Le isole greche meno affollate dell'estate 2026: dove andare oltre le solite mete
La Grecia ha circa 6.000 isole, alcune sono famose in tutto il mondo, altre vengono in qualche modo selezionate da turisti di questa o quella nazione, come dei piccoli avamposti estivi provenienti da tutto il mondo. La verità è che non ci sono isole greche segrete, e quasi tutte soffrono di overtourism a luglio e agosto e di un rapido abbandono negli altri mesi, nonostante la loro bellezza raggiunga l'apice spesso in primavera o in autunno. Quelle meno celebri tra il pubblico internazionale sono spesso la destinazione privilegiata del turismo interno, anch'esso concentrato nel mese di agosto. Tuttavia, per chi è disposto a fare qualche ora di nave in più e non cerca il lusso estremo è possibile trovare, anche d'estate, delle spiagge non esattamente deserte, ma vivibili e tranquille. Il mare, state tranquilli, non vi deluderà. Ecco i nostri consigli su quali isole greche vale la pena raggiungere anche in alta stagione.
Samos: Pitagora e vino dolce
Samos è circondata da foreste di pini, oliveti e vigneti. Fu il luogo di nascita della dea Era, dell’astronomo Aristarco, che per primo elaborò la teoria della rotazione terrestre, e del matematico Pitagora. Il Tunnel di Eupalinos, acquedotto del VI secolo a.C. scavato attraverso una montagna da due squadre che si avanzavano da direzioni opposte incontrandosi a metà con un margine di errore di pochi centimetri, è uno dei capolavori dell’ingegneria antica. Il Tempio di Era, a pochi chilometri dalla città, era uno dei più grandi del mondo antico.
Per il mare, le spiagge più selvagge si trovano a nord, verso Potami e il Micro e Mega Seitani: raggiungibili solo a piedi attraverso un sentiero lungo circa un’ora, garantiscono una densità di turisti molto accettabile anche in agosto. Il Monte Kerkis e l’area circostante formano una vasta zona naturale perfetta per escursioni. La Grotta di Pitagora, nella zona nord-occidentale dell’isola, è un’altra tappa fuori dai circuiti. Il vino samio, dolce e ambrato, si beve ovunque e non è necessario cercarlo appositamente.
Il vino samio, dolce e ambrato, si beve ovunque, non farete fatica a trovarlo.
Come arrivare: voli diretti da Atene, traghetti da Pireo, Chios e Lesbo.
Lesbo: olivi, poesia e distillerie di ouzo
Lesbo è la terza isola più grande della Grecia, con castelli, ville nobiliari, oliveti che coprono gran parte della superficie e spiagge che si estendono per chilometri. Fu il luogo di nascita dei poeti Saffo e Alceo, del pittore naïf Theophilos e del romanziere Myrivilis. Il premio Nobel Odysseas Elytis la paragonò a una foglia di platano gettata in mare.
Il paesaggio è indentato da due grandi baie quasi chiuse, piene di pesce. Nell’interno, la foresta pietrificata è uno dei siti naturalistici più insoliti della Grecia: alberi trasformati in pietra 20 milioni di anni fa, conservati in modo straordinario. Le distillerie di ouzo nella zona di Plomari (alcune delle più famose della Grecia) offrono visite e degustazioni tutto l’estate. I villaggi tradizionali animati dall’entroterra, i borghi medievali con i loro kastelli e le specialità gastronomiche locali completano un’offerta che non dipende esclusivamente dal mare.
Per prepararvi al viaggio, una lettura indicata è A Lesbo con Saffo. Mito, splendori e vertigini di Elisabetta Garieri, pubblicato da Perrone nel 2026.
Come arrivare: voli diretti da Atene, Milano e Roma. Traghetti dal Pireo, da Chios e da Kavala.
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Chios: mastika e villaggi medievali
La parte più straordinaria di Chios non è sul mare. È nell’entroterra del sud, dove i Genovesi costruirono una rete di villaggi fortificati per proteggere la produzione del mastice dai pirati. Pyrgi è il più famoso e il più spettacolare: le facciate delle case sono ricoperte di decorazioni geometriche in bianco e nero (una tecnica chiamata xysta) che non assomiglia a niente di quello che si è già visto in Grecia. Mesta è invece il più intatto: un singolo grande edificio i cui muri esterni costituiscono il perimetro del villaggio, con un solo cancello d’ingresso che poteva essere sigillato contro gli invasori.
Prima di arrivare ai villaggi del mastice, vale la pena fermarsi a Kambos, la fertile vallata al centro dell’isola dove le famiglie più aristocratiche di Chios vivevano nelle loro ville, e dove la nobiltà genovese e locale iniziò a costruire i propri palazzi nel XIV secolo. Il Museo del Mastice vicino a Pyrgi è uno dei migliori musei monotematici della Grecia. La raccolta e la lavorazione del mastice sono rimaste praticamente immutate dall’epoca bizantina e sono state inserite nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Chios si esplora bene a piedi: i sentieri locali portano verso pastori tradizionali come la signora Stavrini e il signor Antonis, che accolgono i visitatori condividendo il loro mondo e i dolci al mastice. Nel villaggio di Pitios, nel nord dell’isola, si mangia pasta fatta in casa nelle trattorie locali e grazie ai codici QR sulle pareti del villaggio si possono ascoltare gli abitanti cantare canzoni tradizionali. Da non perdere anche Anavatos, l’antico villaggio bizantino abbandonato che si aggrappa ancora alla scogliera come un ricordo del passato medievale dell’isola.
