Canyon del Verdon a settembre: kayak e trekking nel Grand Canyon d'Europa
Il Verdon è profondo 700 metri e largo, nel suo punto più stretto, appena sei metri. Il fiume che lo ha scavato ci ha messo due milioni di anni e oggi scorre ancora là in fondo, verde smeraldo, tra pareti calcaree bianche che non vedono il sole per ore. Quando Edouard-Alfred Martel lo esplorò per la prima volta nel 1905 (primo uomo a discendere l'intera gola) scrisse che era "la vera meraviglia senza secondi in Europa, il più americano di tutti i canyon del Vecchio Continente." Aveva ragione su entrambe le cose.
Le Gorges du Verdon sono il canyon più grande d’Europa. Il tratto spettacolare, quello che tutti fotografano e che i francesi chiamano Grand Canyon du Verdon, si estende per 25 km tra Castellane e il lago di Sainte-Croix, nella Provenza alpina, al confine tra le Alpes-de-Haute-Provence e il Var. Luglio e agosto portano qui decine di migliaia di visitatori, code sui belvedere, kayak affollati sul lago. Settembre svuota i parcheggi, abbassa le temperature di qualche grado, e restituisce al canyon la sua natura fondamentale: un posto dove il silenzio è interrotto solo dal rumore dell’acqua sulle rocce.
Perché settembre è il momento giusto
Le temperature di settembre nelle Gorges du Verdon si assestano tra i 20 e i 25 gradi durante il giorno, con notti fresche che scendono intorno ai 12-14 gradi. Il caldo intenso di luglio e agosto, che rende il Sentiero Martel un’impresa faticosa già dalle prime ore del mattino, lascia il posto a condizioni ideali per camminare.
Maggio-giugno e settembre sono i mesi migliori per visitare le gole, con temperature piacevoli, siti meno affollati e paesaggi verdi. Lo stesso vale per le attività acquatiche per cui settembre è il mese in cui il kayak sul lago e nelle gole inferiori si pratica con più tranquillità e spazio.
Il Parco Naturale Regionale del Verdon, istituito nel 1997, copre l’intera area e mantiene attivi fino a novembre i suoi servizi principali, incluse le navette per il Sentiero Martel. Il mese offre quindi la finestra perfetta: tutto è ancora aperto, funzionante, accessibile, ma senza la pressione di agosto.
Il Sentiero Martel: scendere nel canyon a piedi
Il Sentiero Blanc-Martel è l’escursione che definisce le Gorges du Verdon. Prende il nome dallo stesso Martel che esplorò la gola nel 1905, e percorre parte del GR4, il Grande Sentiero che attraversa la Francia da ovest a est. È un percorso a senso unico di circa 15-16 km che parte dallo Chalet de la Maline, a La Palud-sur-Verdon, e arriva al Point Sublime, il belvedere panoramico più spettacolare dell’area. Il dislivello è di circa 900 metri e il tempo medio di percorrenza è tra le 6 e le 7 ore: si pianifica per un’intera giornata.
Il sentiero scende nel fondo della gola attraverso boschi, tratti detritici e passaggi esposti dove corde e cavi metallici assistono il camminatore. I punti più tecnici sono le sei scale metalliche con 252 gradini totali, inclusa una scala quasi verticale di fronte alle grotte Feres ed Escalens. Verso la fine del percorso si attraversano tre gallerie buie, resti di un progetto ottocentesco che ambiva a deviare le acque del Verdon: la torcia frontale non è facoltativa. È un sentiero difficile e si sconsiglia di percorrerlo senza esperienza escursionistica.
La logistica è risolta da una navetta che, da aprile a novembre, collega La Palud-sur-Verdon allo Chalet de la Maline al mattino e raccoglie i camminatori al Point Sublime nel pomeriggio. Va prenotata con almeno 24 ore di anticipo sul sito del parco. Cani e mountain bike non sono ammessi sul sentiero.
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Kayak: il canyon visto dal basso
La prospettiva che il Sentiero Martel non può dare è quella dal livello dell’acqua: le pareti che si alzano verticali per centinaia di metri su entrambi i lati, il cielo ridotto a una striscia di luce in cima, il silenzio amplificato dalla pietra. Il kayak è il modo per averla.
Il punto di imbarco principale per le Gorges è il Pont du Galetas, all’imbocco del Grand Canyon dal lato del lago di Sainte-Croix. Da qui si entra nella gola remando controcorrente, con le pareti calcaree che si chiudono progressivamente. Intense Verdon, uno degli operatori storici della zona, indica settembre come uno dei mesi migliori per questa esperienza, con acqua più tranquilla rispetto ai periodi di maggior afflusso. Il Canyon di Baudinard, nelle gole inferiori, è un’alternativa più accessibile: pareti di 150 metri, due laghi, fondo stretto percorribile anche da chi è alla prima esperienza. L’operatore Aquattitude a Montpezat propone noleggi da tre a sei ore con kayak singoli e doppi.
Per i percorsi in acque più mosse il consiglio è di verificare sempre il calendario dei rilasci EDF prima di prenotare, poiché la portata del fiume dipende dalla gestione delle dighe. Gli operatori locali forniscono questa informazione e adattano le uscite di conseguenza.
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Le pareti delle Gorges du Verdon non sono solo uno sfondo. Dagli anni Sessanta sono uno dei siti di arrampicata più importanti del mondo, con oltre 500 vie attrezzate su calcare di qualità eccezionale. Si dice che la moulinette (la tecnica del top rope) sia stata inventata qui: le vie più famose si raggiungono calandosi dall’alto, perché l’accesso dal basso è impossibile. Bisogna sporgersi dalla balaustra del belvedere, trovare l’attacco, e scendere nel vuoto. La prima grande via, La Demande, fu aperta in due giorni nel 1968 da François Guillot e Joel Cöqueugniot: da allora, ogni generazione di arrampicatori europei è passata da qui.
Settembre e l’autunno sono le stagioni ideali per arrampicare nel Verdon: la roccia è asciutta, il calore estivo è sceso, la luce dura più a lungo di novembre. Le falesie di monotiri intorno ad Aiguines e al Pont du Galetas (Col d’Ayen, Félines, Valaute, Vallon d’Estay) sono adatte a chi non vuole affrontare le vie lunghe. Il Col d’Ayen offre vie verticali dal 5b al 6b su pareti di 20 metri con vista sulle gole. Per chi vuole un accompagnamento, gli operatori di Moustiers-Sainte-Marie organizzano uscite guidate per tutti i livelli.
Come arrivare
Le Gorges du Verdon non sono raggiungibili senza un mezzo proprio. Gli aeroporti più vicini sono Nizza e Marsiglia, entrambi a circa due ore di guida.
Castellane è il centro più importante sul versante est delle gole e il punto di partenza naturale per chi viene dall’Italia.
Moustiers-Sainte-Marie, sul versante ovest, è il borgo provenzale più famoso dell’area e un buon punto base per il lago di Sainte-Croix.
La Route des Crêtes (D952) percorre il bordo della riva destra offrendo i belvedere più spettacolari. La Corniche Sublime (D71) fa lo stesso sulla riva sinistra. Percorrerne una all’andata e l’altra al ritorno è il modo classico per vedere le gole in auto.