Safari, fiumi e la storia nascosta nelle Midlands sudafricane

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Nel distretto di uThukela, nell'entroterra delle Midlands del KwaZulu-Natal, il territorio di Inkosi Langalibalele ruota attorno alla cittadina di Estcourt, situata lungo l'autostrada N3 tra Durban e Johannesburg. A sud-ovest di questo hub economico si estende la Weenen Game Reserve, 5.000 ettari di praterie ondulate attraversate dal fiume Bushman, habitat di rinoceronti, giraffe e oltre 250 specie di uccelli. A est della città si trova invece la Wagendrift Dam Nature Reserve, intorno a un bacino artificiale apprezzato per pesca e nautica. L'area è incorniciata da colline erbose e altipiani interni, con un paesaggio rurale punteggiato da siti dell'Età del Ferro e affioramenti fossili. Nella parte più occidentale della provincia si trova l'uKhahlamba-Drakensberg Park, patrimonio dell'umanità, che ospita il Drakensberg, ossia la catena montuosa conosciuta come Monti dei Draghi, la cui estremità settentrionale si piega verso ovest, formando il confine con il Lesotho.

L’uKhahlamba-Drakensberg Park ©Eva Mont  / Shutterstock
L’uKhahlamba-Drakensberg Park ©Eva Mont / Shutterstock
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Estcourt, un avamposto di frontiera

Estcourt è una cittadina di pietra e mattoni rossi che si allunga lungo la confluenza del Bushman’s River e del Little Bushman’s River, a 1.196 metri sul livello del mare.  L’autostrada N3 passa vicino alla città, collegandola al resto del paese. Ha l’aspetto ordinato dei centri coloniali britannici: vie larghe, edifici bassi in arenaria locale, qualche chiesa anglicana, un forte che domina la collina.

Questo è il territorio di Inkosi Langalibalele, il capo hlubi del XIX secolo che si oppose al dominio coloniale e che nel 1873 rifiutò di registrare le armi da fuoco come ordinato dalle autorità britanniche. La sua resistenza gli costò la libertà ma il suo nome oggi identifica l’intero municipio, istituito nel 2016 dalla fusione di due amministrazioni locali.

Il paesaggio delle Midlands intorno a Estcourt è un alternarsi di colline erbose, altipiani interni e valli fluviali. Le praterie ondulate si estendono verso l’orizzonte azzurro del Drakensberg, che si innalza quarantuno chilometri a ovest della città. Non è un paesaggio spettacolare nel senso convenzionale del termine è piuttosto una bellezza orizzontale, fatta di ampiezza, di luce che cambia sulle colline, di nuvole che proiettano ombre lunghe sulle praterie. Le fattorie producono mais, bestiame, latticini. L’economia della zona si basa ancora sull’agricoltura, con grandi stabilimenti di lavorazione della carne – Estcourt ospita il più grande impianto di produzione di bacon del Sudafrica – e altre industrie alimentari come Nestlé, che produce caffè Nescafé Ricoffy per l’esportazione in tutta l’Africa.

Il paesaggio intorno a Estcourt  ©Angela N Perryman   / Shutterstock
Il paesaggio intorno a Estcourt ©Angela N Perryman / Shutterstock

La cittadina conserva Fort Durnford, costruito nel 1874 dall’ingegnere militare tenente colonnello Durnford come base per la Natal Mounted Police. È una struttura massiccia in arenaria locale, con muri spessi due piedi che si innalzano per trenta piedi, due torri quadrate agli angoli, finestre pesantemente sbarrate e feritoie ovunque. C’erano persino serbatoi d’acqua nel seminterrato, un ponte levatoio, un fossato e due tunnel segreti. Oggi ospita il museo della città e una collezione di uova di uccelli donata da Godfrey Symons. 

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Una giraffa nella Weenen Game Reserve ©Cre4tLvePh0to’s  / Shutterstock
Una giraffa nella Weenen Game Reserve ©Cre4tLvePh0to’s / Shutterstock

Safari in una riserva riconosciuta dall’UNESCO

A sud-ovest di Estcourt, la Weenen Game Reserve si estende per 5.000 ettari di praterie ondulate e boscaglia di acacie attraversate dal Bushman’s River, che scava una gola nelle rocce. La riserva fu istituita nel 1975 su terreni agricoli degradati e il lavoro di riabilitazione condotto da Ezemvelo KZN Wildlife l’ha restituita al suo antico splendore. Oggi ospita rinoceronti bianchi e neri reintrodotti, giraffe, kudu, zebre, antilopi, struzzi. Altre specie come il duiker grigio, il bushbuck, lo steenbok, lo sciacallo dal dorso nero e l’iena hanno ricolonizzato l’area naturalmente. Oltre 250 specie di uccelli sono state registrate nella riserva, e due capanni di osservazione posizionati presso pozze d’acqua permettono di vedere mammiferi e uccelli acquatici senza disturbarli.

A dispetto di altri parchi più noti questa è un’opzione meno battuta: gli animali non sono addestrati, non ci sono guide e nessuno ti garantisce che vedrai alcun tipo di animale. Ho percorso le strade sterrate della riserva dall’alba al tramonto, quando l’erba alta dell’estate in alcuni punti rendeva l’avvistamento degli animali più difficile ma eravamo due auto all’interno dell’intero parco. Le giraffe apparivano improvvisamente contro l’orizzonte delle colline azzurre, le zebre si spostavano in gruppi compatti, e in lontananza si intravedeva la sagoma massiccia di un rinoceronte bianco adulto in compagnia di un esemplare più giovane. I cartelli ti avvisano di stare attento ai leoni: se scendi dalla macchina, è a tuo rischio e pericolo ma non ho avvistato né leoni né leopardi.

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Weenen è un esempio straordinario di come un habitat gravemente degradato possa essere riabilitato con successo: è difficile credere che questo luogo dall’aspetto naturale, dove oggi pascolano rinoceronti e giraffe tra praterie ondulate e boscaglia rigogliosa, fosse un tempo un terreno agricolo sfruttato eccessivamente. Il lavoro di recupero condotto da Ezemvelo KZN Wildlife a partire dal 1975 ha trasformato pascoli esauriti e suoli erosi in un ecosistema funzionante, reintroducendo specie che erano scomparse dalla regione e permettendo ad altre di ricolonizzare spontaneamente l’area.

Il Beacon View Trail, un sentiero di tre chilometri che parte dal sito pic-nic di Umbunizini, porta a un punto panoramico sul bordo di un’altura da cui si domina l’intera riserva e la valle del fiume sottostante. C’è anche un sentiero 4x4 per chi cerca un’esperienza più avventurosa.

La riserva fa parte del Thukela Biosphere, un’area di conservazione riconosciuta dall’UNESCO che copre circa 100.000 ettari di boscaglia valliva, uno dei pochi tratti formalmente protetti di questo ecosistema nel paese.

Nella riserva sono state registrate oltre 250 specie di uccelli © Lucia Antista
Nella riserva sono state registrate oltre 250 specie di uccelli © Lucia Antista

Dove dormire e quando andare

L’offerta è contenuta ma accogliente: country lodge e bed & breakfast. Nella riserva è possibile dormire in un’area predisposta al campeggio o nei cottage.

I mesi secchi da giugno a settembre offrono la migliore visibilità, poiché gli animali si radunano vicino alle pozze d’acqua.


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