Preparare un viaggio in Kenya: libri, film, canzoni e un po' di swahili
Dalla straordinaria fauna selvatica alle spiagge sabbiose ai verdissimi altopiani, il Kenya regala esperienze fantastiche a chi lo visita. Per mettervi nelle condizioni di preparare al meglio il viaggio abbiamo chiesto ai nostri esperti di segnalarci alcuni libri, film e canzoni legati al paese equatoriale; abbiamo aggiunto un utile frasario e qualche indicazione pratica su come fare la valigia: in questo modo inizierete a vivere il Kenya già prima di partire.
5 libri da leggere per conoscere un po’ meglio il Kenya
Jonathan Scott’s Safari Guide to East African Animals (Jonathan Scott; 1997): uno dei migliori libri da portare con sé durante un safari. È stato aggiornato rispetto alla prima edizione e contiene fotografie straordinarie. Disponibile in inglese.
Decolonizzare la mente (Ngũgĩ wa Thiong’o, 1986; edizione italiana Jaca Book 2015): questa raccolta di saggi di una delle più autorevoli figure della letteratura africana prende in esame la lingua e il suo ruolo nel contesto della cultura, della storia e dell’identità nazionale.
Nata libera (Joy Adamson, 1960; edizione italiana Bompiani 2000): il racconto dell’incredibile esperienza di Joy e George Adamson, una coppia di inglesi che per anni si prese cura di Elsa, una cucciola di leone rimasta orfana.
Sognavo l’Africa (Kuki Gallmann, Mondadori 1991): la storia autobiografica dell’ambientalista e scrittrice Kuki Gallmann, vissuta a lungo in Kenya, in un fattoria nella pianura di Laikipia, e impegnata in prima linea nella salvaguardia della natura.
Un giorno scriverò di questo posto (Binyavanga Wainaina, 66thand2nd 2013) : Un memoir/romanzo di formazione in cui l’autore riflette sulla sua vita, la società kenyota e i cambiamenti del paese nell’arco di alcuni decenni.
I film da vedere
The Constant Gardener - La cospirazione (Fernando Meirelles, 2005): tratto da un romanzo di John Le Carrè e girato in Kenya, racconta la storia di un diplomatico britannico in servizio a Nairobi (interpretato da Ralph Fiennes) la cui moglie viene assassinata.
La mia Africa (Sydney Pollack, 1985): l’adattamento cinematografico delle memorie di Karen Blixen è stato girato sulle colline di Ngong, alle porte di Nairobi; protagonisti sono Meryl Streep e Robert Redford.
Nairobi Half Life (David Tosh Gitonga, 2012): la storia di un aspirante attore che, arrivato a Nairobi in cerca di fortuna, finisce per entrare in una gang per difendersi dalle minacce della grande città.
Rafiki (Wanuri Kahiu, 2018): è una delle opere più celebrate del cinema keniota contemporaneo. Racconta la storia d’amore tra due giovani donne in un contesto sociale conservatore e ha fatto storia entrando nella selezione ufficiale del Festival di Cannes, nonostante la censura nel suo paese.
Le canzoni
Mama Africa (Suzanna Owiyo, 2009): un brano afropop dalla "Tracy Chapman del Kenya" che celebra la forza, la bellezza e la resilienza delle donne africane.
Yahweh (Esther Wahome, 2003): il pezzo Kuna Dawa contenuto in questo album si è spinto oltre le proprie origini gospel fino ad affermarsi nelle discoteche.
Nairoberry (K South, 2002): l’album che ha lanciato questo celebre duo, pioniere dell’hip hop keniota.
Amigo (Les Wanyika, 1998): un brano swahili di una delle band più influenti del Kenya, un mix di rumba congolese e influenze dell’Africa orientale.
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Che cosa mettere in valigia
Scarponcini: anche se non avete dei trekking in programma, un paio di scarponcini potrebbe esservi comunque molto utile: chi può escludere, per esempio, che una volta in Kenya non vi si presenti l’occasione di andare alla scoperta della savana? Non sottovalutate, poi, le pessime condizioni dei marciapiedi di Nairobi.
Indumenti estivi, ma non solo: il clima del paese è piuttosto caldo, tanto che presumibilmente indosserete spesso magliette e pantaloncini. Tuttavia, la temperatura può abbassarsi rapidamente, soprattutto nella parte settentrionale del Kenya, e un po’ ovunque nelle ore notturne: vi serviranno quindi anche indumenti più caldi, come maglioni e giacche a vento.
Un cappello: il Kenya si trova all’Equatore, dunque il sole picchia duro. Non dimenticate di mettere in valigia un cappello a tesa larga.
Abbigliamento decoroso: soprattutto lungo la costa, i cui abitanti sono in maggioranza musulmani, è consigliabile indossare abiti non troppo succinti e portare con sé una sciarpa o un pareo per coprire all’occorrenza le spalle e le ginocchia.
Frasario essenziale
In swahili l’accento cade sempre sulla penultima sillaba. Le vocali vanno pronunciate lunghe, ed è importante scandire bene le doppie vocali. Per esempio, daawa ("azione legale") si pronuncia daa·aa·waa: entrambe le a si devono sentire doppie. Pronunciando daa·wa direte una cosa del tutto diversa: "farmaco" (in swahili dawa).
Jambo: parola pidgin swahili (swahili semplificato) usata per salutare i turisti che presumibilmente non comprendono la lingua. Se invece il vostro interlocutore pensa che voi parliate un po’ di swahili potrebbe usare le seguenti espressioni:
Habari gani? (haa·baa·rii gaa·nii): come stai?
Shikamoo (shii·kaa·mooh): una formula più rispettosa, appropriata in particolare per salutare persone più anziane
Kwaheri (kuu·aa·hee·rii): arrivederci
Altre parole utili:
Ndiyo (ndii·yoh): sì
Hapana (haa·paa·naa): no
Tafadhali (taa·faa·đaa·lii): per favore
Asante [sana] (aa·saan·taay saa·naa): grazie (mille)
Karibu (kaa·ree·buu): prego (risposta ad asante)
Pole (pô·lee): mi dispiace
Samahani (saa·maa·haa·nii): scusa
Habari gani? (haa·baa·rii gaa·nii): come stai?
Nzuri / salama / safi (n·zuu·rii / saa·laa·ma / saa·fee): sto bene
Jina langu ni… (gii·naa laan·guu nii): mi chiamo…
Sielewi (sii·ee·lee·wii): non capisco
Iko wapi? (ii·kô waa·pii…): dov’è?
Nifikaje? (nii·fii·kaa·gee): come ci arrivo?
Unaweza kunionyesha katika ramani? (uu·naa·wee·zaa kuu·nii·ô·gnee·sciaa kaa·tii·kaa raa·maa·nii): puoi mostrarmelo sulla cartina?
Ni bei gani? (nii bee gaa·nii): quanto costa?
Nina booking (nii·naa buu·kiin): ho una prenotazione
Nataka… (naa·taa·kaa): vorrei…