Camogli, cosa vedere nel borgo marinaro della Liguria
Camogli sa di salsedine, di focaccia e di reti da pesca. Si arriva qui da Genova in quaranta minuti di treno e ci si ritrova in un borgo dal carattere tutto suo, costruito su un rapporto secolare con l'acqua che unisce paesaggio e lavoro.
La Palazzata e i caruggi
Il fronte mare di Camogli è una parete di case alte e strette dipinte con colori accesi. Si chiama Palazzata, e le tinte sgargianti avevano una funzione pratica: servivano ai pescatori per riconoscere la propria casa dal largo. Le facciate dominano Via Garibaldi, il lungomare che insieme alla parallela Via della Repubblica costituisce l’asse pubblico del borgo.
Basta poi lasciare le due strade principali per entrare nei vicoli e nelle scalinate intrise di salsedine, fra archi medievali e reti stese ad asciugare, dove il paese torna alla sua misura quotidiana, con le botteghe, i passaggi coperti e le pendenze da affrontare con calma.
Su Via Garibaldi, appesa a una parete in una piazzetta, troverete anche una delle padelle usate in passato per la Sagra del Pesce, conservata come monumento con i pannelli che ne raccontano la storia.
Leggi anche:
L’Isola: la basilica e il Castello della Dragonara
Il cuore antico del borgo è uno scoglio che si chiama l’Isola, e su cui si concentrano i due edifici più importanti di Camogli.
La Basilica di Santa Maria Assunta ha facciata neoclassica e interni barocchi, con la ricchezza decorativa tipica delle chiese finanziate da comunità di naviganti. Accanto, il Castello della Dragonara è una struttura medievale con un belvedere e alcuni cannoni arrugginiti rimasti al loro posto. Non serve molto tempo per visitarli, ma la posizione vale la salita: da lì si capisce la geografia del borgo meglio che da qualsiasi altro punto.
Le spiagge di Camogli
A Camogli la è ampia, libera nel tratto più vicino all’Isola e occupata da stabilimenti in quello più orientale, e sul lungomare le fa da corollario una fila di bar e focaccerie.
Sedetevi qui con un pezzo di focaccia: da un lato guardate il mare aperto, dall’altro la Palazzata con i suoi dettagli.
Avvistare i cetacei nel Santuario Pelagos
Camogli si affaccia sul Santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini, un’area marina protetta di 87.500 chilometri quadrati che nasce da un accordo fra Italia, Francia e Principato di Monaco firmato nel 1999 ed entrato in vigore nel 2002. Dal 2001 è iscritto fra le Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea della Convenzione di Barcellona.
Nelle sue acque sono presenti dodici specie di mammiferi marini, fra cui la balenottera comune, il capodoglio, il tursiope, la stenella striata e il delfino comune. Dal borgo partono escursioni di avvistamento. Nessuno può garantirvi cosa vedrete, perché sono animali selvatici in mare aperto, ma la concentrazione di cetacei in questa porzione di Mediterraneo è tra le più alte del bacino.
Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.
Da Camogli a San Fruttuoso a piedi: il trekking nel Parco di Portofino
Questo è il vero motivo per cui vale la pena dedicare a Camogli una giornata intera.
Si parte la mattina presto da Via San Bartolomeo, dove una fontana segna l’imbocco del sentiero. La prima mezz’ora è di gradinate in salita tra muri a secco e case colorate, e porta a San Rocco, che si raggiunge anche in auto, con un ampio parcheggio sul margine sud-orientale dell’abitato, oppure in autobus da Ruta. A San Rocco riempite la borraccia e fate scorta di carboidrati al panificio del paese.
All’altezza della chiesa parte il sentiero per San Fruttuoso che passa da Batterie. I cartelli lo segnalano come molto impegnativo, e lo è se soffrite di vertigini o vi siete presentati in infradito, ma non richiede competenze alpinistiche. Il primo tratto è agevole e incrocia due sentieri sulla destra che scendono a Punta Chiappa. Se il vostro obiettivo è l’abbazia, guardatela dall’alto e tirate avanti.
Batterie è un balcone panoramico che durante la seconda guerra mondiale ospitava batterie d’artiglieria. Da qui il percorso cambia carattere: diversi passaggi sono attrezzati con catene e gli strapiombi sono reali. Il che significa non farsi distrarre dalle vedute su Cala dell’Oro, dove si dice sia nascosto il tesoro del pirata Dragut, e sulla torretta d’avvistamento che protegge la baia di San Fruttuoso dal Cinquecento.
L’ultima parte è una salita nel bosco fino al valico di Costa del Termine, poi la discesa verso l’Abbazia di San Fruttuoso, annunciata dagli ulivi e sdrucciolevole in alcuni punti. All’arrivo c’è il mare per rimettersi in sesto e un’architettura medievale da visitare.
Per il ritorno, l’itinerario che passa da Pietre Strette non presenta difficoltà tecniche, ma non è riposante: la salita iniziale all’ombra di lecci, castagni e carpini neri dura più di un’ora e dopo la mattinata si sente, nonostante il ruscello che vi accompagna. Da Pietre Strette, che è lo snodo centrale della sentieristica del parco, si segue lo sterrato fino a Gaixella e poi si scende a San Rocco, con il mare che torna ad aprirsi davanti.
Per l’intero anello calcolate dalle cinque alle sette ore, escluse le soste. Potete anche rientrare a Camogli in battello, oppure proseguire a piedi verso Portofino.
Leggi anche:
Da Ventimiglia a Genova: in bicicletta sulla costa ligure
La Sagra del Pesce e la Stella Maris: quando andare
La Sagra del Pesce si tiene la seconda domenica di maggio e va avanti dal 1952, quando nacque come omaggio a San Fortunato, patrono dei pescatori. Ruota attorno a una padella gigante in acciaio inox, con un diametro di circa quattro metri e un manico di sei, in cui vengono fritte tonnellate di pesce distribuite gratuitamente. Accanto alla parte gastronomica corre quella devozionale, con la processione dell’Arca di San Fortunato e dei crocifissi delle confraternite, che si chiude con la rincorsa sulla scalinata della basilica.
La Festa della Stella Maris cade la prima domenica di agosto ed è più raccolta. Prevede una processione via mare fino a Punta Chiappa e, la sera, migliaia di lumini galleggianti lasciati sull’acqua in omaggio alla Madonna, protettrice di marinai e pescatori.
Come arrivare a Camogli
Da Genova il treno impiega circa quaranta minuti ed è la soluzione più pratica, perché la stazione si trova dentro il paese e il centro storico non si gira in auto. Chi arriva in macchina deve mettere in conto la ricerca del parcheggio, che in alta stagione è la parte più faticosa della giornata.