Guida al Pireo: cosa fare oltre ad aspettare i traghetti
Cemento, ferro, palazzi che arrivano fino all'acqua, navi che sembrano salire sulla terraferma. Strade affollate, lingue diverse e taxi che caricano e scaricano valigie. La maggior parte dei visitatori pensa che il Pireo non sia altro che una banchina tra la vita di tutti i giorni e l'isola perfetta. Il Pireo però è una città di quasi 170.000 abitanti che, proprio grazie al suo ruolo di porto di Atene, è stata centrale nella storia della città, che si parli dell'antichità o del periodo leggendario del rebetiko, la musica che pulsa ancora in alcune taverne di quartiere.
Il quartiere del rebetiko
Il rebetiko è spesso chiamato «blues greco», ma la sua origine è molto più stratificata. Questa musica è nata nei primi anni del Novecento tra portuali, profughi dell’Asia Minore ed emarginati che vivevano in quartieri affollati del porto. Quando la guerra greco-turca del 1922 terminò, quasi un milione e mezzo di greci ortodossi furono sfollati dall’Anatolia; migliaia approdarono al Pireo con strumenti, ricordi e poco altro. Le loro raffinate tradizioni musicali da Smirne e Costantinopoli si mescolarono ai suoni grezzi della strada già presenti. Il risultato fu il rebetiko: diretto, emotivo, onesto sulla sofferenza, l’amore, la povertà, la resilienza.
Per decenni l’establishment greco ha spesso giudicato il rebetiko come musica da criminali, sovrapponendo la figura del magas (il duro di quartiere) a quello del rebeta. Eppure nel tempo questo suono si è rifugiato nelle sottoculture fino a contaminare tutta la società con il suo strumento principale, il bouzouki. Ancora oggi la musica e la cultura del rebetiko sopravvivono: basta sapere dove cercare.
Chi vuole perdersi tra le note semplici del rebetiko può anche provare a suonare il bouzouki, fermarsi a comprarne uno o semplicemente ammirare il lavoro degli artigiani: la bottega Skederidis, fondata nel 1922 al Pireo da una famiglia fuggita dall’Asia Minore, è ancora oggi anche un luogo di ritrovo, dove chi vuole si ferma, suona qualche nota, racconta la sua storia. Oppure lasciarsi ipnotizzare dal ritmo e provare a ballare: Thomas Kolovos e Giorgos Katsafados, presidente e vicebresidente dell’Hellenic Zeibekiko Center, insegnano lo zeibekiko, la danza solitaria che accompagna da sempre questa musica.
Dove andare
Oinopantopoleio To Eidikon
Un oinopantopoleio è parte negozio di vini, parte drogheria, parte ritrovo, parte locanda. To Eidikon esiste così dal 1920, quando ha aperto come piccolo mercato e gradualmente è diventato un centro del rebetiko. Qui la gente del posto e i viaggiatori si trovano ogni mercoledì e sabato sera per essere rapiti dal bouzouki. Ordinate retsina (il vino bianco preparato dall’oste), un piatto di mezze, e lasciatevi portare lontano dalla musica.
To Steki tou Artemi
Il locale di Artemis ha aperto nel 1926 come negozio di alimentari e taverna insieme. Il proprietario veniva da Paros; il negozio funzionava come servizio postale ufficioso, raccogliendo pacchi dai battelli isolani per i parenti che vivevano al Pireo. Come To Eidikon, è una delle poche taverne rebetiko originali ancora in funzione, che continua ad attrarre musicisti anche di giorno. Le pareti sono coperte di foto dall’era d’oro: cantanti, musicisti, gruppi familiari. State seduti abbastanza a lungo e qualcuno vi racconterà una storia su una delle persone in quelle foto, o della canzone scritta da un rebeta per celebrare il locale
Il rebetiko oltre al Pireo
Trovare altre taverne autentiche è difficile, ma non impossibile, soprattutto nei quartieri di Exarchia e Metaxourgeio. Solitamente compaiono come per magia, quando la notte è già densa, magari piovigginosa. Al contrario, spesso le taverne che propongono musica tradizionale offrono un mix di canzoni che raccontano la Grecia che voleva dimenticare questa musica un po’ dannata. Nulla di male, ma è bene saperlo. Tra i gruppi più fedeli al rebetiko originale c’è quello di Babis Papadimitriou (musicologo e musicista), chiamato Rast Hitzaz.
A Omonoia si può visitare un’altra storica bottega di liuteria del bouzouki, portata avanti da una famiglia di artigiani di origine armena, il laboratorio Tsakirian Bouzouki. Il bisnonno dell’attuale proprietaria aprì il laboratorio nel 1924, imparando il mestiere dal cognato, un liutaio arrivato al Pireo dopo la fuga da Smirne. Le loro creazioni, oltre a essere strumenti scelti dai musicisti più importanti della scena greca, sono anche oggetti preziosi da ammirare.
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Il Pireo oltre al rebetiko
Il Pireo non è solo musica. È il porto principale di Atene fin dal V secolo a.C., oltre che il nodo centrale della rete di traghetti dell’Egeo da cui si parte per quasi tutte le isole. Vale la pena guardarlo anche con occhi da semplice viaggiatore, non solo da appassionato di rebetiko.
Il Museo Archeologico del Pireo sorge sul sito di un teatro ellenistico del II secolo a.C., i cui resti sono ancora visibili nel giardino; le sale ripercorrono 2.200 anni di storia cittadina, dall’epoca micenea a quella romana. Tra i pezzi più celebri ci sono statue bronzee del IV secolo a.C. (tra cui un’Artemide) ritrovate per caso nel 1959 durante lavori alle fognature cittadine e sepolte lì, probabilmente, per proteggerle in un momento di pericolo.
Sul lungomare di Zea, il Museo Marittimo Ellenico racconta la storia navale greca dalla preistoria a oggi attraverso oltre duemila oggetti tra modelli di navi, dipinti e cimeli, incorporando nell’edificio stesso un tratto delle antiche Lunghe Mura di Conone; all’esterno si può vedere la torretta del sommergibile Papanikolis.
Con il profilo riconoscibile da lontano, il quartiere di Kastella sale sulla collina del Profitis Ilias, punteggiata di ville neoclassiche ottocentesche, un tempo residenze di armatori e famiglie benestanti. In cima, il teatro all’aperto Veakio ospita concerti e spettacoli estivi con vista panoramica sulla costa. Ai piedi della collina, Mikrolimani e Passalimani sono due porticcioli pieno di barche a vela e circondati da ristoranti di pesce.
Il Teatro Municipale del Pireo, inaugurato nel 1895 su progetto dell’architetto Ioannis Lazarimos, è uno degli edifici teatrali ottocenteschi meglio conservati della Grecia, con la sua facciata neoclassica a colonne corinzie e circa 600 posti a sedere.
Per mangiare pesce, i locali del Pireo si dividono in due scuole di pensiero: da Margaro, semplice e senza fronzoli, oppure da Varoulko, più raffinato e con ambizioni da grande cucina.
Per gli appassionati di sport, il Pireo è casa dell’Olympiacos, una delle squadre di calcio più forti di Grecia e acerrima rivale delle squadre ateniesi Panathinaikos e AEK. Le partite si giocano allo Stadio Karaiskakis; per orari e biglietti conviene controllare il sito del club o Ticketmaster Grecia.
Giulia ha viaggiato con Discover Greece.
I collaboratori di Lonely Planet non accettano gratuità in cambio di recensioni positive.