Dodici libri di viaggio da leggere quest'estate

Per me essere in vacanza vuol dire avere tempo da buttare. Ozio, nel buon senso romano del termine. E una delle prime cose che amo fare, in questo caso, è leggere. Sotto l'ombrellone, ma ancora meglio all'ombra di un albero, con le cicale in (lontano) sottofondo e qualcosa di fresco da bere in prossimità. Il problema è che, una volta creato l'isolamento perfetto, se il libro è brutto, l'immagine fa presto a guastarsi. Allora ho cercato di leggere prima delle vacanze libri diversi, per cercare di aiutarvi. La verità è che qualcuno è ancora a metà, qualcun altro non sono ancora riuscita a leggerlo, ma mi è stato consigliato così tanto che lo metto sul piatto, anzi, sul telo mare, così che possiate giudicare.

Leggere, in vacanza, è tutta un’altra cosa ©NorthSky Films/Shutterstock
Leggere, in vacanza, è tutta un’altra cosa ©NorthSky Films/Shutterstock
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A Lesbo con Saffo, di Elisabetta Garieri (Giulio Perrone Editore)

Svelto da leggere, ma con dei punti che restano e su cui si torna con la mente, anche a distanza di giorni. Non fatevi ingannare da Saffo, perché nonostante l’antica poetessa permei il libro con la sua presenza, la scrittura della Garieri non è una ricerca forzata o anacronistica delle sue tracce sull’isola. No, la trasforma in una compagna di viaggio, una presenza che ci guida sulla sua isola, lasciando che la poesia emerga di tanto in tanto tra le crepe del presente. Si sente l’amore per il luogo, ma è un amore a occhi aperti. Si cammina con lei sulle strade di Lesbo e ci si ritrova nel cuore della fortezza Europa, tra turismo, poesia e naufragi, e tutto resta molto lucido, anche il passato, come ripulito dal vento dell’isola.

Il libro del sud, di Jurica Pavičić (Keller)

Pavičić, scrittore e giornalista croato già noto qui per i suoi noir, raccoglie venticinque riflessioni su Dalmazia, Adriatico e Mediterraneo. Racconta una Croazia che non esiste più, senza fronzoli, annotando le stonature e gli orrori del turismo di massa. Non sempre si trovano riflessioni innovative, ma il suo racconto lucido sa unire ricordi d’infanzia, legati a un Adriatico che non c’è più, alle trasformazioni sotto gli occhi di tutti. Un libro da leggere con un occhio alla pagina e uno a quel che ci accade intorno, anche per chiederci quali scelte possiamo fare per rendere le coste e le città del Sud più vivibili.

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La notte dei mille inferi, di Intan Paramaditha (add editore)

Tre sorelle, tre destini scritti da una nonna che le chiamava la custode, la viaggiatrice e la sposa. Poi la sposa si fa esplodere in un attentato, portando con sé marito e figli, e il romanzo si apre da lì, tra la provincia di Lampung, Jakarta e New York. Paramaditha è scrittrice, attivista e studiosa femminista indonesiana, vive a Sydney, e ha scritto un libro che è un capolavoro. Non è un libro di viaggio, ma è perfetto per chi vuole avvicinarsi a quell’Indonesia che non si fa notare da un turista frettoloso. Non siamo a Bali, ma in un paese enorme e complicato che Paramaditha ci lascia osservare attraverso il dolore di una famiglia.

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Ho fatto un sogno in mandarino, di Alessandro Ceschi (EDT)

Ceschi ha ventitré anni, è appena laureato e disoccupato, quando decide che Pechino può essere un modo per uscire dalla stagnazione italiana. Ci si trasferisce in un mese. Il libro, scritto prima in cinese e diventato un caso letterario prima di arrivare in italiano, racconta gli anni da studente e da straniero di lungo corso: set cinematografici, il lockdown di Shanghai, un Capodanno in un villaggio del Sichuan. È un diario di trasformazione identitaria più che un reportage, e si porta dentro la leggerezza di chi non ha ancora deciso se quel paese diventerà casa o resterà per sempre un luogo temporaneo.

Il segreto della marmellata di lamponi, di Karim Zaimović (Racconti Edizioni)

Zaimović aveva ventiquattro anni quando una granata lo ha ucciso, nel 1995, durante l’assedio di Sarajevo. Prima, su Radio Zid, aveva deciso che la città avesse bisogno di letteratura e aveva cominciato a inventare storie, biografie false, sortite alla Borges, per dare ai sarajevesi qualcosa a cui pensare mentre fuori cadevano le bombe. In Bosnia è un libro di culto, e ora è arrivato in italiano. In un’estate in cui Sarajevo torna tra i titoli come una delle capitali più convenienti d’Europa, può essere la lettura giusta da portare con sé per capire meglio questa città magnifica e complessa.

