Il fascino del métro di Parigi

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Dalle prime luci dell’alba fino a notte fonda, sotto le strade di Parigi opera una rete di trasporti brulicante di persone di ogni tipo: lavoratori e studenti, famiglie e single, vite che si sfiorano e si intrecciano mentre attraversano la città. Il métro, con la sua storia affascinante e linee eleganti ma anche moderne. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

métro di Parigi e Tour Eiffel
Il métro di Parigi: 245 km di binari su cui sfrecciano quotidianamente 4,5 milioni di passeggeri ©Joris Photography/Shutterstock
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Togliere il velo all’invisibile

Nella capitale francese c’è un capolavoro al quale non si sfugge, un’opera monumentale che da oltre un secolo resiste alla prova del tempo. Non è il Louvre né la Tour Eiffel e nemmeno il maestoso Arc de Triomphe. È lo spazio dove inevitabilmente si incontrano turisti, parigini e gente di ogni provenienza. È la metropolitana di Parigi.

Simile a un sistema nervoso, la rete del métro si ramifica in tutta la città. Con quasi 245 km di binari su cui sfrecciano quotidianamente 4,5 milioni di passeggeri, è una presenza onnipresente che racchiude una moltitudine di storie, legate all’architettura, alla tecnologia e all’arte.

Anno dopo anno il métro è diventato parte dell’identità di Parigi. Eppure, la maggior parte dei parigini lo associa all’immagine di banchine affollate, lunghi tunnel e pareti di piastrelle bianche, avendone una conoscenza limitata. La metropolitana fu un punto di svolta nella modernizzazione della città, contribuendo a farla diventare una vera e propria metropoli agli albori del XX secolo.

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La sfida della costruzione

Per comprendere quale ruolo ebbe la metropolitana nello sviluppo di Parigi, occorre partire dalla fine del XIX secolo. Stabilita la necessità di una linea ferroviaria urbana, si dibatté a lungo su come realizzarla. Londra aveva optato per una rete sotterranea di treni a vapore che, pur funzionando da quasi quarant’anni, produceva una gran quantità di fumo intossicando i passeggeri. Il governo francese impiegò anni per vagliare le soluzioni tecniche più idonee.

Fu la scadenza dell’Esposizione Universale del 1900 a dare una spinta decisiva al progetto. Parigi non poteva accettare di restare indietro rispetto a città come Londra e New York. L’avvento dell’energia elettrica alla fine dell’Ottocento permise a Fulgence Bienvenüe, l’ingegnere visionario che ideò il progetto della metropolitana, di portare a termine l’opera. Per celebrarla, lo stesso Bienvenüe usò queste parole: “Grazie al fulmine rubato a Giove, la stirpe di Prometeo viene trasportata per le profondità della terra”. La prima linea del métro fu inaugurata nel 1900 e segnò l’inizio della fitta rete di trasporti che conosciamo oggi.

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La metropolitana conta 16 linee e oltre 300 stazioni ©Kirill Neiezhmakov /Shutterstock
La metropolitana conta 16 linee e oltre 300 stazioni ©Kirill Neiezhmakov /Shutterstock

Efficienza capillarità

opo più di 120 anni, la metropolitana conta 16 linee e oltre 300 stazioni, che permettono di raggiungere ogni angolo di Parigi e anche alcune zone fuori città. Nelle intenzioni espresse da Bienvenüe, la rete avrebbe dovuto garantire che “nessun luogo di Parigi distasse più di 400 m da una stazione e che nessun viaggio richiedesse più di due cambi”. Di fatto l’interconnessione tra le varie linee è migliorata nel tempo e, per quel che riguarda l’obiettivo della prossimità, l’efficienza della rete urbana si attesta su una distanza media di circa 700 m tra due stazioni. In tal modo i parigini hanno più stazioni tra cui poter scegliere in base alle loro necessità.

