Dolomiti. Tra natura, arte, storia e cultura

Le Tre Cime di Lavaredo © DieterMeyrl / iStock

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Sono considerate le montagne più belle del mondo, uno straordinario arcipelago fossile che si estende su cinque province e tre regioni e che, grazie alla sua bellezza intrinseca e alle sue eccezionali caratteristiche geologiche, è entrato a far parte del Patrimonio dell'UNESCO. Ma le Dolomiti sono anche un caleidoscopio di cultura, arte, storia e natura di straordinaria varietà raccontata nelle pagine della nostra nuova guida, da oggi in libreria.

Dolomiti di Brenta

Panorama sulle Dolomiti di Brenta – fotografia di Piero Pasini

Avamposto occidentale delle Dolomiti, il gruppo del Brenta è costituito da montagne selvagge e maestose, percorso da centinaia di sentieri e vie ferrate tra le più belle dell’intero sistema UNESCO. Visitate la raffinata Trento, controllata a vista dal Castello del Buonconsiglio, fatevi affascinare dalla brulicante e scenografica Piazza del Duomo e dopo esservi infilati al MUSE (www.muse.it), un museo scientifico che vi farà perdere il fiato, fate le ore piccole nelle sue antiche birrerie, sempre affollate da giovani del luogo. In alternativa, dirigetevi fuori dai circuiti cittadini, fate lo slalom tra antichi monasteri e chiesette appuntite e arrivate al cospetto del Lago di Molveno, insignito del titolo di più bello d'Italia, verso quello di Tovel dalle acque color smeraldo (un tempo, d'estate, si tingevano di rosso sangue) o trovate il coraggio per arrampicarvi lungo le Bocchette Centrali, una via ferrata solo per animi intrepidi. Vi tremano le gambe al solo pensiero? Niente paura: le piste da sci e l'ovattata movida natalizia di Madonna di Campiglio vi aspettano.

Bletterbach e Pelmo-Croda da Lago

Panorama sul Monte Pelmo © AlbertoSimonetti / iStock

Se volete scoprire come si sono formate le Dolomiti nell'arco di milioni di anni, chi sono stati i suoi primi abitanti (con le squame e grandi zampe affilate) e godere al tempo stesso di maestosi panorami e piccoli villaggi dall'aspetto bucolico, non perdetevi una visita nei due più piccoli (per estensione) sistemi UNESCO. Il lungo canalone del Bletterbach (www.bletterbach.info), una sorta di Gran Canyon italiano di 8 km scavato dall'omonimo torrente negli ultimi 15.000 anni, vi permetterà di ammirare migliaia di fossili di sauri, conchiglie e piante preistoriche, oltre ai diversi strati di roccia che si sono alternati in quasi 300 milioni di anni, dal porfido rosso al bianco della dolomia passando per la tenue arenaria. Nel caso in cui i dinosauri siano la vostra passione, o siate in viaggio con i bambini, fareste bene a raggiungere Selva di Cadore, dove nel Museo Vittorino Cazzetta (www.museoselvadicadore.it) sono custodite le tracce dei più antichi abitanti dell’area, trovate alle pendici del Monte Pelmetto. Già che siete in zona, allacciatevi bene gli scarponi, raggiungete la Piana di Mondeval e strabiliatevi davanti allo spettacolo dell'enrosadira (il fenomeno per cui le pareti delle Dolomiti al tramonto diventano rosa) sui maestosi fianchi del Pelmo, dalla stramba forma che lo fa assomigliare a una grande poltrona.

Sciliar-Catinaccio e Latemar

Altopiano dello Sciliar © zocchi2/iStock

Grazie alla sua ricca offerta culturale e alle innumerevoli occasioni si svago e divertimento, declinate sotto forma di birrerie artigianali e tradizionali stube nelle quali ordinare un fumante piatto di canederli, Bolzano è una città da esplorare in ogni stagione. Il centro storico raccolto intorno a Piazza delle Erbe e Piazza Walther, che assomiglia a un elegante salotto ottocentesco, lo straordinario Museo Archeologico dell'Alto Adige nel quale è ospitata la mummia di Otzi, un cacciatore nomade vissuto oltre 5.000 anni fa, le molte chiese e gli altrettanti castelli che sorgono nei dintorni, sapranno infatti accontentare ogni tipo di viaggiatore. E nel caso in cui vogliate respirare a pieni polmoni l'aria di montagna, e sgranare gli occhi davanti all'Altopiano dello Sciliar, il più ampio d'Europa, fate di Castelrotto il vostro campo base: avrete a disposizione un fitto e intricato reticolo di sentieri che vi condurrà ai piedi delle Torri del Vajolet, del Catinaccio di Antermoia o fino alle sponde del Lago di Carezza, uno specchio d'acqua color smeraldo circondato da larici e abeti che vi toglierà il fiato.

