Roma sulla linea C: un viaggio tra archeologia e sapori lungo la metro verde
Per molti è la stazione metropolitana più spettacolare della città: Colosseo–Fori Imperiali, sulla linea C. Dal nome si capisce subito che non è una fermata qualsiasi. Tra scale mobili e corridoi si incontrano reperti archeologici e pannelli che raccontano la storia degli strati sotterranei della città. Con l’apertura di questa stazione, la linea verde si è collegata alle linee A e B, rendendo molto più semplice raggiungere il quadrante est di Roma. Abbiamo quindi deciso di portarvi lungo un itinerario alternativo della Capitale, un viaggio lungo la linea C, tra quartieri popolari, parchi archeologici e indirizzi del gusto che raccontano una Roma meno monumentale e più vissuta.
Colosseo e Porta Metronia: carciofi fritti e trattorie senza fronzoli
Prima di scendere in metropolitana, vale la pena restare qualche minuto in superficie. A pochi passi dai Fori, Alle Carrette è una pizzeria storica con un cortile sul retro che, nelle sere d’estate, sembra un angolo fuori dal tempo. Pizza romana sottile, fritti e tavoli ravvicinati: l’atmosfera è quella delle trattorie di una volta.
Poi si prende la metro e, una sola fermata dopo, si scende a Porta Metronia, proprio accanto alle Mura Aureliane. A pochi minuti a piedi c’è SantoPalato, il locale della chef Sarah Cicolini, che ha rimesso al centro la cucina romana più schietta. Trippa, coda, frattaglie e paste classiche compongono un menu che guarda alla tradizione senza nostalgia.
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San Giovanni e piazza Lodi: stazioni museo e ristoranti di nuova generazione
La fermata successiva, San Giovanni, è un’altra stazione museo che racconta l’antica Roma. Una volta fuori, il quartiere alterna basiliche, negozi e strade trafficate. Poco distante, Dogma attira con una cucina di pesce e cotture alla brace (provate la salsiccia di pesce e funghi). Appena un altro stop di metro C ed ecco Piazza Lodi. Proprio all’uscita della stazione, da Blind Pig si va per il rito urbano del brunch domenicale e per sorseggiare cocktail come il Red Hot Chili Peppers, a base di tequila, agave e pesto ai peperoni piccanti.
Pigneto e Malatesta: libri, pita e tramezzini di quartiere
Scendendo al Pigneto si entra in uno dei quartieri più vivaci della Roma est, tra murales, cinema d’essai e bar affollati la sera. Qui vi aspetta un luogo che è casa editrice, spazio culturale e ristorante: Mercurio. Scegliete un libro dagli scaffali e poi fermatevi ad assaggiare il topinambur condito con panna acida e riduzione di frutti rossi, uno degli esempi della cucina di Roberto Poldi. Per una cena più veloce, invece, in via Ascoli Piceno, Kalapà è il punto di riferimento per le specialità greche, tra pita e souvlaki.
Proseguite per la fermata di Piazza Malatesta per addentare i celebri tramezzini firmati Corsetti, poi spostatevi di un paio di isolati e scoprite il “gastro-baretto” Tante care cose, dove la cucina si fa più ricercata, con piatti come la verza arrosto con crema d’aglio e mandorle, kosho al miele e salsiccia.
Alla stazione Teano il consiglio è arrivare quando c’è ancora luce, per fare una passeggiata all’interno del Parco archeologico di Villa Gordiani e poi accomodarsi da Waraku, il bistrot giapponese che è stato tra i primi a far provare il ramen ai romani. Nella vicina via Genazzano invece si celebra la pizza romana, bassa e croccante, interpretata in chiave sperimentale da Jacopo Mercuro.
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Centocelle: parchi archeologici e nuove osterie
Le fermate successive conducono a Centocelle, quartiere che negli ultimi anni è diventato uno dei più interessanti dal punto di vista gastronomico. A Gardenie si trova Fassangue, ristorante interamente dedicato alla carne cruda: tartare, dadolate e sushi di carne compongono un menu servito senza interruzioni dal pranzo fino a mezzanotte.
Dalla stazione Mirti si raggiunge Proloco Centocelle, osteria e bottega insieme, dove i prodotti laziali diventano piatti diretti e ben eseguiti, come il capocollo di mangalica con pomodori verdi fritti.
La fermata Parco di Centocelle permette di scoprire un’area di verde pubblico che si estende per 120 ettari, ma è dalla successiva stazione Alessandrino che si raggiunge l’associazione Fusolab 2.0 in viale della Bella Villa, che propone un calendario di attività per tutte le età e, d’estate, anima il Casilino Sky Park, l’esperimento che trasforma il tetto di un centro commerciale in cinema all’aperto, palestra sociale e arena per musica dal vivo e street food come si deve.