Croazia in autunno: foliage, sagre e vela senza la folla d'agosto

È da un po' che Dubrovnik, ad agosto, non sembra più Dubrovnik. Stracolma di croceristi, comitive e addii al celibato alcolici, la costa in piena estate perde l'autenticità che la rende interessante. Ma la bella notizia è che si può ancora riscoprire l'arcipelago di Zadar, con le sue isole e gran parte della costa, ma a settembre e fino ad ottobre, quando la Croazia torna a essere se stessa. Le spiagge si svuotano, i borghi si riappropriano del loro ritmo e il calendario si riempie di sagre, vendemmie e raccolti che raccontano il paese meglio di qualsiasi attrazione estiva.

Dubrovnik  nella luce di settembre. nightcap/Shutterstock
Dubrovnik nella luce di settembre. nightcap/Shutterstock
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Slavonia e Baranja: le pianure che in ottobre diventano oro

La Slavonia e la Baranja sono zone dell’entroterra in cui molti turisti non arrivano. In autunno le pianure che si estendono tra i fiumi Drava, Danubio e Sava si tingono di giallo e arancione, incorniciate da una campagna ampia e silenziosa che non assomiglia a nessun’altra parte della Croazia. Il Parco Naturale di Kopački rit, nell’angolo più nordorientale del paese, è uno dei più grandi parchi umidi d’Europa: in autunno è anche uno dei migliori punti dell’intera regione per il birdwatching, con le rotte migratorie che attraversano le zone umide tra ottobre e novembre.

Osijek, il capoluogo della Slavonia, ospita dal 2 al 4 ottobre il HeadOnEast Festival, che anima la città con musica, arte, installazioni e proposte gastronomiche legate ai prodotti del territorio. Un programma che rende Osijek una tappa con senso proprio, non solo una città di transito verso la costa.

Il Parco Naturale di Kopački rit, in autunno. The-Walker/Shutterstock
Il Parco Naturale di Kopački rit, in autunno. The-Walker/Shutterstock

Gorski Kotar e Plitvice: il foliage nell’entroterra

L’altopiano del Gorski Kotar è la regione forestale tra Zagabria e la costa adriatica, un paesaggio di boschi, fiumi e cascate che in autunno raggiunge il suo momento migliore. I colori delle faggiete e dei boschi misti cambiano progressivamente tra settembre e novembre, mentre le cascate e i corsi d’acqua sono al massimo del loro volume. I siti da esplorare includono Zeleni Vir, il canyon Kamačnik, la gola di Vražji prolaz e i laghi Bajer, Lepenica e Lokvarsko: tutti percorribili a piedi su sentieri che in autunno si svuotano dei visitatori estivi.

A poca distanza, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice è tra i luoghi più fotografati della Croazia, e tra quelli che in agosto subiscono la pressione più pesante del turismo di massa, tanto che l’UNESCO ha più volte sollevato il tema. In settembre e ottobre i colori del foliage si riflettono nei laghi turchesi e le passerelle in legno che collegano le cascate si percorrono senza la ressa estiva.

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La tavola d’autunno: castagne, zucca, vino e olio nuovo

L’autunno porta sulla costa istriana e del Quarnaro i marroni di Lovran, una varietà pregiata di castagne che dal 9 all’11 ottobre è al centro della Lovranska Marunada, festa tradizionale che richiama il borgo ogni anno con mercati, degustazioni e iniziative legate ai prodotti del territorio. A Ivanić-Grad, invece, la Bučijada celebra la zucca con specialità e iniziative dedicate.

Il vino è il filo conduttore della stagione. La vendemmia attraversa tutte le principali regioni vinicole del paese (lo Zagorje, il Prigorje, il Međimurje, la Podravina, la Slavonia) e culmina l’11 novembre con il Martinje, la festa di San Martino patrono dei viticoltori. In quella data il mosto diventa vino novello e la ricorrenza si celebra secondo tradizioni locali molto radicate, con degustazioni e feste di paese che hanno poco a che fare con il turismo e molto con la vita agricola della Croazia interna. Lungo la costa, lo stesso periodo coincide con la raccolta delle olive e la prima spremitura nei frantoi locali.

L’isola di Lopud. Nenad Nedomacki/Shutterstock
L’isola di Lopud. Nenad Nedomacki/Shutterstock
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La costa e le isole: la stagione migliore per navigare

Le stagioni migliori per veleggiare tra le isole croate sono la primavera e l’autunno. In settembre e ottobre il mare è ancora caldo, le imbarcazioni in rada sono una frazione di quelle di agosto, i venti sono più stabili e le soste nelle baie e lungo la costa diventano più piacevoli. Con meno traffico marittimo, anche le isole meno frequentate diventano accessibili senza la competizione per i posti di ormeggio.

Tra le rotte più interessanti c’è quella che da Dubrovnik raggiunge l’arcipelago delle Elafiti (Koločep, Lopud e Šipan) tre isole con caratteri molto diversi, tutte senza auto. A est si trova il Parco Nazionale di Mljet, con i suoi due laghi interni collegati al mare aperto, e l’isola di Korčula. Più a nord, l’arcipelago delle Kornati è composto da 140 isole quasi tutte disabitate, di cui 89 sono parco nazionale: in autunno è il punto della costa adriatica dove il silenzio è più completo. Le isole di Hvar, Vis, Lastovo e Lussino completano le rotte più apprezzate, mentre i centri storici di Šibenik, Trogir e Spalato restano facilmente raggiungibili dal mare.

Su Brač, l’isola più grande della Dalmazia centrale, vale la pena spingersi oltre la spiaggia di Zlatni Rat a Bol, celebre per la forma di punta che cambia con le correnti, verso la cima della Vidova Gora, il punto più alto di tutte le isole dalmate, e verso Pučišća, borgo noto per la tradizione locale della lavorazione della pietra calcarea bianca che dal Medioevo viene estratta sull’isola ed esportata in tutto il Mediterraneo.


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Note pratiche

I collegamenti in traghetto e aliscafo con le isole funzionano tutto l’anno, ma in autunno le corse sono meno frequenti rispetto all’estate. Vale la pena verificare gli orari aggiornati prima di pianificare i trasferimenti. In caso di vento forte i traghetti possono subire sospensioni, soprattutto verso le isole più esposte. I voli low cost per Spalato, Dubrovnik e Zagabria continuano anche in settembre e ottobre, con prezzi significativamente più bassi rispetto all’alta stagione.

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