Ungheria, uno scrigno di architettura

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Con centinaia di splendidi edifici in stile barocco, neoclassico, eclettico e art nouveau in tutto il paese, l'architettura in Ungheria riflette i tempi buoni, i tempi morti, la lotta per l’indipendenza, le guerre combattute sul suo suolo e la ricostruzione.

Il giardino del  Palazzo Esterházy a Fertőd Travel Enthusiast © tokar /Shutterstock
Il giardino del Palazzo Esterházy a Fertőd Travel Enthusiast © tokar /Shutterstock
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Fondamenta romane

Gli antichi romani furono i primi maestri costruttori dell’Ungheria. Entro la fine del I secolo d.C., avevano già introdotto di tutto, dalla scrittura alla viticoltura, nella loro nuova provincia di Pannonia; soprattutto avevano portato l’architettura in pietra, città per le guarnigioni e insediamenti a ovest e a sud del Danubio.

In città come Pécs (chiamata Sopianae dai romani), Sopron (Scarbantia) e Szombathely (Savaria), troverete necropoli, mura, fori e templi dedicati alla dea Iside. Ma il luogo più completo del periodo romano è la città di Aquincum, nel quartiere di Óbuda, a Budapest, con anfiteatri, case con fontane e strade lastricate. Il sito ospita una splendida mostra sulla fabbricazione dei mattoni e l’uso dell’opus caementum (cemento), un’invenzione romana che consentiva alle colonne di sostenere grossi pesi.

La cappella di Ják © Alexander Ingerman /Shutterstock
La cappella di Ják © Alexander Ingerman /Shutterstock

Vestigia romaniche e gotiche

In Ungheria gli edifici romanici e gotici sono meno numerosi che nei paesi vicini: i mongoli, i turchi e gli Asburgo li distrussero quasi tutti. Quando Stefano ascese al trono nel 1000 d.C. fece costruire una chiesa ogni 10 villaggi. In genere, le chiese erano in stile romanico, con una sola navata, archi a tutto sesto e massicci pilastri. Poche sono giunte fino a noi, ma la duecentesca Chiesa Abbaziale Benedettina di Ják, vicino a Szombathely, è un bell’esempio di architettura romanica con la sua splendida porta speciosa, un portale circondato da 12 cornici decrescenti verso l’apertura e decorato con statue in pietra di Cristo e gli Apostoli. La magnifica abbazia di Pannonhalma nel Transdanubio occidentale è un’altra gemma architettonica. A Budapest, date un’occhiata ai resti del convento domenicano del XIII secolo sull’Isola Margherita.

Il primo edificio eretto in Ungheria (in realtà in tutta l’Europa centrale) nel nuovo stile gotico francese fu il castello di Esztergom, iniziato sotto Béla III (1173-96). Il Palazzo Reale di Budapest incorpora molti elementi gotici, tra cui i sedili lungo le strette vie del Quartiere del Castello e alcune sculture all’ingresso meridionale della Chiesa di Mattia. Le cappelle nella Chiesa Parrocchiale della Città Interna, a Pest, presentano alcuni squisiti tabernacoli gotici. Anche Sopron, Eger e Nyírbátor nel nord-est vantano importanti chiese gotiche. Per quanto riguarda l’arte gotica applicata, date un’occhiata alle pale d’altare del XV secolo nel Museo Cristiano di Esztergom e nella Galleria Nazionale Ungherese a Budapest.

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La Basilica di San Pietro a Pécs  ©Paulo Henrique Pigozzi/Shutterstock
La Basilica di San Pietro a Pécs ©Paulo Henrique Pigozzi/Shutterstock

Rinascimento e occupazione ottomana

Lo stile rinascimentale in architettura trovò il favore del re Mattia Corvino e della moglie italiana, la regina Beatrice, alla fine del XV secolo. Commissionarono ad artigiani italiani la ricostruzione in stile rinascimentale del palazzo gotico di Visegrád. Le grandi dimensioni della residenza, le opere in pietra, le fontane e i giardini erano sulla bocca di tutti nell’Europa medievale. La Cappella del Corpus Domini nella Basilica di San Pietro a Pécs e il Palazzo Reale di Visegrád contengono pregevoli opere d’arte in stile rinascimentale. Ma il Rinascimento ungherese terminò all’inizio del XVI secolo con l’arrivo dei turchi, che distrussero gran parte delle sue maggiori conquiste.

Gli stessi turchi lasciarono dietro di sé un piccolo ma straordinario patrimonio di edifici nuovi o rimaneggiati, come la moschea di Pécs costruita con i materiali provenienti dalla chiesa gotica di san Bertalan, oggi conosciuta come Chiesa Moschea, il minareto, alto 40 m, di Eger e diversi hammam (bagni turchi) a Budapest, tra cui i Bagni Rudas e i Bagni Veli Bej. Una delle massime espressioni dell’architettura religiosa musulmana è la tomba di Gül Baba, a Rózsadomb (Buda).

