15 luoghi per vivere la storia di Parigi
Ovunque si scavi, a Parigi (lavori di costruzione di nuove linee del métro, nuovi alberghi) spuntano reperti del passato, talvolta millenari, puntualmente recuperati da squadre di archeologi chiamati sul posto. I ritrovamenti più straordinari? Alcune piroghe in perfetto stato di conservazione portate alla luce nel sito neolitico che costituì il primo insediamento stabile a Parigi, sulle rive della Senna vicino a Bercy. È al fiume che Parigi deve il suo sviluppo. Quando l’esercito di Giulio Cesare conquista la Gallia nel I secolo a.C., il generale descrive nei suoi scritti i parisii: una tribù celtica stanziata su un’isola in posizione strategica, da cui controllava i commerci sul fiume, con una moneta propria. La trasformazione di Parigi in una grande capitale ha inizio nel Medioevo, quando la neonata università comincia ad attirare nel Quartiere Latino studiosi da tutta l’Europa. La moderna Parigi nasce con il barone Haussmann, l’urbanista che decise di radere al suolo i malsani vicoli medievali per far posto ad ampi viali, eleganti palazzi con balconi e vasti parchi. Nonostante secoli di cambiamenti radicali, la Senna è da sempre la linfa vitale di Parigi – non a caso, nello stemma della città compare il motto latino fluctuat nec mergitur (‘fluttua ma non affonda’), diventato l’emblema della capacità di ripresa dei parigini dopo gli attentati terroristici del 2015. La memoria di questi eventi cruciali è visibile in tutta la capitale. Abbiamo raccolto 15 luoghi che raccontano i momenti salienti della città.
1. Arènes de Lutèce
Dopo aver sconfitto i galli, nel 52 a.C. i romani fondano una città, Lutetia (Lutèce in francese), che si estende con tutte le sue infrastrutture (foro, terme, teatro e anfiteatro) dall’Île de la Cité fino alla Rive Gauche, vicino all’odierno Panthéon. Pur non essendo capoluogo di provincia, Lutetia è una città prospera, con una popolazione di circa 8000 abitanti. Ancora oggi si possono vedere antichi resti romani nella Crypte Archéologique (sotto il sagrato di Notre-Dame) e vestigia delle terme (sotto il Musée de Cluny), e persino giocare a boules nell’anfiteatro Arènes de Lutèce.
2. Église Saint-Germain-des-Prés
Una delle figure chiave della storia antica di Parigi è Genoveffa (Geneviève), la santa patrona, che secondo la leggenda salvò la città dagli unni di Attila nel 451. Più tardi arriva Clodoveo I (466-511 circa) che, dopo essersi convertito al cristianesimo, unifica i franchi in un solo regno e dichiara Parigi capitale. Sotto i re franchi, la città conosce una nuova espansione e si arricchisce di importanti edifici, come l’abbazia di Saint-Germain-des-Prés. La chiesa edificata sul sito dell’abbazia, la più antica della città, svetta ancora tra le eleganti vie dello shopping della Rive Gauche.
3. Notre-Dame
Nel Medioevo Parigi diventa la città più popolosa d’Europa. I mercanti prosperano e si costituiscono le prime corporazioni. Nel XII e XIII secolo l’attività edilizia si fa frenetica. Nel 1136 viene avviata la costruzione della Basilique de Saint-Denis, che inaugura lo stile gotico poi perfezionato da Notre-Dame, la cui costruzione inizia nel 1163 e si protrae fino alla metà del XIV secolo. Le scuole sorte nelle vicinanze fanno della splendida cattedrale uno dei principali centri del sapere medievale. Cuore geografico e spirituale della città, da allora Notre-Dame ha fatto da cornice a molti eventi storici – da nozze reali fino alla liberazione dall’occupazione nazista.
4. Conciergerie e Palais de Justice
La storia del Palais de Justice e della Conciergerie si snoda attraverso secoli di potere. Quando viene proclamato re nel 987 (e Parigi diventa sede della monarchia), Ugo Capeto sceglie come propria residenza il palazzo del governatore romano sull’Île de la Cité, dove oggi sorge il Palais de Justice. Il palazzo, ricostruito, rimane sede della corte reale fino al XIV secolo (quando la corte viene trasferita al Louvre). Nel XIII secolo Luigi IX fa costruire entro le mura del Palais de Justice, in soli sei anni, la Sainte-Chapelle. Nel 1391 la Conciergerie, anch’essa parte del complesso reale, diventa una prigione, famigerata durante la Rivoluzione francese. Nel 2018 il tribunale si trasferisce nella parte nord-ovest di Parigi e oggi il Palais de Justice è in attesa di essere radicalmente trasformato.