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Tunisi mon amour, di Leonardo Martinelli (EDT)

Martinelli, che scrive di Tunisia da anni per La Repubblica, qui si impegna a farci conoscere Tunisi attraversandola a piedi, in taxi collettivo, a nuoto, di giorno e di notte. Ci porta nel mezzo della medina, nella periferia sud, a Sidi Bou Said e Cartagine, costruendo il libro sulle voci di chi incontra nei suoi peregrinaggi: immigrati subsahariani, fedeli dei mausolei sufi, discendenti degli italiani di Tunisi. Già che ci siete, dopo averlo letto date un’occhiata alla nostra guida Tunisia, perché siamo sicuri vi verrà voglia di vedere con i vostri occhi tutto quel che avrete già imparato ad amare.

Guide e prodotti consigliati:

Guida di viaggio

Tunisia

Acqua sporca, di Nadeesha Uyangoda (Einaudi)

Premio Campiello Opera Prima 2026, finalista allo Strega. Neela lascia l’Italia dopo trent’anni per tornare in Sri Lanka, e intorno a questa decisione si muovono le sorelle rimaste sull’isola e la figlia cresciuta in provincia italiana. Uyangoda scrive per Internazionale e qui racconta quello che si potrebbe chiamare un lutto migratorio: la perdita mai definitiva di una lingua, di odori, di gesti che si fanno senza pensarci.

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Viaggio nel Liberland, di Timothée Demeillers e Grégoire Osoha (Keller)

Per chi cerca un’avventura insolita, che si infila nei Balcani ma ben lontano dalle mete più conosciute, raccontata con uno stile improbabile, Liberland è il reportage che vi sorprenderà. Racconta la storia tanto vera quanto assurda di una micronazione libertariana nata su un pezzo di terra conteso tra Croazia e Serbia.

Nelle campagne del Liberland © Dusanka Ljubojevic /Shutterstock
Nelle campagne del Liberland © Dusanka Ljubojevic /Shutterstock

L’incredibile storia dello stambecco delle Alpi, di Franco Brevini (EDT)

Anche qui andiamo un po’ oltre il concetto di libro di viaggio, soffermandoci in una destinazione che attrae sempre di più i viaggiatori: la montagna. Brevini ricostruisce la storia dello stambecco alpino, quasi estinto a inizio Ottocento e salvato da un’operazione di conservazione durata due secoli, tra bracconieri, guardaparco e le Regie Patenti dei Savoia. Questa cronaca di un miracolo naturalistico, che racconta del rapporto fra natura e potere, la immagino da leggere al fresco alpino, su una terrazza da cui la mattina, con un po’ di fortuna, si esce con in mano il caffè bollente, sorprendendo uno stambecco.

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Mediterraneo, AA.VV. (Giulio Perrone Editore)

Questo libro ancora non l’ho letto, ma lo segnalo per celebrare sia il centesimo titolo della collana Passaggi di Dogana, sia il nostro mare, sempre più caldo. Dieci scrittrici e scrittori italiani, tra cui Rosella Postorino, Paolo Di Paolo e Gabriella Genisi scrivono intorno a un solo spazio: il Mediterraneo.

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Bomarzo, di Manuel Mujica Láinez (Sur)

Sur ha ripubblicato Bomarzo, romanzo argentino del 1962, uscito in Italia nel 1999 per Sette Città e da tempo introvabile. Racconta in prima persona, dall’aldilà, la vita di Pier Francesco Orsini, il duca che nel Cinquecento fece costruire il Parco dei Mostri a pochi chilometri da Viterbo. Borges lo considerava uno dei grandi romanzi argentini del Novecento. Leggetelo pensando al giardino vero, decidete voi se prima o dopo averlo visitato di persona.

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La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai (Adelphi, traduzione di Giuseppina Oneto)

Chiudo con il ritorno di Kiran Desai, diciannove anni dopo il Booker Prize vinto con Eredi della sconfitta. Più che un romanzo di viaggio, qui si parla di sradicamento, ma se amate leggere di luoghi diversi troverete di che divertirvi. Si parte da un college nel gelido Vermont e nella New York degli anni Novanta, per incontrare due personaggi che le famiglie vogliono forzare in un matrimonio combinato. Si conosceranno davvero su un treno notturno in India, lungo un viaggio di cui vi sentirete subito parte.

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