Ti invito a cena... in aeroporto

L.A., pronto a una cena insolita? © Fotografia di Silvia Mirri

L.A., pronto a una cena insolita? © Fotografia di Silvia Mirri

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Presto sarà difficile trovare una differenza tra chi attende un volo e chi aspetta che si liberi un tavolo. Parola di Jane Ormond, che ci porta in giro per alcuni scali del mondo in attesa di pasteggiare da gourmet negli aeroporti italiani.

Ti invito a cena... in aeroporto

Articolo di Jane Ormond
autrice Lonely Planet

In un'epoca di voli low cost e di viaggi alla portata di tutti, gli aeroporti non sono più luoghi ermetici simili a camere iperbariche per uomini d'affari o viaggiatori di professione. Sono posti affollati dove le persone siedono su valigie rigide piene di cicatrici e hanno in testa il solito dubbio sulla puntualità del volo o l'esattezza della prenotazione online.

Fino a poco tempo fa cenare in aeroporto era una corsa contro il tempo o un costoso esercizio di stile condotto sul campo della gastronomia. Veniva da chiedersi: perché così tanti fast food quando il tempo da ammazzare è decisamente lungo? Se mai si è sentito il bisogno di un po' di sano slow food, beh, forse lo si è sentito in aeroporto.

Una cosa che si può dire dei tempi di viaggio, per citare Bob Dylan, è che stanno cambiando. Negli ultimi anni, alcuni dei più famosi chef del mondo hanno aperto ristoranti negli aeroporti - e il trend non dà segni di invertire la rotta.

Il La Guardia di New York ha introdotto intriganti soluzioni per i gourmet e lo stesso ha fatto l'arioso JetBlue terminal del JKF. Qui si può ingannare l'attesa da AeroNuova con un'insalata di funghi e pepe con rosmarino saltato (una ricetta pensata da Mark Ladner del ristorante Del Posto), mentre si accarezzano con lo sguardo le migliori scene di vecchi film italiani.

Gordon Ramsay ha aperto il Plane Food a Heathrow (panna cotta al whiskey, wow!), Rick Bayless si è insediato all'O'Hare di Chicago.... presto sarà difficile trovare una differenza tra chi attende un volo e chi aspetta che si liberi un tavolo.

Il Langham Place dell'aeroporto di Pechino ha messo insieme un raffinato team di chef che propone i piatti più raffinati nei numerosi ristoranti della struttura. Non è da meno l'Altitude dello scalo di Ginevra: i suoi due chef sono volati fino alle stelle Michelin per le loro creazioni qui in città. Anche Stoccarda non sta a guardare, perché i piatti del Top Air si sono guadagnati l'ambita considerazione da parte della celebre giuria. Sì, ormai le stelle più lucenti della buona tavola sono arrivate in aeroporto.

Sempre pazza per il cibo, Melbourne è salita a bordo di questa tendenza. Shannon Bennett, del rinomato locale cittadino Vue de Monde, ha aperto l'estroso Cafe Vue in aeroporto. Qui potrai gustare un calice di spumante e il raffinato "cestino" di quattro deliziosi assaggi. Un altro chef, Raymond Capaldi, ha creato il menu del Plonk, un posto perfetto per degustare il vino e catturare un po' dell'atmosfera che anima le celebri laneway della città.

Al LAX, l'aeroporto internazionale di Los Angeles, recentemente rinnovato, i locali interessanti non mancano, ma per le mie tasche niente è meglio di una cena all'Encounter. Ospitato in una struttura dalle forme davvero aeronautiche, serve il cibo perfetto prima di un volo - insalate croccanti, piatti di pollo di infinita varietà e cocktail. E puoi vedere atterrare il tuo aereo.

Non dimenticare, però, che per quanto buona sia la tua anatra in casseruola, sei pur sempre in viaggio. Avrai la valigia tra i piedi e sotto i tuoi occhi ci sarà sempre qualcuno pronto a usare lo zaino per cuscino. Il tuo soave pranzo non sarà mai libero dal consueto tarlo: "Ho preso il passaporto, vero?" Sarà sempre meglio, tuttavia, di un banale hamburger. E, soprattutto, sarà meglio che restare a casa.