Darjeeling, India: le 11 cose da fare almeno una volta

9 minuti di lettura

Darjeeling è un nome che molti associano al tè, ma questa località di montagna ha molto più da offrire oltre al suo delicato Orange Pekoe. Adagiata lungo un crinale montuoso a un’altitudine di 2100 m, è la porta d’accesso all’Himalaya e si trova sotto lo sguardo gelido del Khangchendzonga, la terza montagna più alta del mondo con i suoi 8586 m. La popolarità storica della “Regina delle Colline” dell’India deriva, in parte, dall’accessibilità garantita dalla sua audace linea ferroviaria proveniente da Siliguri. Le locomotive continuano a sbuffare vapore mentre entrano in città ogni giorno. Ma ciò non è nulla in confronto alle carovane di fuoristrada (i “cammelli delle colline”) che compiono il viaggio di diverse ore dalle pianure intorno a Siliguri fino a Darjeeling lungo la Hill Cart Rd. Nelle montagne gli inverni sono freddi, ma d’estate il clima mite e le bellezze naturali di queste incantevoli colline sono l’antidoto perfetto al caldo opprimente e alla polvere delle pianure su entrambi i versanti della stagione dei monsoni. È proprio questo che in passato ne ha fatto una località di montagna prediletta dalla Compagnia britannica delle Indie orientali e che oggi la rende una meta popolare tra i visitatori provenienti dal Bengala Occidentale e oltre. La combinazione di cultura e cucina tibetane, l’eccellente tè, i reperti storici e le attrazioni moderne rendono Darjeeling un luogo da esplorare con grande piacere. Ecco le migliori esperienze da vivere nella regione per iniziare il vostro viaggio.

Folla di persone a Tiger Hill, con vista sul Monte Khangchendzonga e sul Monte Everest. Darjeeling, India. Emad aljumah/Getty Images
Folla di persone a Tiger Hill, con vista sul Monte Khangchendzonga e sul Monte Everest. Darjeeling, India. Emad aljumah/Getty Images
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1. Ammirate l’alba sulle montagne più alte del mondo

Ogni mattina, un’ora prima che la luce inizi a diffondersi nel cielo notturno, un convoglio di fuoristrada parte da Darjeeling. Il corteo si snoda lungo i ripidi versanti di Tiger Hill (2590 m), una vetta che solitamente spunta al di sopra della coltre di nebbia che avvolge Darjeeling quasi tutte le mattine. Situata a quasi 500 m sopra Darjeeling, la cima del Tiger Hill offre una vista impareggiabile sul Monte Khangchendzonga. Lo sguardo spazia anche sul più lontano Monte Everest (8848 m) e su molte altre delle montagne più alte del mondo.

Un mormorio si diffonde tra la folla mentre i primi raggi di sole tingono il versante del Khangchendzonga di un rosa caldo. A poco a poco, il sole scende verso le cittadine arroccate sulle creste sottostanti, che sembrano un groviglio di lucine natalizie nella nebbia. Poi il convoglio si rimette in moto per il viaggio di ritorno a Darjeeling.

Consiglio per l’organizzazione: Ci sono decine di compagnie che organizzano tour per Tiger Hill da Darjeeling. Cercate di arrivare presto per godervi una vista limpida, ma copritevi bene. I chai wallah si fanno strada tra la folla, servendo tè caldo a chi aspetta nell’aria fredda del mattino.

2. Rendete omaggio al grande alpinista Tenzin Norgay

L’Everest rimase inviolato fino al 1953, quando Edmund Hillary e la sua guida sherpa Tenzin Norgay furono i primi a raggiungere la vetta. Pur essendo originario del Nepal, Norgay è celebrato come un figlio del luogo a Darjeeling, dove ha vissuto gran parte della sua vita. Molte delle prime spedizioni per scalare l’Everest e altre importanti vette himalayane furono pianificate e partirono proprio da Darjeeling. L’Himalayan Mountaineering Institute (HMI) approfondisce la storia di queste spedizioni insieme alla geografia della maestosa catena montuosa.

Il cortile antistante il museo (che sorge all’interno del Padmaja Naidu Himalayan Zoo) ospita una statua di Norgay accanto al suo samadhi (luogo di cremazione). Scoprite di più su Norgay e sugli altri alpinisti pionieri, come Hillary, che superarono ogni previsione con un equipaggiamento minimo per scalare l’Everest, una montagna che continua a rappresentare un grande rischio e un grande fascino per gli alpinisti.

