Cicheti a Venezia: cosa sono, dove mangiarli e come fare il giro dei bacari

Bicchieri di vino e piccoli spuntini: per gli amici, ombre e cicheti. La più radicata e peculiare forma di socialità legata al cibo, a Venezia, va in scena ogni giorno nei bacari: mescite il cui nome deriva dal dio Bacco. Rito locale per eccellenza, è anche un ottimo modo per il visitatore di assaggiare tante specialità e di immergersi in quel che rimane di vero in città.

Una vetrina di cicheti a Venezia © Aflexis/Shutterstock
Una vetrina di cicheti a Venezia © Aflexis/Shutterstock
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Cosa sono i bacari

I bacari sono mescite veneziane: locali dove ci si ferma per bere, si spizzica qualcosa, si chiacchiera, poi si va avanti. Non sono ristoranti, anche se alcuni servono pasti. Il modello è quello della sosta breve, della conversazione in piedi, del passaggio da un posto all’altro. Fare il giro dei bacari è ancora uno dei modi più efficaci per entrare nella socialità veneziana, assaggiare sapori diversi e muoversi nel tessuto della città senza seguire itinerari prefissati.

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Cosa sono i cicheti (e cosa non sono)

Il termine viene dal latino ciccum, che significa piccola quantità. Un cicheto è un piccolo assaggio pensato per accompagnare il vino, non per sostituire un pasto. Serve a placare un languorino, a condividere qualcosa, a prendere tempo.

La distinzione conta. Decine di posti a Venezia dichiarano di servire cicheti, ma spesso portano solo crostini di pane farciti in modi diversi. I cicheti veri affondano le radici nella tradizione culinaria lagunare: polpo bollito, frittata, baccalà mantecato, sarde in saor. Anche se a una certa ora tutto sembrerà invitante, se volete vivere un’esperienza da veri veneziani, cercate i quelli della tradizione.

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Il tramezzino veneziano © SingerGM /Shutterstock
Il tramezzino veneziano © SingerGM /Shutterstock

Il tramezzino veneziano: un caso a parte

Il tramezzino veneziano merita un discorso separato perché non assomiglia a quello che si trova nel resto d’Italia. Per definirsi tale deve essere schiacciato agli angoli e gonfio al centro, dove raggiunge un’altezza di cinque o sei centimetri. I classici sono tonno e uova oppure prosciutto e uova, ma le varianti sono molte: dalle versioni tutte verdura alle combinazioni più ardite come salame e baccalà.

Nel tempo il tramezzino veneziano ha guadagnato lo stesso statuto dei cicheti: fa parte del panorama gastronomico della città a pieno titolo.

I bacari sono ovunque a Venezia, anche a Rialto © Catarina Belova  /Shutterstock
I bacari sono ovunque a Venezia, anche a Rialto © Catarina Belova /Shutterstock
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I bacari dove fermarsi

Cantina Do Mori, Rialto

Un’istituzione. Atmosfera, proposte e clientela sono quello che a Venezia si intende per "classico veneziano": fascino autentico, nessuna concessione all’aggiornamento estetico, cicheti della tradizione preparati con continuità. Il polpo bollito e la frittata sono i riferimenti; il tramezzino con uova e acciughe è tra gli intramontabili. Chiuso la domenica.

All’Arco, Rialto

A due passi dalla Cantina Do Mori, ma con una posizione editoriale diversa. Con la gestione di Matteo Pinto il locale si è rilanciato sui crostini-gourmet, con un’attenzione maniacale alle materie prime e alle preparazioni. La carta dei vini è all’altezza dei crostini. Per chi vuole la tradizione aggiornata senza snaturarla. Chiuso la domenica.

Bar Rialto

Il tramezzino gonfio come manifesto. Questo locale ha fatto della sperimentazione sul tramezzino la sua cifra: le opzioni sono molte, le dimensioni rispettano il formato veneziano, il risultato è spesso all’altezza di un pasto vero. Un posto dove fermarsi anche solo per capire fino a dove può arrivare un tramezzino.

Trattoria Ca’ d’Oro/Alla Vedova, Strada Nova

Le polpette di questo locale sono abbastanza famose da giustificare una deviazione rispetto al percorso logico tra Rialto e il centro. La Trattoria Ca’ d’Oro, nota come Alla Vedova, è un riferimento consolidato in zona Strada Nova.

Vecia Carbonera, vicino alla stazione

Nel traffico continuo tra la stazione ferroviaria e il centro, questo bacaro di quartiere è il posto dove rallentare. Un luogo di "calma e cibo" nel viavai del percorso più battuto della città.

Osteria La Scuela, Castello

Nei meandri di Castello, uno dei sestieri più autentici e meno percorsi dai turisti, questo bacaro-trattoria unisce ombre e cicheti alla possibilità occasionale di musica dal vivo. Un motivo in più per spingersi oltre San Marco.

Come fare il giro dei bacari

Non esiste un ordine fisso. Il giro dei bacari funziona per accumulo: ci si ferma in un posto, si beve un’ombra, si mangia qualcosa, si va avanti in una forma di esplorazione non ha senso pianificare.

L’orario più indicato è il tardo pomeriggio, quando i locali sono frequentati dalla gente del posto prima di cena. In quel momento il giro dei bacari resta un rituale di socialità veneziana che il visitatore può osservare, praticare e, con un po’ di pazienza, condividere.

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