud. Il gusto del primo viaggio

10 minuti di lettura

Il Vietnam sorprende per la sua capacità di tenere insieme memoria e modernità. Ecco un itinerario da nord a sud per un primo assaggio della sua storia, della sua cultura e dei suoi sapori: da Hanoi a Ho Chi Minh City, attraversando baie leggendarie, antiche capitali imperiali e il Delta del Mekong.

Milioni di motorini affollano ogni giorno  la capitale Hanoi; © Francesca Motta
Milioni di motorini affollano ogni giorno la capitale Hanoi; © Francesca Motta
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Una data memorabile

Il 2 luglio 2026 a Ho Chi Minh, in Vietnam, per un quarto d’ora si è fermato il traffico. Evento a dir poco straordinario per una città formicolante, tipica del Sud-Est asiatico.

Gli sciami di motorini che intasano le arterie della città, da oltre 9 milioni di abitanti, hanno spento i motori e puntato il naso all’insù. Dalla torre Saigon Marina IFC si sono scatenati fuochi d’artificio da ultimo dell’anno per celebrare una data storica: 50 anni fa, dopo la riunificazione del Vietnam, la città perdeva il nome di Saigon per diventare Ho Chi Minh City, in onore dell’eroe nazionale.

Da quella data di anni ne sono passati e il Vietnam ha cambiato passo, diventando un Paese in rapido movimento, dove storia e modernità convivono in armonia.

Una donna intenta a cucinare il pranzo per le trafficate vie di Hanoi; © Francesca Motta
Una donna intenta a cucinare il pranzo per le trafficate vie di Hanoi; © Francesca Motta

Phở e Cong Café, l’assaggio del Paese

Il volo diretto dall’Italia, il Malpensa-Hanoi di Vietnam Airlines, ti catapulta direttamente nel cuore del Paese ancor prima dell’alba. Varcata la soglia dell’aeroporto, l’umidità ti avvolge e, tra aprile e ottobre, a tratti ti stordisce. Il miglior battesimo è l’approccio d’urto (anche se sono le cinque di mattina), ovvero buttarsi in un phở caldo, la tipica zuppa vietnamita di spaghetti di riso mangiata a tutte le ore a cui si aggiunge carne o pesce, verdure e piccante a scelta.

Per capire Hanoi, la capitale, serve poco: la vita si svolge in strada, negli ingressi di case e negozi, sui marciapiedi, nei parchi cittadini e si svela attraverso gesti quotidiani, ritmi e abitudini che diventano parte del paesaggio, in un movimento continuo che ha regole proprie.

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Una donna prega presso il Tempio della Letteratura ad Hanoi; © Francesca Motta
Una donna prega presso il Tempio della Letteratura ad Hanoi; © Francesca Motta

Cosa vedere a Hanoi

Nella capitale, tra i luoghi che meritano una visita attenta ci sono il Palazzo Presidenziale, nel cui parco si trova la casa dove Ho Chi Minh scelse di vivere fino alla morte nel 1969 e la celebre Pagoda a pilastro unico.

Poco distante si trova il Tempio della Letteratura (Văn Miếu), uno dei complessi storici più importanti della città, fondato nel 1070 e dedicato a Confucio. Qui ha avuto sede la prima università nazionale del Paese (Quốc Tử Giám) e ancora oggi si possono ammirare i giardini, i padiglioni tradizionali e le steli di pietra posizionate sulle tartarughe, simbolo di saggezza e fortuna.

La Repubblica Popolare del Vietnam ha avuto una piccola rosa di grandissimi eroi che ne hanno tracciato la storia ma, vista la paralisi della città del 2 luglio, è palpabile quanto l’eroe nazionale per eccellenza sia uno su tutti, Ho Chi Minh. Nel suo mausoleo, dove si entra in religioso silenzio, si sfila in una lunga processione fino alla salma che, nonostante le voci secondo cui potrebbe trattarsi di una riproduzione in cera, non intacca l’atmosfera pregna di devozione.

Altro spot in città è Hoàn Kiếm, il lago della Spada Restituita, che fa prendere una boccata d’aria dopo il passaggio nell’affollato Old Quarter, composto da 36 vie, ognuna delle quali storicamente legata a un’attività produttiva.

Non può mancare un selfie a Train Street e lo spettacolo delle marionette sull’acqua, che rievoca quelli fatti nelle risaie, impreziosito da una colonna sonora rigorosamente live.

E prima di lasciare la città e continuare il viaggio per la Baia di Halong, il consiglio è di gustare un caffè all’uovo, spruzzato di rum.

Una nota di architettura

La nostra guida, Hung, dati Google alla mano, ci spiega che nella capitale il costo dei terreni, e soprattutto dei piani terra con affaccio sulla strada, è elevatissimo, proprio perché questi spazi sono destinati al commercio.

Chi ha l’occhio del pensionato da cantiere nota subito come le abitazioni più tradizionali siano molto strette e sviluppate in altezza: due piani, con il terzo spesso lasciato a rustico e mai completato. Il quarto, invece, praticamente non esiste perché nella cultura vietnamita il numero quattro è associato alla sfortuna.