I visitatori sono invitati a partecipare a un rituale di preghiera presso la Pagoda della Pace giapponese di Darjeeling. Rahul D’silva/Shutterstock
I visitatori sono invitati a partecipare a un rituale di preghiera presso la Pagoda della Pace giapponese di Darjeeling. Rahul D’silva/Shutterstock
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3. Partecipate a una sessione di preghiera

Negli anni ’60 e ’70, Nichidatsu Fujii (noto anche come Fuji Guruji) contribuì a finanziare e costruire una rete di pagode della pace giapponesi in tutto il mondo. Tra le sette costruite in India, ce n’è una splendida alta 28 metri a Darjeeling. La pagoda della pace, di un bianco splendente (nota anche come shanti stupa), è di per sé una gioia da visitare, ma se arrivate intorno alle 4:30 del mattino o alle 4:15 del pomeriggio, potrete partecipare a una puja (cerimonia di preghiera) accompagnata dal suono dei tamburi.

I visitatori sono invitati a entrare in un tempio, situato ai piedi della pagoda della pace, a sedersi e a prendere in mano un tamburo. Seguite le indicazioni e il ritmo, dettato da uno dei buddisti che guidano la cerimonia. Potete partecipare solo a una parte della sessione o rimanere per tutti i 90 minuti.

4. Assaggiate tutte e quattro le raccolte del tè di Darjeeling

Darjeeling è circondata da colline color smeraldo, punteggiate da cespugli di tè, che producono, a parità di peso, il tè più costoso dell’India. Nella regione ci sono 87 piantagioni di tè, molte delle quali si estendono fino alla periferia delle città. Potrete assaggiare questo tè fantastico e delicato direttamente alla fonte in alcune piantagioni aperte al pubblico.

Le visite guidate alla Happy Valley Tea Estate e alla fabbrica sono disponibili tutto l’anno. Venite tra la fine di marzo e la metà di novembre, quando la temperatura è abbastanza alta da consentire la crescita del tè. Durante questo periodo si susseguono quattro raccolti distinti: le diverse stagioni producono tè dalle caratteristiche diverse, note come “flush”. Le visite alla piantagione Happy Valley si concludono con una degustazione di tutti e quattro i flush.

Consiglio per l’organizzazione: Durante le stagioni della raccolta, ​cercate di visitare la zona tra martedì e sabato. ​Di solito la domenica non si effettua la raccolta, quindi il lunedì le fabbriche sono più tranquille.

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5. Esplorate le tradizioni e l’artigianato tibetani

Nel 1950 la Cina invase il Tibet, annettendo il Paese e costringendo circa 100.000 tibetani a fuggire nei decenni successivi, tra cui il Dalai Lama, che fuggì nel 1959. Molti dei rifugiati attraversarono i confini del Tibet per raggiungere il Nepal e l’India settentrionale. Oggi i tibetani vivono ancora in esilio in questi luoghi. Una comunità particolarmente numerosa si è stabilita a Darjeeling e nei dintorni. Il Centro di auto-aiuto per i rifugiati tibetani è stato istituito principalmente come luogo in cui consentire ai rifugiati tibetani di mantenere vive le loro tradizioni, il loro patrimonio culturale e i loro mestieri.

Situato sul versante orientale di Darjeeling, lungo il crinale che scende dal centro della città, troverete laboratori di pittura, tessitura e lavorazione del legno, oltre al centro stesso, una mostra fotografica, un piccolo monastero buddista e un negozio dove è possibile acquistare artigianato tibetano, tappeti e altri articoli. È disponibile la spedizione internazionale.

Consiglio per l’organizzazione: Addentratevi nel groviglio di stradine che scendono da Chowrasta e chiedete alla gente del posto di indicarvi la direzione giusta. Google Maps spesso fatica a orientarsi tra queste strade, data la ripidità del versante lungo il quale scendono.

6. Gustatevi una ciotola fumante di thukpa

Quando i rifugiati tibetani sono arrivati a Darjeeling, hanno portato con sé anche le loro tradizioni culinarie. In città ci sono molti ottimi ristoranti che servono cucina tibetana, come la thukpa (una sostanziosa zuppa di pasta) e i momos (ravioli salati cotti al vapore, spesso serviti con una salsa al sesamo). Al Noryang Tibetan Kitchen la pasta e i momos sono preparati a mano ogni giorno, il che rende i piatti particolarmente freschi e gustosi.

Godetevi un viaggio panoramico tra le piantagioni di tè a bordo del trenino dell’Himalaya. Foto di Tilak Haria/Getty Images
Godetevi un viaggio panoramico tra le piantagioni di tè a bordo del trenino dell’Himalaya. Foto di Tilak Haria/Getty Images
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7. Attraversate le montagne a bordo di un treno a vapore

Nel 1879 iniziarono i lavori per la realizzazione di un’audace ferrovia a scartamento ridotto che collegasse Siliguri, situata a 152 m sul livello del mare, con Darjeeling, a 2100 m. Conosciuta come la Darjeeling Himalayan Railway (nota anche come DHR o Himalayan Toy Train), da allora è stata estesa fino a New Jalpaiguri, collegando Darjeeling ai servizi ferroviari di tutta l’India.

