Le riserve naturali tra monti e mare in Liguria

Come un'increspatura della crosta terrestre lunga 240 km e larga tra i 7 e i 35 km che emerge dal Mar Ligure, la Liguria è un territorio scolpito da una storia geologica turbolenta, responsabile della sua straordinaria varietà di ambienti naturali. Inciso da valli strette e profonde, orientate prevalentemente in direzione nord-sud, l’entroterra ligure raggiunge il mare sfumando in una costa lunga e frastagliata, segnata da un susseguirsi serrato di baie e promontori che trova tregua, solo sporadicamente, in brevi piane costiere. È da questo precipizio di montagne che si gettano in mare che scaturisce la matrice paesaggistica e ambientale della regione.

Porto Venere @Catherine Marcil/Shutterstock
Porto Venere @Catherine Marcil/Shutterstock
Pubblicità

Ben due sistemi montuosi, da ovest le Alpi, da est gli Appennini, convergono verso Genova, cedendosi il testimone a una manciata di chilometri dalla costa subito a Ponente del capoluogo, lungo la linea Sestri-Voltaggio. Il territorio ligure è quindi il risultato di due fasi orogenetiche distinte: quella che tra 90 e 40 milioni di anni fa ha portato alla nascita delle Alpi dalla collisione tra il paleocontinente africano ed europeo e quella che tra 24 e 5 milioni di anni fa vede l’apertura del Mar Ligure e il corrugamento della catena appenninica.

A livello naturalistico, l’eccezionalità di questa genesi si riflette nella compresenza di ben tre diverse regioni biogeografiche su una superficie esigua: specie animali e vegetali della regione mediterranea, continentale e alpina coesistono gomito a gomito dentro un fittissimo mosaico di habitat naturali.

Un sistema di aree protette articolate in un totale di otto parchi regionali, un parco nazionale e diverse riserve minori protegge quasi il 12% del territorio della regione, per una superficie complessiva di circa 60.000 ettari. 

Sentieri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre  @Mitali2371/Shutterstock
Sentieri nel Parco Nazionale delle Cinque Terre @Mitali2371/Shutterstock

Parco Nazionale delle Cinque Terre e Area Marina Protetta delle Cinque Terre Con soli 3868 ettari di

Parco Nazionale delle Cinque Terre e Area Marina Protetta delle Cinque Terre Con soli 3868 ettari di superficie, quello delle Cinque Terre è il parco nazionale italiano più piccolo e più densamente abitato. È proprio l’integrazione insolubile dell’elemento naturale con quello umano a determinare l’unicità di questo ‘paesaggio culturale’. L’area protegge 15 km di versanti costieri quasi verticali punteggiati da baie, spiaggette e piccoli borghi. Sui versanti si irradia una ragnatela di migliaia di chilometri di muretti a secco, baluardi eretti contro la pendenza della montagna, realizzati a partire dal Medioevo per consentire l’insediamento di un’agricoltura che è stata, giustamente, definita eroica. Una rete di sentieri ben segnalati si arrampica dal mare alle alture regalando panorami mozzafiato e addentrandosi in densi brani di macchia mediterranea dominata da lecci, corbezzoli, lentischi, eriche e cisti. Sui terreni più aridi ed esposti si insedia la cosiddetta gariga, regno di rosmarino, timo, lavanda e altre specie aromatiche. Più in alto si estendono vaste pinete di impianto a pino marittimo e pino d’Aleppo che, sui substrati più favorevoli, sono sostituite da boschi di querce (cerro, roverella e sughera) e castagneti. Entro i confini del parco trova rifugio una ricca avifauna che comprende diverse specie che nidificano sulle falesie come il falco pellegrino, la berta minore e la sterna e specie di ambiente boschivo tra cui il fringuello, il verdone e l’occhiocotto. Tra i mammiferi non mancano diverse specie di carnivori come il tasso, la volpe e la donnola.