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La baia di Ha Long, con le sue tipiche formazioni calcaree che emergono dall’acqua; © Francesca Motta
La baia di Ha Long, con le sue tipiche formazioni calcaree che emergono dall’acqua; © Francesca Motta

Classico ma da mettere in programma: la baia di Halong

Nel settembre 2023 il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO ha approvato l’unione della baia di Ha Long (provincia di Quang Ninh) con l’arcipelago di Cat Ba (città di Hai Phong) trasformando il sito in un’unica area protetta, oggi conosciuta come Ha Long Bay – Cat Ba Archipelago.

Il paesaggio è talmente noto nell’immaginario comune che stupirsi oggi delle centinaia, forse migliaia, di imbarcazioni che costellano alcuni punti della baia non deve sorprendere. Il clamore se lo merita tutto: il paesaggio è così suggestivo che una crociera di due notti e un paio di escursioni, seppur affollate, vanno messe in programma.

La Grotta di Sung Sot (Grotta della Sorpresa), sull’isola di Bo Hon, e l’isola di Ti Top, da cui scattare il selfie della vita dopo il pegno di salire 400 gradini, sono le escursioni più note.

Una notte all’ancora nella baia, il cielo stellato e la bellezza di un’alba che si staglia contro le formazioni calcaree ti mettono in pace con il mondo e sono fondamentali per ricaricare le pile in vista della tappa successiva: Huế.

Il Palazzo An Dinh è la residenza reale meno nota di Hue, costruita da Khai Dinh; © Francesca Motta
Il Palazzo An Dinh è la residenza reale meno nota di Hue, costruita da Khai Dinh; © Francesca Motta
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L’antica capitale dell’Impero, Huế

Un volo Vietnam Airlines ti porta a Huế, la vecchia capitale dell’Impero, dove si cerca di tirare le fila della storia prima dell’avvento del comunismo.

La maestosa Porta del Meridiano, il Palazzo Thai Hoa, i templi della dinastia Nguyễn, come il Tempio To Mieu, e ciò che resta della Città Purpurea Proibita compongono la Città Imperiale di Huế, un complesso che, da solo, meriterebbe una giornata di visita.

Capire la complessa storia della dinastia Nguyễn non è semplice ma basta soffermarsi sull’architettura e sui dettagli decorativi per capirne la grandezza.  A colpire sono soprattutto i mosaici realizzati con frammenti di ceramica e porcellana, una particolare forma di decorazione che racconta l’incontro tra la tradizione vietnamita e le influenze decorative francesi.

Questo mix di stili si ravvisa anche nella tomba dell’imperatore Khai Dinh, nota anche come Ung Lang, che si trova sul monte Chau Chu, a circa 10 chilometri da Huế. Costruita tra il 1920 e il 1931, è l’ultimo e il più sfarzoso mausoleo della dinastia Nguyễn, famoso per unire l’architettura asiatica a quella europea.

Per chiudere una giornata non può mancare un giro in barca sul Fiume dei Profumi e una visita alla Pagoda di Thien Mu, situata su una collina che domina il fiume. Fondata nel 1601 da Nguyễn Hoàng, è una delle pagode più antiche e iconiche di Huế, famosa per la sua torre a sette piani, Phước Duyên.

Sala dattilografica del bunker del Palazzo della Riunificazione, a Ho Chi Minh City, l’antica Saigon; © Francesca Motta
Sala dattilografica del bunker del Palazzo della Riunificazione, a Ho Chi Minh City, l’antica Saigon; © Francesca Motta

Saigon, l’Occidente si affaccia

Si riparte e questa volta si vola a Saigon/Ho Chi Minh.

La città è un brulicare di persone che si muovono tra grattacieli di vetro che riflettono una luce del Sud diversa da quella sperimentata più a nord. Non è solo una questione climatica, qui si respira un’aria più familiare con l’Occidente.

Ci sono il Palazzo della Riunificazione, l’ex palazzo presidenziale dove nel 1975 si concluse la guerra del Vietnam; l’Ufficio Postale Centrale, storico edificio in stile francese la cui progettazione viene tradizionalmente associata anche a Gustave Eiffel; e la Cattedrale di Notre-Dame, con le sue caratteristiche torri in mattoni rossi.

Per una passeggiata serale si può scegliere Bui Vien, la vivace strada pedonale del distretto 1, oppure immergersi nei colori e nei profumi del Mercato notturno di Ben Thanh.

La pausa caffè più cool è al The Cafe Apartment, al numero 42 di Nguyen Hue Street: un vecchio condominio degli anni Sessanta trasformato in un curioso alveare verticale di caffè, piccoli negozi e locali.

Tra una tappa e l’altra ho cercato qualche indirizzo meno scontato, utile a chi, una volta viste le attrazioni principali, desidera perdersi un po’ dentro Ho Chi Minh e lasciarsi sorprendere dalla città.

Chi è fan dei capibara può fare tappa al Kapi Café, un locale che ha trasformato la presenza di questi animali nel proprio elemento distintivo. L’esperienza comprende cibo e bevande a tema e la possibilità di osservarli da vicino.

