In treno a primavera sulle Alpi Svizzere
Max Knight è un fotografo britannico che vive a Los Angeles. Di recente, insieme alla moglie, ha attraversato le Alpi Svizzere con la Ferrovia Retica, Patrimonio dell’UNESCO, viaggiando su treni regionali e sulla linea Albula-Bernina da Zurigo a Milano, e ci ha raccontato la loro esperienza. L'UNESCO ha riconosciuto la Ferrovia Retica come «esempio dell'uso della ferrovia per superare l'isolamento degli insediamenti nelle Alpi centrali all'inizio del XX secolo, con un impatto socio-economico significativo e duraturo sulla vita in montagna». «Il viaggio è durato 3 giorni, in ciascuno dei quali abbiamo trascorso qualche ora sul treno e il resto del tempo facendo escursioni ed esplorando piccoli centri come Pontresina e Poschiavo» ha detto Knight. «Passeggiare per un paesino di 100 o 200 abitanti era come trovarsi in un libro di fiabe, soprattutto provenendo da Zurigo e dovendo arrivare a Milano, con le loro frenesie da grandi città».
Mentre il treno avanzava sbuffando il paesaggio cambiava volto a seconda dell’altitudine, oscillando dai prati alle pareti di roccia.
«Il Glacier Express è un altro famoso treno turistico che regala panorami incantevoli, ma lo spettacolo forse più affascinante era quello dei pendolari che, abituati a tanta bellezza, leggevano tranquillamente il giornale mentre i pochi stranieri presenti nel vagone non riuscivano a staccare gli occhi, come imbambolati, dagli scenari maestosi che si susseguivano al di là del finestrino. Il contegno severo degli svizzeri segnava un bel contrasto con i turisti su di giri che avevamo incontrato altrove. Una coppia di Zurigo è salita sul treno con l’attrezzatura da sci. Qualche tempo dopo ci siamo fermati, loro sono scesi e si sono allontanati con gli sci ai piedi: il treno li ha lasciati proprio su una pista!».
«Se dovessi consigliare a un amico un posto da visitare, gli suggerirei Poschiavo, che mi è sembrata davvero speciale» continua Knight. «C’è una comunità di pensionati che cura orti e giardini, e il paese è semplicemente un paradiso. Per quanto riguarda il cibo, poi, questa zona delle Alpi beneficia delle influenze tedesche e italiane: mangiare qui è stata un’esperienza incredibile, anche grazie alla materia prima freschissima. E poi l’aria così tersa, la luce così intensa… Era quasi difficile scattare foto che non sembrassero troppo sature».
«Abbiamo anche fatto molte escursioni lungo il Sentiero dei Contrabbandieri, che venne utilizzato per trasportare merci dalla Svizzera all’Italia a partire dai primi anni del XIX secolo, quando Napoleone impose il monopolio su alcuni beni come il tabacco, e che continuò ad essere utilizzato per vari motivi durante la Seconda guerra mondiale e fino agli anni ’70» racconta ancora Knight. «I sentieri si trovano ad alta quota e lungo il percorso abbiamo incontrato bellissime chiese antiche e piccole fattorie immerse in scenari incredibili».
A Milano, alla conclusione del viaggio, la coppia ha avuto bisogno di tempo per abituarsi allo shock di una stazione ferroviaria brulicante di persone e alla frenesia della città. Entrambi rimpiangevano la quiete della Svizzera.
«C’è qualcosa di liberatorio nei limiti imposti da un viaggio in treno attraverso località minuscole e tranquille. Non potevamo allontanarci troppo dalle stazioni e non avevamo molta scelta per quanto riguarda i pernottamenti e i pasti. In questo modo abbiamo dedicato molto meno tempo a prendere decisioni e molto più tempo a divertirci!».