Come contraltare sommerso della porzione emersa del parco, i 4591 ettari dell’Area Marina delle Cinque Terre sfoggiano una morfologia altrettanto variegata. Fatta eccezione per le spiagge di Corniglia e Monterosso, i suoi fondali sono prevalentemente rocciosi e sono considerati fra i più variegati e a maggiore biodiversità di tutta la Liguria, con un grande numero di specie di elevato valore naturalistico. Le aree a più stringente tutela sono quelle attorno a Punta Mesco e a Capo Montenero, dove l’abbondante presenza di coralligeno sfocia in una caleidoscopica varietà di specie marine che comprende spugne, briozoi, molluschi, crostacei e pesci. 

Pubblicità

Leggi anche:

Parco Naturale Regionale di Porto Venere

Nell’estremo Levante ligure, con perno tra l’omonimo promontorio e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto, questa riserva tutela un suggestivo tratto di costa incontaminata dove si alternano scogliere a picco sul mare, grotte marine e una vegetazione lussureggiante: 275 ettari in terraferma e 131 in mare che compendiano i principali ambienti naturali del Mediterraneo. Grazie alla varietà tipologica dei fondali, l’area di tutela marina ospita diversi preziosi ecosistemi del Mare Nostrum, tra cui tratti di prateria di posidonia. La porzione terrestre del parco mostra un elevato carattere di naturalità, con prevalenza di formazioni vegetali compatte che riflettono la mutevolezza dei microclimi: dalla gariga alla lecceta, dalle pinete ai querceti misti.

Il fiume Magra, in Liguria @Paolo Borella /Shutterstock
Il fiume Magra, in Liguria @Paolo Borella /Shutterstock
Pubblicità

Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.

Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara

La riserva comprende gli stretti tratti di ambiente fluviale che corrono lungo il fiume Magra e risalgono lungo il Vara, suo principale affluente, assieme alla porzione di ambiente collinare che abbraccia il promontorio del Caprione. Laddove il Vara attraversa un territorio prevalentemente boscoso e ben preservato dal punto di vista ambientale, il tratto spezzino della Magra dà origine a una vasta piana intensamente coltivata. L’habitat che si viene a creare lungo le sponde dei due fiumi è unico in Liguria, con una vegetazione palustre che a causa delle bonifiche è diventata sempre più rara anche nel resto d’Italia e che costituisce una significativa via migratoria per l’avifauna acquatica.

Il promontorio del Caprione presenta differenze ambientali sui due versanti. La costa è rocciosa e frastagliata, con vegetazione a gariga, macchia mediterranea, lecceta e pinete a pino d’Aleppo; mentre il versante sul fiume Magra degrada dolcemente verso la pianura con pinete a pino marittimo e boschi di latifoglie decidue.

Leggi anche:

Arte e cultura

I luoghi di "Portofino Blues"

8 minuti di lettura Aprile 2025

Parco di Portofino

L’area protegge il Promontorio di Portofino, unendo ecosistemi naturali e rurali che rappresentano una sintesi del paesaggio della Liguria costiera. La geologia del parco, con calcare a nord e roccia sedimentaria clastica a sud, varia da 0 a 610 m di altitudine, creando condizioni climatiche adatte a ospitare una compagine floristica tra le più ricche dell’Europa mediterranea, con oltre 700 specie botaniche. La vegetazione alterna boschi, frutteti, giardini e uliveti, con castagneti e carpineti nelle zone fresche e pinete e leccete nelle aree assolate. La fauna include la rara ninfa del corbezzolo (una farfalla), la raganella mediterranea, il geotritone e diversi gechi. L’avifauna comprende specie di macchia, bosco e pineta, con numerosi rapaci e uccelli marini. Mammiferi come cinghiali, volpi, tassi e scoiattoli sono comuni. L’Area Marina Protetta di Portofino 344 tutela uno degli ambienti marini più incontaminati del Mediterraneo settentrionale, con tre zone di salvaguardia a differente grado di tutela.

Pubblicità

Parco Naturale Regionale dell’Aveto

Gli oltre 3000 ettari di questa riserva incastonata nell’entroterra del Tigullio difendono gli ecosistemi naturali di una delle aree più selvagge dell’Appennino ligure, con tre valli principali che ricadono entro i suoi confini. La Val d’Aveto si caratterizza per le estese faggete e i pascoli d’alta montagna. La Valle Sturla precipita verso le spiagge del Tigullio attraversando una sintesi degli ecosistemi appenninici. La Val Graveglia è meta prediletta di geologi e appassionati grazie ai caratteristici affioramenti ofiolitici, antiche porzioni di crosta oceanica spinte in superficie dai movimenti tettonici che hanno dato vita agli Appennini.