Puez-Odle

La Val di Funes, con le Odle sullo sfondo © javarman3 / iStock

Avete presente quei paesaggi da cartolina che sembrano dipinti, con il sole al tramonto che accarezza ampi pascoli verdi sui quali spunta qua e là qualche chiesetta isolata, morbidi rilievi punteggiati dalle mucche che brucano lente e le montagne che completano il quadro facendo da quinta? Bene, anche se non lo sapete, quell'immagine che avete in mente è la fotografia del gruppo delle Puez-Odle. Qui, accanto a vallate poco conosciute come quelle di Funes e di Eroes, convivono centri dalla contagiosa vivacità come Ortisei, che dall'Ottocento è tra le più rinomate località turistiche dolomitiche, Santa Caterina e Selva di Val Gardena. Spingetevi fino a questi tre frizzanti centri e abbandonatevi alla loro infinita offerta di piste da sci, e alla sera, dopo che vi sarete rinfrancati con una calda sauna, visitate il Museum Gherdëina che racconta la storia, gli usi e i costumi degli abitanti di queste montagne.

Dolomiti Settentrionali

Il Lago di Braies © gehringj / iStock

Ampi pascoli punteggiati da fienili e masi, dolci colline tondeggianti e vette altissime e aguzze, quasi austere nei loro profili argentei che si specchiano sulla superficie di decine di laghi alpini: le Dolomiti Settentrionali sono la quintessenza di queste montagne, un microcosmo diviso tra Trentino Alto Adige e Veneto che lascia senza parole. Il loro centro è Cortina d’Ampezzo, probabilmente la più famosa e glamour località alpina italiana, una straordinaria mescolanza di natura e divertimento da godere in tutte le stagioni: salite ad esempio fino al Lago di Sorapiss, dall'inconfondibile colore turchese, incamminatevi su uno dei tanti sentieri che partono dai dintorni della cittadina e che sono adatti a tutti i livelli di allenamento, oppure gettatevi a capofitto lungo le centinaia di km di piste da sci del suo comprensorio. Dirigendosi verso sud-est, un itinerario quasi circolare permetterà agli amanti dell'arte di andare alla scoperta del Cadore, che fu la patria del grande pittore Tiziano Vecellio ed è una sorta di confine culturale tra le influenze della Repubblica di Venezia (che qui ha lasciato decine di chiese riccamente affrescate, come quelle di Vigo e Vodo) e l'Alto Adige, al quale si accede dalla Valle di Sesto, dominata dalle Tre Cime di Lavaredo, stupefacenti icone delle Dolomiti. Quando sarete finalmente entrati in Val Pusteria, avrete respirato le atmosfere austriache di Dobbiaco e di Brunico, e avrete sospirato di meraviglia davanti alle placide acque del Lago di Braies, andate alla scoperta di miti e leggende lungo la Val Badia, che durante l'inverno si trasforma in un efficientissimo e moderno comprensorio sciistico in grado di attrarre appassionati da tutto il mondo tra San Cassiano e Corvara in Badia.

Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi e Vette Feltrine

La Val Belluna e Belluno dal Rifugio Settimo Alpini – Fotografia di Giacomo Bassi

Le Dolomiti Bellunesi e le Pale di San Martino sono un autentico paradiso sia per gli amanti delle escursioni sia per quelli dello sci. I sentieri che si arrampicano lungo i fianchi dei Monti del Sole, da cui si gode di panorami straordinari sulla Val Belluna e sul Piave, o che attraversano le selvagge Valli di San Lucano e di Garés, nell’Agordino, conducono verso luoghi dal fascino idilliaco nei quali immergersi in una natura selvaggia e a tratti inospitale, all'ombra di vette maestose come l’Agner e in compagnia di cervi dai grandi palchi di corna, di scattanti camosci che saltano tra i cespugli di pini mughi e degli ampi volteggi delle aquile a caccia.