Da questo punto di vista, la metropolitana di Parigi differisce da quella di Berlino o di Londra, dove più linee corrono sugli stessi binari e le stazioni a volte sono molto lontane tra loro. Di conseguenza, salire e scendere dal métro nel cuore di Parigi è un po’ come salire e scendere dall’autobus: facile e comodo.

Muoversi come i parigini

Questo servizio così capillare fa sì che il métro sia il mezzo ideale per spostarsi a Parigi e scoprire la città. Consente non solo di servirsi degli stessi trasporti che utilizzano i parigini, ma anche di raggiungere comodamente tutte le principali mete d’interesse turistico.

Anche il métro ha le sue regole, come tenersi a destra sulle scale mobili: secondo una norma ormai desueta, ostruire il passaggio può comportare una multa, anche se raramente viene applicata. Per usare al meglio il métro, come sanno i parigini, esistono alcuni trucchi. Per esempio, scendendo a Trocadéro invece che a BirHakeim si può godere di una vista mozzafiato sulla Tour Eiffel dal piazzale del Palais de Chaillot. Scendendo ad Abbesses invece che ad Anvers si sbuca in una graziosa piazza alberata di Montmartre, piuttosto che in un viale trafficato. I veri parigini si riconoscono dall’abilità con cui si orientano sulla rete del métro e nelle stazioni più caotiche, oltre che da come si coordinano con le linee in superficie, ottimizzando stazioni di uscita e scelta dei vagoni.

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L’atmosfera steampunk dlla stazione Arts et Métiers ©Celli07  /Shutterstock
L’atmosfera steampunk dlla stazione Arts et Métiers ©Celli07 /Shutterstock

Le stazioni accolgono l’arte

Il métro è un capolavoro di ingegneria, architettura e tecnologia, ma è noto che i passeggeri non sempre lo percepiscono come tale, soprattutto durante le ore di punta. Sebbene alcuni tratti della rete appaiano in perenne fase di rinnovo, è anche vero che molto è stato fatto per portare l’arte nel mondo sotterraneo.

Ecco alcune stazioni decorate con opere d’arte situate in corrispondenza di mete turistiche.

  • Arts et Métiers presenta un’affascinante ambientazione steampunk che prelude alle invenzioni illustrate al Musée des Arts et Métiers.
  • La stazione Concorde ha le pareti tappezzate di 44.000 piastrelle di ceramica che compongono il testo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, che potete leggere prima di visitare il Jardin des Tuileries e l’Hôtel de la Marine.
  • A Bastille, le banchine della linea 1 sono decorate con un grande dipinto murale realizzato per celebrare il bicentenario della Rivoluzione francese.
  • Se la vostra destinazione è il Quartiere Latino, merita assolutamente vedere i mosaici della stazione Cluny–La Sorbonne, con intorno le firme dei famosi intellettuali che un tempo animavano questo quartiere.

E domani?

Entro il 2031 la metropolitana di Parigi dovrebbe estendersi ben oltre gli storici 20 arrondissements e le aree periferiche più vicine: lanciato nel 2010, il progetto Grand Paris Express punta infatti a realizzare un ampliamento della rete odierna con la creazione di quattro nuove linee e a facilitare i collegamenti tra le aree periferiche esterne. Tale approccio riflette la realtà dell’attuale densità abitativa e le mutate dinamiche di pendolarismo, con passeggeri che viaggiano non più solo verso il centro della città, ma anche da un sobborgo periferico all’altro.

Tra i cantieri più ambiziosi d’Europa, questa rete metropolitana modernizzata andrà a superare l’attuale schema di linee radiali che si dipartono dal centro. I Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024 hanno dato impulso alle prime estensioni operative della linea 14. E in attesa di nuovi sviluppi, i curiosi possono già visitare la Fabrique du Métro, un museo immersivo che permette ai visitatori di immedesimarsi nel futuro utente del métro. Scendete alla stazione Mairie de Saint-Ouen (linea 13 o 14) e… buon viaggio!

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