La moschea di Pécs  © tokar /Shutterstock
La moschea di Pécs © tokar /Shutterstock
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Copioso barocco

Una grande parte del Transdanubio occidentale rimase nelle mani degli Asburgo durante l’occupazione ottomana e fu risparmiata dalla distruzione che interessò il sud e la Grande Pianura. Dopo l’espulsione dei turchi, un secolo e mezzo più tardi, l’influenza di Vienna non fece che aumentare, e il Transdanubio occidentale vide la costruzione delle prime chiese barocche dell’Ungheria, strutture molto elaborate che rappresentavano la risposta della chiesa cattolica agli austeri luoghi di culto delle sette protestanti riformate. Si costruirono anche molti edifici secolari in stile barocco, e la tonalità di marrone medio-chiaro, che nel XVIII secolo divenne il colore tipico di tutti gli edifici amministrativi e di molte chiese, divenne nota come ‘giallo Maria Teresa’.

Troverete esempi di architettura sacra in stile barocco in tutte le città dell’Ungheria. Per vedere edifici barocchi più grandiosi, visitate il Palazzo Esterházy a Fertőd, nel Transdanubio occidentale, o la Chiesa Minorita e il vicino Palazzo Arcivescovile a Eger. Gli altari decorati nella Chiesa Minorita di Nyírbátor e nella Chiesa Abbaziale di Tihany sono capolavori barocchi. A Budapest, visitate il monastero settecentesco che ospita il Museo Kiscelli a Óbuda o il Museo del Castello di Nagytétény nell’imponente palazzo barocco Száraz-Rudnyánszky, a Buda sud.

Il Teatro dell’Opera di Budapest © Mitzo /Shutterstock
Il Teatro dell’Opera di Budapest © Mitzo /Shutterstock

Un mix di stili rivisitati

Verso la metà del XIX secolo, entrò in voga lo stile eclettico, termine di moda per definire uno stile architettonico che incorpora un miscuglio di elementi presi dagli stili precedenti per creare qualcosa di nuovo e originale. Le forme riprese di solito sono quelle del Rinascimento, del romanticismo e del classicismo, e un edificio può essere interamente coerente all’interno dello stile prescelto o un eclettico connubio di stili. Si può affermare che l’architettura ungherese non trovò una propria espressione fino alla metà del XIX secolo, quando Mihály Pollack, József Hild e Miklós Ybl iniziarono a cambiare il volto di Budapest e a costruire cattedrali in giro per il paese, come quelle di Esztergom e Eger. A Budapest, Pollack progettò il Museo Nazionale Ungherese in stile neoclassico. Il movimento neoclassico fu una dichiarazione di intenti, volta a dimostrare che l’Ungheria era un paese eroico e degno di diventare uno stato sovrano. Infatti, meno di un anno dopo l’apertura del museo, il poeta Sándor Petőfi recitò il suo ‘Nemzeti Dal’ (Canto Nazionale) dalla scalinata anteriore, innescando la rivoluzione del 1848.

Hild progettò la Basilica di Santo Stefano, la più grande cattedrale dell’Ungheria, più o meno nello stesso periodo, ma la cupola crollò durante una tempesta, i lavori furono interrotti e la struttura fu ultimata solo cinquant’anni più tardi secondo un progetto in stile neorinascimentale di Ybl. A Hild fu commissionato il Palazzo Vigadó, ma i fondi si esaurirono e alla fine il progetto fu assegnato all’architetto romantico Frigyes Feszl. Sia Hild sia Feszl presentarono anche progetti per l’ambiziosa Grande Sinagoga: quello di Hild era neoclassico, quello di Feszl bizantino, ma ad aggiudicarsi il contratto fu Ludwig Förster con un singolare progetto neomoresco. Gli altri due edifici in stile eclettico divenuti pietre miliari di Budapest sono il Palazzo del Parlamento di Imre Steindl, che si estende lungo il Danubio, e il sublime Teatro dell’Opera di Ybl, con un’acustica quasi perfetta. Nel 1836 Hild progettò la cattedrale neoclassica di Eger e in seguito lavorò alla cattedrale di Esztergom sull’Ansa del Danubio. La Basilica di Esztergom fu consacrata nel 1856 con una messa cantata composta da Franz Liszt.

