Cosa vedere ad Aveiro: moliceiros, ovos moles e case a strisce nella laguna portoghese
Quattro canali attraversano il centro di Aveiro e vanno a sfociare nella Ria de Aveiro, una laguna lunga 45 km che tiene la città a debita distanza dall'Atlantico. Le spiagge si trovano a 10 km, e in quello spazio è stato plasmato il carattere del posto. Il sale, le barche, i dolci, l'architettura, i fenicotteri che abitano le saline abbandonate a pochi minuti dal centro storico: tutto qui dipende dalla laguna e dal suo regime capriccioso. Nel 1575 una tempesta ostruì l'ingresso naturale del porto e la città rimase tagliata fuori dalle rotte commerciali per quasi tre secoli, fino a quando i canali artificiali costruiti all'inizio dell'Ottocento le restituirono uno sbocco verso il mare. Di quella interruzione forzata Aveiro ha mantenuto la calma e l'atmosfera pacata. È spesso chiamata la Venezia del Portogallo, ma meriterebbe un soprannome tutto suo.
I moliceiros e l’alga che fertilizzava i campi
Le barche di Aveiro si chiamano moliceiros e si caratterizzano per la prua inarcata verso l’alto, i fianchi dipinti con colori vivaci e, sullo scafo, decorazioni che in origine erano caricature di situazioni quotidiane. Il nome viene da moliço, un tipo di alga raccolta nella laguna che i contadini della regione usavano come fertilizzante. Quando il moliço smise di essere economicamente rilevante, i moliceiros persero la funzione originaria e divennero barche da turismo.
Oggi partono dal Cais dos Moliceiros e attraversano i quattro canali principali, il Canale Centrale, della Piramide, di San Roque e del Cojo, passando davanti agli edifici art nouveau che costeggiano le rive e fin dentro la Foz do Vouga. I tour durano tra i 45 minuti e un’ora. Vale la pena guardare i disegni sullo scafo prima di salire: ogni moliceiro ha il proprio.
Il sale, i fenicotteri e le nove saline rimaste
Le saline raccontano però tradizioni ancora più antiche, come attestano documenti che le fanno risalire almeno al X secolo. A metà del Quattrocento poi il sale di Aveiro si vendeva in tutto il Portogallo, in Galizia e nelle Asturie. La sua qualità era perfetta per conservare il baccalà, cosa che salda il legame tra le saline di Aveiro e il bacalhau portoghese.
Il prodotto più pregiato è la Flor de Sal, i cristalli sottili che si formano sulla superficie dell’acqua e vengono raccolti ogni giorno a mano. Negli anni Sessanta ad Aveiro funzionavano circa 270 saline. Oggi ne sono rimaste nove.
Le ex saline saranno ora abbandonate dal lavoro umano ma si sono trasformate in habitat perfetti per i fenicotteri, che si osservano soprattutto alla riserva naturale delle Dunas de São Jacinto, all’estremità meridionale della laguna, raggiungibile con la combinazione autobus-traghetto della linea 13. In alcune delle saline ancora attive sono ora presenti spa con piscine dove è possibile galleggiare grazie all’alta concentrazione di sale, con il fango lungo le rive che fa da scrub naturale.
Il Mosteiro de Jesus e la principessa che rifiutò il matrimonio
Il Mosteiro de Jesus è un convento domenicano del XV secolo con una chiesa barocca, e il luogo più significativo di Aveiro. Qui viveva la principessa Joana, figlia del re Afonso V, che rifiutò di sposarsi per dedicare la vita alle attività religiose.
Il convento funzionò come scuola religiosa fino al 1910, quando le leggi della Prima Repubblica portoghese imposero la chiusura delle istituzioni religiose. La chiesa fu classificata monumento nazionale e trasformata nel Museu de Aveiro, che ospita una collezione di arte sacra e la tomba in marmo della principessa Joana. Riposa nel luogo dove aveva scelto di trascorrere la propria vita.
Gli ovos moles e la ricetta conventuale
Le suore del Mosteiro de Jesus usavano gli albumi per inamidare gli abiti e con i tuorli rimasti preparavano questo dolce di uovo e zucchero, reso possibile dalla fornitura annuale di zucchero madeirense che il re Manuele I aveva concesso al convento nel 1502. Quando nel 1910 i conventi chiusero, la ricetta passò alla borghesia locale. Gli ovos moles hanno il riconoscimento IGP dell’Unione Europea dal 2008. Il ripieno viene racchiuso in gusci di ostia a forma di conchiglie, pesci e vongole; esiste anche una versione al cioccolato, gli ovos moles pretos.
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L’art nouveau lungo i canali
Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento Aveiro costruì un patrimonio di edifici art nouveau che si concentra lungo i canali e nelle vie del centro storico. Le facciate rivestite di azulejos policromi, i motivi floreali e le linee sinuose compaiono spesso all’improvviso, tra palazzi ordinari, senza segnalazione.
La passeggiata più ricca parte dal Cais dos Moliceiros, segue il Canale Centrale verso la vecchia stazione ferroviaria e attraversa la Praça Marquês de Pombal. Lungo il percorso si incontra la Igreja da Misericórdia, una piccola chiesa con facciata elaborata e interni rivestiti di azulejos.
Costa Nova e il faro più alto del Portogallo
A 10 km da Aveiro, raggiungibili in autobus in mezz’ora (linea 5191, partenze ogni 30 minuti) o in bicicletta in circa 45 minuti, si trovano Barra e Costa Nova. I palheiros di Costa Nova, le casette a strisce verticali colorate che costeggiano la penisola, erano in origine capanne di paglia dei pescatori.
Sul lato di Barra si estendono spiagge di dune sabbiose con una passerella di legno e, all’estremità, il Farol de Aveiro: 62 metri di altezza, quasi 300 gradini, il faro più alto del Portogallo. Fu costruito nel 1893 con una torre conica a bande orizzontali rosse e bianche. L’accesso è aperto al pubblico soltanto il mercoledì pomeriggio, dalle 14 circa. I posti sono limitati e assegnati in ordine di arrivo, senza possibilità di prenotazione online.
Come muoversi
Il centro di Aveiro è compatto e pianeggiante, percorribile a piedi. Il sistema di bikesharing BUGA ha 20 postazioni attive dalle 8 alle 20 e richiede un’app per sbloccare le biciclette. Da Porto, Aveiro dista circa un’ora in treno.