I bouillon di Parigi: la storia delle grandi brasserie popolari e dove provarne una

Nati a metà Ottocento come ristoranti popolari per offrire un pasto caldo a un prezzo accessibile a tutti, oggi i bouillon di Parigi sono un’opzione trendy dove poter gustare diversi piatti della cucina tradizionale francese, a un prezzo contenuto e in un ambiente dall'atmosfera suggestiva.

I bouillon di Parigi permettono di mangiare piatti della tradizione a prezzi contenuti ©Petr Kovalenkov / Shutterstock
I bouillon di Parigi permettono di mangiare piatti della tradizione a prezzi contenuti ©Petr Kovalenkov / Shutterstock
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La riscoperta dei bouillons

Il concetto di bouillon nacque nel 1855, quando il macellaio Baptiste-Adolphe Duval aprì vicino a Les Halles una mensa popolare che poteva accogliere fino a 500 persone alla volta. Qui si serviva carne con il suo brodo, il bouillon appunto, che diede il nome a questo tipo di brasserie popolari. Nel Novecento questo modello di ristorazione andò in crisi e molti bouillon chiusero per essere poi recuperati e riaperti qualche anno fa.

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Oggi i bouillons stanno vivendo una rinascita, come dimostrano le code che si vedono all’esterno di questi locali. La loro formula è vincente, perché offrono una cucina semplice e sostanziosa, in un ambiente vivace e spazioso, e a prezzi contenuti per la media di Parigi. In più non serve prenotazione e il servizio è continuo. Tra i piatti da provare ci sono i classici della cucina francese popolare, come il come boeuf bourguignon, uova con maionese, poireaux vinaigrette (porri con vinaigrette), pot-au-feu (il bollito di manzo con verdure), steak frites, blanquette de veau, crème caramel e profiteroles con cioccolato caldo.

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Uno scorcio di Bouillon Chartier a Parigi ©Petr Kovalenkov / Shutterstock
Uno scorcio di Bouillon Chartier a Parigi ©Petr Kovalenkov / Shutterstock

Quale bouillon provare e dove

Bouillon Chartier 

A Parigi è considerato un’istituzione e la sua fama fa sì che ci siano lunghe code per entrare (anche di più di un’ora). Chi ci è stato, però, conferma che ne vale la pena. I camerieri vestono ancora seguendo lo stile storico di questi locali, con giacche nere e grembiuli bianchi. Le sedi sono tre, aperte tutti i giorni con servizio continuo dalle 11:30 a mezzanotte. Non serve prenotare. 


Il Bouillon Chartier Grands Boulevards è stato aperto nel 1896. Da allora l’ambiente è rimasto uguale. C’è un’immensa sala da pranzo con specchi illuminati, lampadari pendenti, superfici in legno intagliato e rame luccicante, e persino la credenza con i cassettini dove, un tempo, i clienti abituali riponevano i propri tovaglioli. Bouillon Chartier Montparnasse ha aperto nel 1903 ed è in puro stile Art Nouveau, con pareti rivestite di piastrelle in ceramica di Louis Trézel. Infine c’è Bouillon Chartier Gare de l’Est, la cui atmosfera ricorda la Parigi degli anni Cinquanta.

Bouillon Pigalle a Parigi ©Petr Kovalenkov / Shutterstock
Bouillon Pigalle a Parigi ©Petr Kovalenkov / Shutterstock
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Bouillon Pigalle

Aperta nel 2017 a Pigalle dai fratelli Moussié, questa brasserie XXL riproduce l’atmosfera tipica dei bouillon. Da non perdere se si vogliono gustare escargots e steak-frites a prezzi contenuti.

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Le Petit Bouillon Pharamond

Si tratta di un bouillon vecchio stile con tutti i grandi classici della cucina tradizionale francese, dal boeuf bourguignon all’anatra confit, più qualche piatto normanno come la trippa alla moda di Caen. Aperto nel 1879 da Alexandre Pharamond al numero 24 di rue de la Grande Truanderie, nel cuore del 1° arrondissement, si dice che nel corso del Novecento sia stato frequentato da Oscar Wilde, François Mitterrand, Georges Clémenceau e persino da Ernest Hemingway. Rispetto agli altri bouillon, qui è consigliato prenotare, anche se si può comunque trovare un tavolo se si è di passaggio.

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