Leggi anche:
Iscriviti alla nostra newsletter! Per te ogni settimana consigli di viaggio, offerte speciali, storie dal mondo e il 30% di sconto sul tuo primo ordine.
5. Pont Neuf
Sotto Francesco I si diffondono le idee rinascimentali in campo scientifico e nuovi stili architettonici promossi dai discepoli di Michelangelo e Raffaello – magnificamente rappresentati nello Château de Fontainebleau. Enrico IV, convertitosi al cattolicesimo per porre fine alle guerre di religione in Francia, lascia in eredità a Parigi il suo ponte più antico: il Pont Neuf, a 12 arcate, il primo al mondo dotato di marciapiedi. Per l’epoca è una prodezza ingegneristica, con una pompa che attinge l’acqua dalla Senna per approvvigionare il Louvre e le Tuileries. Oggi vi campeggia una statua equestre del sovrano.
6. Place de la Concorde
Nel XVII secolo il re più celebre di Francia, Luigi XIV (regno 1643-1715), noto anche come ‘Le Roi Soleil’ (Re Sole), fa costruire la sfarzosa reggia di Versailles per ospitare la corte reale e centralizzare il potere. Tuttavia, dopo il 1785, Luigi XVI (regno 1774-92), suo discendente, e la consorte viennese Maria Antonietta si alienano il favore di tutte le parti sociali. È così che il 14 luglio 1789 la folla inferocita prende d’assalto la Bastiglia, dando il via alla Rivoluzione francese. La coppia reale sarà in seguito ghigliottinata in place de la Concorde, dove durante il periodo del Terrore verranno giustiziate più di mille persone.
7. Arc de Triomphe
Il governo postrivoluzionario si dimostra tutt’altro che stabile e, al rientro a Parigi nel 1799, Napoleone Bonaparte trova una repubblica in preda al caos, in cui pochi nutrono fiducia. Inizia così la sua ascesa, che culmina nel dicembre 1804 quando si autoproclama ‘imperatore dei francesi’ alla presenza di papa Pio VII a Notre-Dame. L’Arc de Triomphe, eretto tra il 1806 e il 1836, celebra le sue numerose vittorie, grazie alle quali la Francia arriva a controllare gran parte dell’Europa. Dopo le sconfitte subite negli ultimi anni di guerra, Napoleone viene esiliato prima all’Elba e poi a Sant’Elena, nell’Atlantico meridionale, dove muore nel 1821.
8. Tour Eiffel
Seppur in un periodo di tumulti politici, la belle époque vede fiorire a Parigi l’art nouveau e tutta una serie di movimenti artistici, dall’impressionismo in poi. Molti sono i progressi in campo scientifico e ingegneristico, tra cui l’avvento del métro (1900) e la prima stazione dei treni, la Gare SaintLazare. Nascono i primi grands magasins al mondo, ricchi di splendidi dettagli art nouveau, come La Samaritaine e le Galeries Lafayette. La vita notturna è quanto mai effervescente, e famosi locali come Maxim’s attirano una clientela che ha solo voglia di divertirsi. Il simbolo più eloquente di quegli anni è la Tour Eiffel, costruita per l’Esposizione Universale del 1889. A mettere in mostra le audaci conquiste architettoniche e tecniche della belle époque è anche l’Esposizione Universale del 1900, che totalizza circa 50 milioni di visitatori accorsi ad ammirare le strutture costruite per l’occasione, come il Grand Palais.
9. I cabaret di Pigalle
Negli anni ’20 Parigi diventa il centro delle avanguardie europee: il nuovo clima liberale accende la vita notturna e i pittori iniziano a esplorare nuove frontiere dell’arte con il cubismo e il surrealismo. Il jazz giunge in Francia con i musicisti afroamericani durante la prima guerra mondiale e la città stimola i talenti più diversi, tra cui quelli di Joséphine Baker, Coco Chanel, Ernest Hemingway, Gertrude Stein, Pablo Picasso, Joan Miró e Salvador Dalí. Montparnasse e la Rive Gauche diventano il fulcro della scena artistica, mentre a Pigalle e Montmartre spopolano speakeasy e cabaret come il Moulin Rouge e Le Lapin Agile.
10. Musée de la Libération de Paris
Durante il secondo conflitto mondiale, Parigi viene occupata dalla Germania nazista e quasi metà della popolazione lascia la città. I tedeschi dividono la Francia in due zone: una (con Parigi) sotto il loro controllo diretto e una retta da un governo fantoccio con sede a Vichy. Nelle aree occupate (compresa Parigi) i collaborazionisti aiutano i nazisti a catturare 160.000 ebrei francesi e oppositori, che vengono deportati nei campi di concentramento e di sterminio. Il generale Charles de Gaulle, sottosegretario francese alla guerra, fugge a Londra, dove costituisce un governo in esilio e organizza le Forces Françaises Libres, mentre il colonnello Henri Rol-Tanguy coordina la Francia Libera da un bunker a Parigi all’interno dell’odierno Musée de la Libération de Paris.