Il Vietnam è anche il luogo dei massaggi e, per chi non vuole entrare nel primo luccicante centro estetico su strada, può fare un’esperienza particolare e farsi massaggiare, con una mancia irrisoria, da persone non vedenti, al Blind Massage Institute, centro adibito alla loro formazione.

E poi la guerra. Un indirizzo nelle retrovie è quello del Museo delle Donne del Vietnam del Sud (Bảo tàng Phụ nữ Nam Bộ), al 202 di via Võ Thị Sáu, nel Distretto 3, che celebra attraverso fotografie, testimonianze scritte e oggetti la dura battaglia delle donne durante il conflitto.

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Via Bui Vien è la celebre 'strada che non dorme mai', cuore pulsante della vita notturna di Ho Chi Minh; © Francesca Motta
Via Bui Vien è la celebre ’strada che non dorme mai’, cuore pulsante della vita notturna di Ho Chi Minh; © Francesca Motta

Il Delta del Mekong a fior d’acqua

Ho Chi Minh lascia addosso l’impressione di una città giovane, dinamica e disponibile a mostrarsi in fretta. Sensazione che svanisce il giorno dopo sulle sponde del Mekong, il fiume più lungo dell’Indocina, il settimo in Asia.

La barca a motore in legno ci porta tra gli isolotti del Mekong, fino a quando lasciamo il corso principale per salire sui sampan, piccole imbarcazioni di legno a remi, guidate da una silenziosa barcaiola con il tipico cappello conico dei contadini, il Nón Lá.

Il viaggio prosegue tra canali fitti di vegetazione, con una breve sosta in una improbabile ma suggestiva fabbrica di caramelle al cocco nel mezzo della giungla.

Poi arriva il pranzo con i piatti tipici della regione: pesce croccante da gustare negli involtini con verdure e il celebre ’pesce orecchio di elefante’ (Cá Tai Tượng). E dopo l’abbuffata arriva ’la pietanza’: le larve della palma da cocco.

Per i più coraggiosi si mangiano vive, dopo un bagnetto nella salsa; per i neofiti, leggermente scottate. Io scelgo la seconda opzione: prendo con bacchette tremanti il verme, indugio un attimo e poi via, lo butto in bocca. Mastico. Il sapore di cocco si sprigiona sulle papille.

Non è certo il piatto che avrei scelto a occhi chiusi, ma alla fine scopro che il coraggio, qualche volta, ha anche un buon retrogusto.

In barca verso una delle tante isole fluviali del Delta del Mekong; © Francesca Motta
In barca verso una delle tante isole fluviali del Delta del Mekong; © Francesca Motta
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Note a piè di pagina

Un primo viaggio in un Paese ha bisogno di supporti che guidino la mente. Io li ho ritrovati in un paio di libri: L’ottimismo del drago di Franco La Cecla e Quando le montagne cantano di Nguyễn Phan Quế Mai.

Conoscere la storia recente del Vietnam è fondamentale per capire il Paese. Un podcast da ascoltare durante il lungo volo è Il Prof di Storia, curato dal professor Paolo, che ha realizzato una dettagliata serie di episodi dedicati alla guerra del Vietnam, partendo dalle origini millenarie del Paese fino agli sviluppi più complessi del conflitto e all’intervento degli Stati Uniti.


Una delle piscine del Pilgrimage Village di Hué; © Francesca Motta
Una delle piscine del Pilgrimage Village di Hué; © Francesca Motta

Gli indirizzi, provati e consigliati

Raggiungere il Vietnam è semplice grazie al collegamento diretto di Vietnam Airlines tra Milano Malpensa e Hanoi, operativo tre volte alla settimana, il martedì, il venerdì e il sabato. Il volo VN72 parte da Milano alle 12:45 e atterra ad Hanoi alle 4:45 del giorno successivo, mentre il VN73 decolla dalla capitale vietnamita alle 00:50 e arriva a Malpensa alle 7:40.

Per chi parte da altre città italiane sono disponibili collegamenti con ITA Airways verso Milano Malpensa. Inoltre, grazie all’accordo tra Trenitalia e Vietnam Airlines, è possibile acquistare un unico biglietto che combina il viaggio ferroviario con quello aereo, una soluzione pratica che semplifica gli spostamenti. Vietnam Airlines offre comunque collegamenti dall’Italia attraverso gli hub europei di Francoforte, Monaco e Parigi, in collaborazione con ITA Airways, Air France e Lufthansa.

Alcuni indirizzi: Rey Hotel a Hanoi, un’ottima base per esplorare la capitale; a Huế il consiglio cade sul Pilgrimage Village, immerso nel verde e ideale per concedersi una pausa di relax. A Ho Chi Minh City il Northern Charm Hotel è una soluzione comoda e pratica per visitare la città.

Per vivere appieno la baia di Ha Long, infine, la crociera di Paradise Vietnam permette di trascorrere una o due notti tra le iconiche formazioni calcaree e di raggiungere alcune delle escursioni più suggestive dell’arcipelago.


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