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Umbria Tourism

La nuova miniguida Lonely Planet per viaggiare tra il noto e l'inaspettato nel cuore dell'Umbria

Redazione Lonely Planet
4 minuti di lettura

Un teatro con appena 99 posti, una foresta vecchia di milioni di anni, un paese che si ricostruisce pietra dopo pietra. E poi grotte, vulcani spenti, borghi di pescatori e antiche botteghe. La nuova miniguida digitale Lonely Planet Umbria. 5 itinerari nelle aree interne, realizzata in collaborazione con la Regione Umbria e in download gratuito, ci porta alla scoperta di cinque territori che hanno molte storie da raccontare.

Panicale; © Bjorn van der Meijs/Shutterstock
Panicale; © Bjorn van der Meijs/Shutterstock
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Quando basta cambiare strada

Dimenticate per un momento i panorami da calendario e le colline con i cipressi. O meglio, tenetele pure: fanno parte del paesaggio umbro e sarebbe un peccato rinunciarvi. Ma provate a cambiare strada. Potreste ritrovarvi davanti a un mammut, scendere nelle viscere di un vulcano o attraversare una valle sospesi a 175 metri d’altezza.

Sono alcune delle sorprese raccolte nella guida digitale Lonely Planet, che invita a esplorare l’Umbria seguendo cinque percorsi di due giorni. Dal Trasimeno alla Valnerina, passando per l’Orvietano, la Media Valle del Tevere e il Nord-est, 24 pagine di idee per viaggiare tra luoghi celebri e scoperte decisamente meno scontate.

In bicicletta lungo le sponde del Lago Trasimeno; © REDMASON/Shutterstock
In bicicletta lungo le sponde del Lago Trasimeno; © REDMASON/Shutterstock

Il Trasimeno, a ritmo di pedali (e traghetti)

La prima buona notizia è che per esplorare il Trasimeno non serve necessariamente un’automobile. La ciclovia che segue le sponde del lago misura 58,4 km ed è collegata alle stazioni ferroviarie e agli approdi dei traghetti. Si può partire da Castiglione del Lago, pedalare fino a Tuoro, dove Annibale inflisse una memorabile sconfitta ai romani, e imbarcarsi per l’Isola Maggiore, dove ancora oggi si lavora il merletto.

Ma il lago è solo metà della storia. A Città della Pieve e Panicale si incontrano i paesaggi del Perugino, a Piegaro si scopre come si lavorava il vetro già nel Medioevo e a Pietrafitta ci si trova faccia a faccia con lo scheletro quasi completo di un mammut. Non male, per un fine settimana.

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Città della Pieve; © Fani Kurti/iStockphoto/Getty Images
Città della Pieve; © Fani Kurti/iStockphoto/Getty Images

Orvieto, sopra e sotto la superficie

A Orvieto tutti guardano in alto, verso la facciata del Duomo. Ma per capire davvero questa città bisogna anche guardare sotto i piedi: la rupe nasconde circa 1200 cavità scavate nel tufo e il Pozzo di San Patrizio sprofonda per 54 metri, con due scale a spirale che non si incontrano mai.

Da qui si passa dall’Oasi WWF di Alviano, frequentata dagli uccelli migratori, alle rocce vulcaniche di San Venanzo, dove si trova la rarissima venanzite, per poi proseguire fino alla Scarzuola, vicino a Montegabbione: un ex convento trasformato dall’architetto Tomaso Buzzi in una visionaria città-teatro, tra torri, scale e architetture cariche di simboli.

Il Pozzo di San Patrizio; © Serge Yatunin/iStockphoto/Getty Images
Il Pozzo di San Patrizio; © Serge Yatunin/iStockphoto/Getty Images
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Un teatro minuscolo e alberi che hanno visto la preistoria

Nella Media Valle del Tevere, a pochi chilometri da Todi, c’è un teatro nato nel 1808 grazie all’iniziativa di nove famiglie. È il Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio: 99 posti, palchi affrescati e una storia che comprende un tetto crollato, una lunga chiusura e gli abitanti che si autotassano per salvarlo.

Poco più a sud, a Dunarobba, il tempo si misura invece in milioni di anni. Qui una cinquantina di tronchi di conifere gigantesche è rimasta sepolta nell’argilla, conservando perfino la posizione originale delle radici. Non sono alberi pietrificati: è ancora legno, vecchio di due-tre milioni di anni. Due luoghi diversissimi, accomunati da qualcosa di raro: sono sopravvissuti.

Il Museo Foresta Fossile di Dunarobba; © Universal Images Group North America LLC / DeAgostini/IPA/ALAMY
Il Museo Foresta Fossile di Dunarobba; © Universal Images Group North America LLC / DeAgostini/IPA/ALAMY

Valnerina, la forza di ricominciare

In Valnerina il terremoto del 2016 è ancora parte della storia quotidiana. A Norcia la Basilica di San Benedetto è stata ricostruita recuperando le pietre originali. A Campi, un piccolo borgo gravemente colpito dal sisma, gli abitanti hanno dato vita a Back to Campi, un progetto che ha restituito al paese spazi per accogliere visitatori.

La valle, intanto, continua a sorprendere: ci sono i prati fioriti di Castelluccio, i telai ancora funzionanti del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco, le mummie conservate naturalmente nella cripta di Ferentillo. E c’è l’ex ferrovia Spoleto-Norcia, un prodigio ingegneristico del 1926, il cui tracciato è oggi in parte recuperato dalla Greenway del Nera.

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Parapendio nel Parco del Monte Cucco; © Massimo Rivenci/IPA/ALAMY
Parapendio nel Parco del Monte Cucco; © Massimo Rivenci/IPA/ALAMY

Gubbio e il Monte Cucco: questione di altitudine

A Gubbio si sale. Prima verso Piazza Grande, sospesa su enormi arconi, poi a bordo degli insoliti cestelli della funivia che raggiunge la Basilica di Sant’Ubaldo. Nel vicino Parco del Monte Cucco, invece, si può scegliere se decollare in parapendio oppure scendere nelle profondità di un sistema carsico che si estende per 30 km.

L’ultimo itinerario tocca anche Montone, dove si sente ancora battere il ferro nelle botteghe, poi Gualdo Tadino, custode della tradizione della ceramica a lustro, e infine Nocera Umbra, nota da secoli per le sue sorgenti. Qui conviene avere una borraccia a portata di mano.

Ceramiche a lustro custodite al Museo Opificio Rubboli di Gualdo Tadino; © Paolo Reda - REDA &CO/IPA/ALAMY
Ceramiche a lustro custodite al Museo Opificio Rubboli di Gualdo Tadino; © Paolo Reda - REDA &CO/IPA/ALAMY
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Cinque itinerari, molti modi di viaggiare

Umbria. 5 itinerari nelle aree interne raccoglie tutto questo in formato PDF: cinque percorsi di due giorni, cartine, approfondimenti, prodotti tipici, esperienze insolite e un calendario di eventi. Un invito a scoprire un’Umbria che non coincide soltanto con le sue mete più note e che, soprattutto, non ha bisogno di essere reinventata per stupire. Basta sapere dove andare a cercare.

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