7 giardini da scoprire a Venezia

Venezia è in cima a molte liste diverse, ricca di arte, storia, opulenta eppure in qualche modo segreta, stretta tra le mura che si infilano nella Laguna. Ci sono le grandi icone, come Piazza San Marco e la sua Basilica, il Ponte di Rialto, i suoi musei d’arte, i suoi canali e le sue calli. Forse, però, c'è un aspetto della città lagunare che resta poco conosciuto, quello dei suoi giardini. Andiamo allora alla scoperta di questi angoli verdi, ricchi di storia e di bellezza, nascosti all’interno del suo tessuto urbano.

Parco delle Rimembranze, Venezia ©Emily Goodwin / Shutterstock
Parco delle Rimembranze, Venezia ©Emily Goodwin / Shutterstock
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I Giardini Pubblici di Castello

Iniziamo da quelli che, forse, sono i più famosi di Venezia. Realizzati tra il 1808 e il 1812 per volere di Napoleone, i Giardini Pubblici di Castello o della Biennale sono stati tra i primi parchi pubblici d’Italia. Verso la fine del secolo, 42.000 mq di quest’area vennero ceduti all’Ente della Biennale, e qui negli anni sono stati costruiti 29 padiglioni che ospitano le opere dei rispettivi paesi durante la Biennale d’Arte.

Vale la pena visitare i Giardini Pubblici di Castello anche per la Serra dei Giardini, un’orangerie in stile Liberty, conosciuta anche con il nome di Serra Margherita. In ferro e vetro, questo affasciante spazio ospita oggi una fioreria, con accanto un accogliente Caffè, ed è sede di eventi culturali e laboratori didattici dedicati al mondo naturale.

Il campanile di San Marco visto dai giardini Reali di Venezia ©Mistervlad / Shutterstock
Il campanile di San Marco visto dai giardini Reali di Venezia ©Mistervlad / Shutterstock

I Giardini reali di Venezia

Voluti da Napoleone, i Giardini Reali di Venezia si trovano tra le Procuratie Nuove e il Bacino di San Marco e sono uno dei parchi pubblici più belli d’Italia, dove fare una passeggiata nel verde, prendere un caffè o un aperitivo. Di notevole interesse sono anche la Serra e il ponte levatoio, recentemente restaurato. Se ci andate in primavera, non perdetevi la fioritura, che è spettacolare.

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L’Hortus Redemptoris

Si tratta dello storico orto giardino del convento dei Frati Cappuccini della Chiesa del Santissimo Redentore, sull’isola della Giudecca. Al suo interno ci sono circa 2500 piante, tra ulivi, cipressi, e vecchi alberi da frutto, la vasca delle ninfee, l’orto, le specie aromatiche e un pergolato avvolto da viti, rose rampicanti, bignonie e glicini.

Vista del Palazzo Savorgnan e del suo parco a Venezia, Italia ©Massimo Pollani / Shutterstock
Vista del Palazzo Savorgnan e del suo parco a Venezia, Italia ©Massimo Pollani / Shutterstock

Il Parco Savorgnan

Nato come orto botanico, il Parco Savorgnan si trova a pochi passi dal Ponte delle Guglie e oggi è uno dei parchi pubblici più estesi della città. Ci sono panchine lungo i vialetti alberati, fontanelle di acqua potabile, un’area giochi per bambini e, tra la vegetazione, sono inseriti anche diversi elementi architettonici storici. 

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Il Giardino Mistico

Ispirato ai giardini monastici medievali, questo giardino si trova all’interno dell’antico Convento degli Scalzi, a lato della Chiesa di Santa Maria di Nazareth (o degli Scalzi) e permette di capire meglio la biodiversità lagunare. È visitabile dalla primavera all’autunno, su prenotazione.

I Giardini Papadopoli

Questo piccolo spazio situato vicino a Piazzale Roma, nel luogo più funzionale degli accessi a Venezia, permette di respirare un attimo prima di entrare nel sestiere di Santa Croce, quando si arriva in città.

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Il labirinto di Borges, Venezia ©Don Mammoser / Shutterstock
Il labirinto di Borges, Venezia ©Don Mammoser / Shutterstock

Il labirinto di Borges

Si trova sull’Isola di San Giorgio Maggiore ed è stato realizzato nel 2011 dalla Fondazione Giorgio Cini, in occasione dei 25 anni dalla morte di Jorge Luis Borges. Le 3250 piante di bosso che lo compongono riproducono il nome dello scrittore e poeta argentino. Lungo il percorso sono inseriti alcuni elementi vegetali che riproducono simboli dell’immaginario borgesiano – un bastone, una clessidra e della sabbia, una tigre, specchi e un grande punto interrogativo. Dopo un intervento di restauro conservativo, il labirinto ha da poco riaperto al pubblico.

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