Originariamente una linea interamente alimentata a vapore, oggi le locomotive tradizionali percorrono solo un breve tratto del percorso da Darjeeling a Ghum e ritorno (1 ora e 40 minuti per tratta), mentre per la salita dalla pianura vengono ora utilizzati motori diesel. I binari corrono spesso parallelamente alla Hill Cart Rd e, non di rado, la attraversano. Quando il tempo lo permette, è possibile intravedere il Khangchendzonga oltre le piantagioni di tè.

Consiglio per l’organizzazione: Prenotate i biglietti tramite il sito web, spesso frustrante, delle Ferrovie indiane, oppure direttamente in stazione. Al di fuori dell’alta stagione, a volte è ancora possibile trovare biglietti disponibili il giorno stesso.

8. Visitate Observatory Hill, un luogo condiviso da due fedi

Parte della magia dell’India sta nel fatto che così tante religioni e confessioni diverse riescano a coesistere con relativamente pochi conflitti. Certo, non è sempre tutto rose e fiori, ma Observatory Hill è un faro per la convivenza delle diverse visioni del mondo. Situata proprio sopra la centrale Chowrasta Plaza di Darjeeling (nota anche come Darjeeling Mall), la cima della collina è inconfondibile per la sua fitta rete di bandiere di preghiera sia indù che buddiste, campane, piccoli templi e ancora altre bandiere di preghiera. Entrambe le fedi riconoscono Mahakala, un protettore del Dharma buddista e incarnazione di Shiva. I sacerdoti di entrambe le religioni uniscono le mani in preghiera, i monaci recitano incantesimi e, spesso, i macachi rhesus seminano allegramente il caos in mezzo a tutto questo.

Passeggiate tra gli edifici storici di Darjeeling, tra cui la Torre dell’Orologio, risalente al 1850. Anonymous_Mask/Shutterstock
Passeggiate tra gli edifici storici di Darjeeling, tra cui la Torre dell’Orologio, risalente al 1850. Anonymous_Mask/Shutterstock
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9. Scoprite la storia di Darjeeling attraverso i suoi edifici storici

Quando Darjeeling era una località di montagna della Compagnia Britannica delle Indie Orientali, divenne chiaro che i pendii circostanti erano luoghi eccellenti per la coltivazione del tè. In breve tempo, questa bevanda popolare iniziò a garantire alla regione un reddito costante durante tutto l’anno.

Le testimonianze di quest’epoca si trovano facilmente intorno al triangolo di spazio pubblico noto come Chowrasta, come la Chiesa di Sant’Andrea, costruita per la prima volta nel 1843. La Torre dell’Orologio, costruita nel 1850, rimane una delle strutture più emblematiche della città.

Molti degli edifici più raffinati sono stati trasformati in hotel. Strutture come il Mayfair Hill Resort, il Windamere Hotel (che offre ancora l’high tea anche a chi non alloggia in hotel) e l’Elgin sono tutte ospitate in splendidi edifici storici.

Un patrimonio spesso trascurato è la serena Bhutia Busty Gompa. Un tempo sorgeva in cima alla collina dell’Osservatorio, finché il Raj britannico non ne impose il trasferimento. La sua attuale ubicazione appartata, in fondo al pendio sul lato est di Chowrasta, si affaccia sul Khangchendzonga. All’interno del tempio si trova una serie di affreschi che raffigurano la vita del Buddha.

Consiglio per l’organizzazione: Come il Tibetan Refugee Self-Help Centre, anche il Bhutia Busty Gompa si trova a poco più di 1 km in discesa, a est di Chowrasta. Il tempio è spesso chiuso a chiave, quindi il momento migliore per ammirare gli affreschi è durante le preghiere delle 15:00.

10. Iscrivetevi al Gymkhana Club

Un’altra testimonianza del dominio coloniale britannico è il Darjeeling Gymkhana Club. Costruito nel 1909, con una sala da biliardo e impianti per il ping-pong, il badminton e il tennis, il Gymkhana costituiva un punto centrale della vita sociale di Darjeeling. Rimane ancora oggi un centro sociale e sportivo. Per i visitatori sono disponibili abbonamenti temporanei che consentono di accedere alla maggior parte delle strutture, oltre che al ristorante e alla caffetteria, economici e di discreta qualità, durante il soggiorno.

11. Passeggiate nei giardini

La bellezza naturale di Darjeeling non è stata completamente compromessa dallo sviluppo eccessivo e dalle piantagioni di tè. I suoi pendii ricoperti di foreste sono preservati in una serie di luoghi bucolici intorno alla città. Il più importante tra questi è il Lloyd Botanic Garden, che si estende su 40 acri e, grazie alla sua posizione su un ripido pendio, ospita piante e alberi provenienti da tre zone climatiche distinte. C’è anche un orchidario che espone alcuni dei bellissimi fiori autoctoni della regione. Più a nord, i giardini scolpiti e i sentieri fiancheggiati da panchine dello Shrubbery Nightingale Park offrono una splendida vista sulle montagne nelle giornate limpide.

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