Rotterdam, la città che sceglie sempre il futuro

Aspettare il taxi-boat sulla banchina, con la faccia che cerca di nascondersi nel cappuccio del piumino per trovare un po’ di riparo da un vento umido e testardo. Poi però sfrecciare su un’acqua scura che, attraverso la Mosa Nuova, porta in città tutta la forza del mare del Nord. Luci, acqua, vento e gru: è così che mi verrebbe da descrivere Rotterdam in quattro parole.

Rotterdam, la città che non è mai finita ©Ali A Suliman/Shutterstock
Rotterdam, la città che non è mai finita ©Ali A Suliman/Shutterstock
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Quando si propone Rotterdam come un’alternativa ad Amsterdam credo si compia un’inaccuratezza: le due città non potrebbero essere più diverse e sicuramente chi cerca scorci da cartolina potrebbe sentirsi smarrito tra questo continuo avanzare di metalli e vetri, ma anche di terra che si impone sull’acqua. C’è qualcosa di irrisolto nel rapporto tra Rotterdam e suo passato, spazzato via durante l’incendio causato dal massiccio bombardamento tedesco del 14 maggio 1940. Da allora la città ha puntato sul futuro, inseguendo l’innovazione per ridarsi forma. Il risultato è sorprendente, soprattutto se cercate di coglierlo con sguardi larghi, dal basso del mare o dall’alto dei numerosi rooftop.

Linterno del Nederlands Fotomuseum © Iwan Baan Courtesy Nederlands Fotomusem
Linterno del Nederlands Fotomuseum © Iwan Baan Courtesy Nederlands Fotomusem

L’ultima novità: la riapertura del Museo della Fotografia

C’è anche un altro tassello recente in questo continuo processo di rimodellamento della città. Il 7 febbraio 2026 ha riaperto il Nederlands Fotomuseum, il principale centro dedicato alla fotografia nei Paesi Bassi, trasferito in un grande magazzino storico affacciato sul Rijnhaven, nella zona portuale a sud della Mosa. L’edificio, il Santos warehouse, risale ai primi del Novecento ed era un deposito di caffè proveniente dal Brasile: oggi, dopo un attento restauro, ospita oltre 6,5 milioni di immagini, una delle collezioni fotografiche più vaste al mondo. I nove piani accolgono spazi espositivi, biblioteca, laboratori, aree per la comunità e un ristorante panoramico sul tetto, mentre tutto intorno al quartiere è in piena trasformazione urbanistica.

Per chi visita Rotterdam, questo spazio diventa interessante sia per le mostre, che sono un ottimo modo per conoscere meglio la città (Rotterdam in Focus: The City in Photographs 1843 – Now  ripercorre quasi due secoli di fotografie della città, seguendo le sue continue metamorfosi), ma anche per prendersi una pausa approfittando della fantastica biblioteca, una delle più grandi in Europa specializzata in libri fotografici. Ma l’unicità del luogo sta al secondo e terzo piano, dove una serie di strutture climatizzate ospita la collezione e il centro di conservazione del museo, con finestre in vetro che permettono ai visitatori di accedere agli spazi dell’atelier e di osservare da vicino il processo di conservazione e digitalizzazione.

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Il Tornado che contraddistingue il Fenix © Giulia Grimaldi
Il Tornado che contraddistingue il Fenix © Giulia Grimaldi

Altre cose da vedere a Rotterdam ora

Fenix, il museo delle migrazioni

Poco distante dal nuovo museo, nell’area portuale di Katendrecht, si trova Fenix, il museo dedicato alle migrazioni. Davvero rappresentativo di Rotterdam, città storicamente costruita su partenze e arrivi di popoli diversi, il museo si distingue per il Tornado: una grande scala-scultura in acciaio che avvolge lo spazio interno e porta fino al rooftop, richiamando l’idea di strade e vite che si incrociano. Una salita che emoziona forse più delle mostre all’interno.

Depot Boijmans Van Beuningen

Accanto al Museumpark, il Depot Boijmans Van Beuningen ribalta una regola non scritta: quello che di solito resta nascosto (depositi, conservazione, restauro) qui diventa parte della visita. È un “deposito visitabile” e pubblico, con opere e oggetti conservati in modo tecnico e visibile, e un edificio riflettente che letteralmente rimanda la città su se stessa. Presto diventato una delle icone della città, ha saputo iniziare un processo di trasformazione museale all’insegna della trasparenza.

Il soggiorno di Casa Sonneveld © Giulia Grimaldi
Il soggiorno di Casa Sonneveld © Giulia Grimaldi
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Casa Sonneveld

Se i vostri occhi hanno bisogno di una pausa da superfici metalliche e riflettenti e cercate linee pulite, colori tenui e un pochino di passato, fate un salto negli anni ’30. Huis Sonneveld è una casa-museo del Nieuwe Bouwen (funzionalismo olandese) che mette in mostra un modernismo domestico, fatto di design e di una quotidianità progettata con cura. Un controcanto silenzioso alla Rotterdam delle grandi trasformazioni, dove la spinta verso il futuro era già presente, ma intima.

L’esterno anni ’60 della Steigerkerk © Giulia Grimaldi
L’esterno anni ’60 della Steigerkerk © Giulia Grimaldi

Andare a Rotterdam nel 2030

Una città che vive nel futuro non può che avere già eccellenti piani sulla direzione da intraprendere. Ecco perché possiamo già consigliare di prevedere un viaggio a Rotterdam nel 2030. Tra le novità in attesa ci saranno

Nei prossimi anni uno dei cambiamenti più significativi riguarderà la ristrutturazione del Boijmans Van Beuningen, con un intervento da centinaia di milioni che cambierà radicalmente l’esperienza del museo. Il Depot è solo il primo passo: l’idea è che la visita cominci già dalla strada, attraversando giardini, installazioni all’aperto e spazi dedicati agli artisti emergenti, prima di arrivare alle grandi mostre e alla collezione storica. Un museo più compatto, che leghi le varie anime degli edifici che attualmente lo compongono, facilmente vivibile dagli abitanti e dai visitatori.

Il Museum Rotterdam si trasferirà nella Steigerkerk, una chiesa progettata nel 1960 da Chris Knol, dichiarata monumento nazionale nel 2013. Oggi il museo è molto concentrato sul bombardamento del 1940 e sulla Seconda guerra mondiale, ma la nuova sede dovrebbe aprire a racconti più ampi, più legati alle vite quotidiane della città. L’idea è di creare un luogo attraverso l’ascolto delle necessità degli abitanti, per cui sarà solo il futuro a svelarci la sua forma definitiva. Nel frattempo, vale la pena visitare la chiesa per lasciarsi stupire dalle sue forme rigide e dall’inaspettato giardino interno.

Accanto a Fenix, intanto, si prepara un altro intervento legato alla cultura contemporanea: il Danshuis, un centro dedicato alla danza che riunirà stili diversi e pubblici diversi, dagli amatori ai professionisti.

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Guardando a questi progetti si capisce che Rotterdam non sta cercando di diventare più bella o più turistica. Sta cercando di diventare sempre più se stessa. E per chi è stufo di imbattersi in città sempre più omologate potrebbe diventare la destinazione preferita, soprattutto perché c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere.

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Olanda

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Giulia ha viaggiato con Rotterdam Info

I collaboratori di Lonely Planet non accettano gratuità in cambio di recensioni positive.

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