La vista dal Monte Antola @Steve Pez
 /Shutterstock
La vista dal Monte Antola @Steve Pez /Shutterstock

Parco Naturale Regionale dell’Antola

A ridosso di una delle coste più urbanizzate del Mediterraneo resiste un territorio in gran parte ricoperto di foreste dove Genova custodisce la sua anima selvaggia: è un’oasi naturalistica tra le più incontaminate dell’entroterra. Cima più elevata del parco è il Monte Antola (1597 m), che sorge sul crinale di raccordo tra le sue valli principali, l’Alta Valle Scrivia e l’Alta Val Trebbia. Oltre alle formazioni forestali, un aspetto caratteristico della vegetazione del parco è rappresentato dalle copiose fioriture primaverili, tra cui l’emblematico narciso selvatico, che invadono i pascoli e le praterie più elevate. Assieme ai superbi panorami dell’arco alpino occidentale, sono uno dei maggiori richiami per gli escursionisti che si avventurano verso la cima della montagna.

Pubblicità

Parco del Beigua – UNESCO Global Geopark

L’area protetta più estesa della Liguria cinge 8723 ettari di crinali spazzati dai venti, che si sviluppano parallelamente alla linea costiera a cavallo tra le province di Genova e Savona. I suoi confini proteggono ambienti dai microclimi estremamente diversificati dove si insediano alcuni tra gli habitat più ricchi di biodiversità di tutta la regione. Le estese formazioni forestali annoverano le tre foreste demaniali di Deiva, Lerone e Tiglieto. La fauna registra le principali specie del territorio italiano assieme al loro predatore naturale, il lupo. Notevole per dimensioni e importanza è il transito di rapaci diurni migratori come il falco pecchiaiolo e il biancone. La stupefacente flora del parco è caratterizzata dalla compresenza di contingenti floristici mediterranei, centroeuropei, eurosibirici e circumboreali e presenta alcuni peculiari endemismi come la Viola di Bertoloni e la Peverina di Voltri. Dal 2015 l’UNESCO ha inserito il Beigua nella lista dei Geoparchi Globali grazie alla sua peculiare conformazione geologica in grado di gettare luce sull’evoluzione della catena alpina.

Il Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri @Eyesonmilan
 /Shutterstock
Il Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri @Eyesonmilan /Shutterstock

Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri

All’estremo Ponente ligure questa riserva è un mosaico di habitat alpini a una manciata di chilometri dalle palme della Riviera. I suoi oltre 6000 ettari sono distribuiti in quattro principali aree contigue, al cospetto delle più alte vette della regione che segnano confine tra Italia e Francia: Piancavallo, Dorsale Saccarello-Frontè-Monega, Comprensorio Gerbonte-Toraggio/Pietravecchia e Foresta di Gouta-Testa d’Alpe. Da formazioni boschive ancora mitigate dai tepori mediterranei si passa alle estese foreste di faggi e abeti e alle praterie d’alta quota. Oltre alla flora molto diversificata, la riserva spicca a livello faunistico per la presenza del lupo, del camoscio, del gallo forcello, dell’aquila reale e della pernice bianca.

Pubblicità

Parco Naturale Regionale Bric del Tana

A decretare l’istituzione di questa area protetta estesa su quasi 170 ettari è stata la rilevanza dei fenomeni carsici, che hanno punteggiato di guglie, grotte, doline e inghiottitoi il territorio attorno a Millesimo. Non trascurabile è la bellezza della vegetazione che, soprattutto vicino alle impervie topografie del Bric della Feia, si esprime in un elevato grado di naturalità. Dominano i boschi misti di latifoglie: castagneti alle quote inferiori e faggete alle superiori, habitat per una ricca avifauna.

Guide e prodotti consigliati:

Guida di viaggio

Liguria

Leggi anche:

Pubblicato nel

Destinazioni in questo articolo:

Liguria
Condividi questo articolo
Pubblicità