11. Institut du Monde Arabe
Nel 1954 la disfatta in Vietnam pone fine all’esperienza coloniale francese nel Sudest asiatico e la rivoluzione algerina (1954- 62) rende indipendente una colonia che la Francia occupava da lungo tempo. Contemporaneamente, quasi tutti i protettorati e le colonie francesi in Africa chiedono e ottengono l’indipendenza. Circa 750.000 pieds-noirs (‘piedi neri’, come sono chiamati i francesi nati in Algeria) si trasferiscono in Francia. Parigi continua a esercitare un forte richiamo sugli immigrati stranieri (che costituiscono il 20% della popolazione nella capitale e il 31% nel dipartimento Seine‑Saint‑Denis). Uno dei simboli di questo dialogo interculturale è l’Institut du Monde Arabe, inaugurato nel 1987.
12. Sorbonne
Il 1968 è un anno spartiacque. Nel mese di marzo una grande manifestazione contro la guerra americana in Vietnam dà impulso al movimento studentesco che dice no al capitalismo, all’imperialismo americano e alle istituzioni arcaiche. Quando a maggio la polizia disperde l’ennesima manifestazione, gli studenti occupano l’università della Sorbonne ed erigono barricate nel Quartiere Latino. I lavoratori si uniscono alle proteste e sei milioni di persone partecipano a uno sciopero che di fatto paralizza il paese. È l’epoca di slogan quali ‘L’Imagination au Pouvoir’ (L’immaginazione al potere). Le manifestazioni scandiscono la vita parigina ancora oggi – si pensi alle proteste dei Gilets Jaunes nel 2018 e ai disordini scoppiati nel 2023 dopo l’uccisione del diciassettenne Nahel Merzouk da parte della polizia.
13. Pyramide du Louvre
Seppur apparentemente immutabile, Parigi cambia di continuo. Così come cambiano i suoi governanti. Nel 1969 De Gaulle si dimette e viene sostituito da Georges Pompidou. Il socialista François Mitterrand lascia poi il posto a Jacques Chirac. Le elezioni presidenziali del 2007 portano all’Eliseo il dinamico Nicolas Sarkozy, abile comunicatore, e nel 2022 Emmanuel Macron batte per la seconda volta la destra di Marine Le Pen. Forse nessun edificio rappresenta il cambiamento meglio del Louvre. La fortezza del XIII secolo che Carlo V (1338-80) trasformò in residenza reale ha conosciuto, adattandosi ai tempi, molte modifiche e ampliamenti, non ultima la controversa e iconica piramide di I.M. Pei, inaugurata nel 1989.
Leggi anche:
Riva Sinistra e Riva Destra: breve guida ai due volti di Parigi
14. Le Bataclan
Il 2015 è un anno terribile per la capitale francese. Il 7 gennaio alcuni terroristi islamici irrompono negli uffici della rivista Charlie Hebdo, rea di aver pubblicato vignette satiriche sul profeta Maometto: 12 persone vengono uccise e 11 rimangono ferite. Il 13 novembre una serie di attentati coordinati in varie parti della città causano 130 vittime (89 nel solo Bataclan) e 368 feriti. La città si ferma, ma ben presto i parigini tornano a frequentare i dehors e gli spazi pubblici, rifiutandosi di vivere nella paura. Come programmato, si tiene la Cop21 sul clima e viene raggiunto uno storico accordo per frenare il riscaldamento globale.
15. Paris Rive Gauche
Nel 2014 la socialista Anne Hidalgo diventa la prima donna a ricoprire la carica di sindaco di Parigi (rieletta nel 2020) e adotta subito una politica volta ad aumentare le aree verdi, ridurre il traffico automobilistico e l’inquinamento e potenziare le infrastrutture ciclopedonali. Una delle principali iniziative è ‘Plan Arbre’, un ambizioso programma di piantumazione che prevede la creazione di ‘foreste urbane’. Oltre a ciò prosegue il colossale progetto Grand Paris, che collegherà i sobborghi oltre il bd Périphérique con la città tramite un’espansione decentralizzata della metropolitana. La trasformazione di Paris Rive Gauche, ex zona industriale del 13e lasciata in stato di abbandono, è emblematica della volontà di ridurre le emissioni di carbonio, creare alloggi a prezzi accessibili e rivitalizzare le aree periferiche.