D’estate l’isola ospita anche DEO Projects, un’iniziativa di arte contemporanea che ogni anno invita artisti greci e internazionali a lavorare in residenza e a esporre in diversi luoghi dell’isola.
Come arrivare: voli diretti da Atene, traghetti dal Pireo con Minoan Lines e Hellenic Seaways.
Da Chios si raggiunge in traghetto anche Cesme, in Turchia.
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Lemno: dune di sabbia e archeologia
Lemno ha una città di 5.000 anni, castelli, villaggi in pietra e una gastronomia basata su pesce e frutti di mare abbondanti e a prezzi contenuti. Il paesaggio è aperto e piatto, con dune di sabbia dorate che non ci si aspetta di trovare nell’Egeo. Mirina, il capoluogo, ha un castello veneziano che domina il porto e un lungomare con taverne rimaste oneste nei prezzi. Per chi si interessa di archeologia, il sito di Poliochni conserva tracce di insediamento risalenti al 4000 a.C.
Come arrivare: voli diretti da Atene, traghetti da Kavala e dal Pireo.
Guide e prodotti consigliati:
Samotracia: la montagna che emerge dal mare
Samotracia non è un’isola balneare. È una montagna che emerge dall’Egeo: il Monte Fengari, con i suoi 1.611 metri, è la cima più alta delle isole greche, con il mare che le sta intorno. I sentieri che lo attraversano sono impegnativi e portano attraverso foreste dense e pianure spazzate dal vento. La destinazione principale in estate sono le vathres, pozze naturali formate dai torrenti che scendono dalla montagna, con acqua fresca, rocce e vegetazione fitta. Le sorgenti termali completano l’offerta per chi cerca un turismo lontano dall’organizzato.
La capitale Hora, con le sue tradizioni ancora vive, e il Santuario dei Grandi Dei, dove si celebravano i Misteri Cabirici (riti iniziatici di cui si sa ancora molto poco) sono le tappe culturali principali.
Come arrivare: traghetti da Alexandroupoli, circa due ore.
Lero: il Dodecanneso dimenticato
Lero è un rifugio fatto di spiagge nascoste, baie, case tradizionali e neoclassiche, storia profonda e cultura gastronomica. L’architettura della capitale Lakki è art déco, retaggio del periodo di occupazione italiana.
Si combina bene con Lipsi, l’isoletta poco distante: la capitale Hora si affaccia su una baia naturalmente protetta come i gradini di un anfiteatro e sembra rimasta ferma nel tempo. A Lipsi si nuota, si fa immersione e pesca in acque limpide, e si passeggia tra i vicoli in compagnia di abitanti che tengono alle proprie tradizioni.
Come arrivare: voli stagionali da Atene, traghetti da Rodi, Kos e Pireo.
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Nisiro: il vulcano con tre nomi
Nysiros è rotonda, piccola, e ha un vulcano attivo al centro. I tre crateri si chiamano Stephanos, Alexandros e Polyvotis, e mentre ci si avvicina si sente un odore forte di zolfo, si vedono buche ribollenti e crepe nel terreno.
Il paese principale, Mandraki, è un villaggio di case bianche con balconi dipinti di legno colorato che si arrampicano sulla roccia vulcanica nera, con le sue piazze tranquille dove si beve l’ouzo con il meze e si osservano le antiche mura in pietra vulcanica.
Come arrivare: traghetto da Kos, circa un’ora.
Tilos: l’isola che ha scelto la sostenibilità
Tilos è interamente inclusa nella rete Natura 2000 per la varietà di piante, fiori, erbe e specie di uccelli rari che vi vivono o vi migrano. Circa 45.000 anni fa era l’ultimo habitat europeo degli elefanti nani d’Europa. Oggi è conosciuta per i suoi programmi di sostenibilità pionieristici e per i festival estivi che animano l’isola in modo inaspettato. Non ci sono strade trafficate né alberghi di catena.
Come arrivare: volo per Rodi e traghetto da Kamiros Skala in giorni selezionati, oppure da Rodi città; in alternativa volo per Kos e traghetto per Tilos. I traghetti non sono quotidiani: bisogna pianificare in anticipo.
Amorgos: l’isola de Il grande blu e le sue erbe
Ad Amorgos le scogliere scendono direttamente nel mare, e tra roccia e aacqua si trovano tesori che sembrano incastrati per magia, come il monastero di Chozoviotissa, incastonato nella roccia a 300 metri sul mare.
Le montagne invitano a camminare e fare escursioni con viste spettacolari e una flora ricchissima (le erbe di Amorgos sono famose in tutta la Grecia.) Le lagune con acque turchesi e limpide si prestano al nuoto, all’immersione e allo snorkeling; si può anche pescare o girare in barca tra le calette. L’isola è già nota ma rimane più tranquilla delle Cicladi principali, specialmente nel nord e fuori agosto.
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Alonissos: la riserva marina con le foche monache
Intorno ad Alonissos è stato istituito il Parco Marino Nazionale per la protezione della foca monaca mediterranea, uno degli ultimi rifugi per questo mammifero raro che vive in grotte inaccessibili, per cui barchini e imbarcazioni non possono avvicinarsi ad alcune delle isolette del parco.
La parte meridionale dell’isola è ricca di spiagge, baie e acque verde-azzurre con pini che arrivano fino al mare. La rete di sentieri segnalati porta attraverso foreste di pini, fitta vegetazione, cedri e agrifoglio, con erbe selvatiche di ogni tipo. Tra le tappe da non perdere c’è la cappella di Agion Anargyron, raggiungibile a piedi da Hora, il borgo antico con le case allineate come soldati che contemplano il mare dall’alto.