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Art nouveau: lo stile distintivo dell’Ungheria

L’art nouveau (‘nuova arte’) fu uno stile artistico e architettonico che fiorì in Europa e negli Stati Uniti tra il 1890 e il 1910 circa. Ebbe origine in Gran Bretagna con il movimento Arts and Crafts fondato da William Morris (1834-96), che esaltava l’importanza della produzione artigianale e mirava a creare un nuovo stile organico come reazione alle banalità prodotte in serie in seguito alla Rivoluzione Industriale. Il nuovo stile si diffuse rapidamente in ogni parte d’Europa, dove assunse caratteristiche distintive locali e nazionali. A Vienna, un gruppo di artisti chiamati secessionisti legò il proprio nome a una versione locale dell’art nouveau dalle linee più geometriche, il Sezessionsstil (Szecesszió in ungherese). A Budapest, l’uso di facciate tradizionali decorate con figure e scene allegoriche e storiche, motivi popolari, ceramiche Zsolnay e altri materiali locali diede vita a uno stile eclettico. Pur inserito nel contesto art nouveau/ Sezessionsstil, questo stile assunse accenti squisitamente ungheresi.

Ma, come accade oggi, anche all’inizio del XX secolo la moda e gli stili erano assai volubili: così, già verso il 1910 l’art nouveau e le sue varianti erano considerate esaurite, datate e perfino pacchiane. Fortunatamente per i cittadini di Budapest e per noi, il torpore politico ed economico del periodo tra le due guerre e i 40 anni di ‘sonno profondo’ dopo la seconda guerra mondiale lasciarono molti edifici art nouveau/Szecesszió se non intatti, comunque in piedi, molti di più che in altri centri importanti per l’art nouveau come Parigi, Bruxelles, Nancy e Vienna. Il principale maestro di questo stile in Ungheria fu Ödön Lechner. Tra i suoi principali capolavori a Budapest ricordiamo il Museo di Arti Applicate, la Cassa di Risparmio Postale e l’Istituto di Geologia. Altri pregevoli edifici in stile art nouveau sono l’Accademia di Musica Liszt, il Palazzo Gresham (oggi un Four Seasons Hotel) e Párisi Udvar, una galleria di negozi trasformata in un hotel Hyatt. L’art nouveau non decora solo edifici imponenti: passeggiando nel centro di Pest vi attendono sorprese art nouveau dietro ogni angolo, come il Palazzo Lindenbaum, il primo condominio della città a presentare una facciata ricoperta di motivi ornamentali, tra cui soli, stelle, pavoni, fiori, serpenti, volpi e figure femminili nude dalle lunghe trecce.

Fuori dalla capitale troverete splendidi edifici realizzati in questo stile a Szeged (Palazzo Reök, 1907), Kecskemét (Cifrapalota/Palazzo Ornamentale, 1902) e Debrecen (Palazzo della Contea, 1912). A Pécs, visitate il Museo delle Porcellane Zsolnay. Fondata nel 1853, la fabbrica produsse molte delle piastrelle di maiolica che decorano edifici art nouveau in tutto il paese.

Un dettaglio del Museo di Arti Applicate © Nadezhda Bolotina
 /Shutterstock
Un dettaglio del Museo di Arti Applicate © Nadezhda Bolotina /Shutterstock
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Utilitarismo e architettura contemporanea

L’architettura ungherese del secondo dopoguerra è in larga misura mediocre. Il nuovo regime comunista ignorò l’arte preferendo costruire centinaia di migliaia di nuove abitazioni nelle lakótelepek, aree residenziali di condomini tutti uguali. Pur non essendo lussuosi e neppure attraenti, fornirono un’abitazione quanto mai necessaria alle persone rimaste senza tetto dopo la guerra, e molti sono ancora in buone condizioni.

Un’eccezione alla mediocrità post bellica è il lavoro di Imre Makovecz, che sviluppò un proprio stile ‘organico’ utilizzando materiali insoliti come tronchi d’albero e torba. A Budapest, si può dare un’occhiata al suo palazzo di uffici in Szentkirályi utca 18 e alla spettacolare cappella funeraria con soffitto a volta nel Cimitero Farkasréti. Tra i suoi lavori migliori (o più strani) al di fuori della capitale vi sono il Centro Culturale Sárospatak, nell’Ungheria settentrionale, e la Chiesa Evangelica a Siófok sul Lago Balaton. Altrettanto controversi (ma secondo noi meno interessanti) sono i lavori di László Rajk (Mercato Lehel di Budapest) e Mária Siklós (Teatro Nazionale).

La Casa della Musica simile a un UFO, progettata da un architetto giapponese, è uno dei tre edifici costruiti di recente nel parco municipale e dintorni che meritano una visita. Gli altri due sono la nuova sede del Museo Etnografico, con il suo tetto giardino, e il palazzo di uffici ING, che presenta scatole di vetro e pietra calcarea legate da un ‘nastro’ metallico. Degni di nota anche il Bálna, un centro commerciale e culturale a forma di balena sul Danubio, le stazioni della linea M4 del metrò e la László Papp Budapest Sportaréna.

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