Durante la primavera fatevi tentare dalla raffinata bellezza di Feltre, una cittadina elegante e protetta da mura rinascimentali che custodiscono straordinari musei e golose trattorie dove gustare i prodotti tipici della zona, dall'austera Belluno (che insieme con Trento è una delle tre capitali delle Dolomiti) o dalla vivace Fiera di Primiero San Martino di Castrozza, da cui partire per emozionanti trekking tra le frastagliate Pale di San Martino e il sontuoso Cimon della Pala. Chi non riesce a resistere al richiamo della neve, infine, qui troverà decine di piste da sci e snowboard perfettamente innevate da dicembre a marzo.

Marmolada

La Marmolada © DanielPrudek / iStock

I 3343 m di quota di Punta Peina sono valsi alla Marmolada il titolo di 'Regina delle Dolomiti': per raggiungere la cima più alta di tutto l'arcipelago fossile non servono doti da grandi scalatori ma solo un po' di allenamento e soprattutto non soffrire di vertigini. Si racconta che dalla vetta, nelle giornate più limpide si veda addirittura il campanile della Basilica di San Marco di Venezia: se volete verificare con i vostri occhi, contrattate una guida alpina e fatevi accompagnare, scegliendo la via normale lungo il ghiacciaio oppure la ferrata che risale la parete nord-est, lungo la quale si incontrano decine di gallerie scavate dai soldati italiani e austriaci che qui si affrontarono per mesi a viso aperto nel corso della prima guerra mondiale. Chi non se la sente, può sempre puntare a valle, noleggiare una bicicletta elettrica, montare in sella e attraversare i Serrai di Sottoguda, uno straordinario canyon scavato dal torrente Pettorina nei pressi di Rocca Pietore. Nei mesi invernali c'è anche chi lo esplora con gli sci ai piedi, anche se qui attorno la vera star degli sport sulla neve è Arabba, un effervescente paesino ai piedi del Gruppo del Sella che è anche un punto nodale del Sellaronda, un itinerario sciistico ad anello che collega quattro storici passi dolomitici: il Pordoi, il Sella, il Gardena e il Campolongo. Siete pronti a sfidare voi stessi e completarlo in un solo giorno?

Dolomiti Friulane e d'Oltrepiave

Troppo spesso trascurate a causa della loro posizione decentrata rispetto al cuore storico delle Dolomiti 'tradizionali', quelle Friulane e d'Oltrepiave sono la destinazione ideale per coloro i quali alla mondanità dei centri più à la page del Cadore o dell'Alto Adige preferiscono la ruvida schiettezza di borghi in pietra immersi nella natura incontaminata. Come Poffabro, Frisanco e Andreis, ad esempio, che punteggiano la selvaggia Val Colvera, o come gli antichi villaggi di Erto e Casso, oggi semi abbandonati dopo la tragedia del Vajont ma ancora pieni di fascino e circondati da un'aura di mistero. Se amate la buona cucina senza fronzoli, spingetevi fino a Tramonti di Sotto, dove vi aspettano tavole imbandite con pitina, lumache e straordinari vini, mentre Udine e Pordenone, che dell'area sono i centri più grandi, vi riserveranno numerose sorprese artistiche e culturali. Nonostante ciò, da queste parti l'arte più sublime è quella creata dalla natura: il Campanile di Val Montanaia, vero e proprio monumento di roccia alto 2173 m, è il simbolo più conosciuto della zona, ma se volete conoscerne ogni angolo, allora non c'è niente di meglio che incamminarsi lungo l'Anello delle Dolomiti Friulane, un entusiasmante percorso di trekking di 40 km da percorrere in 5 o più giorni, tra passaggi mozzafiato e panorami da sogno. 

Giacomo Bassi (@giacomobassi su Twitter) è autore della prima edizione della guida Lonely Planet alle Dolomiti insieme a Piero Pasini (@p_p80) e Denis Falconieri (@DenisFalconieri)