Alpi italiane fuori dai radar: dove andare in montagna nell'estate 2026

In estate sempre più persone tendono a spostarsi verso luoghi più freschi, dove sia possibile evitare lunghi trasferimenti e godere di aria pulita e natura. Zone di montagna, laghi, foreste e gli altopiani sono diventati sempre più preziosi e raccontano un'estate italiana diversa dal mare. Le Alpi italiane restano tra i paesaggi più belli d'Europa, ma l'estate spinge la maggior parte dei flussi sempre sulle stesse vette: Cortina, Cervinia, Courmayeur, le Cinque Torri. Eppure basta spostarsi in una valle laterale per trovare gli stessi paesaggi, gli stessi prati d'alta quota, la stessa luce e, con un po’ di ricerca, meno persone.

Il paesaggio della Val Viola  ©AerialVision_it / Shutterstock
Il paesaggio della Val Viola ©AerialVision_it / Shutterstock
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Val Viola, Valtellina: dove i ghiacciai si vedono senza prenotare

La Val Viola si apre a pochi chilometri da Livigno, nella Valtellina lombarda, e ha tutto quello che si va a cercare in montagna senza ciò che la rende faticosa. In estate, la valle è ideale per passeggiate e trekking con sentieri adatti anche alle famiglie con bambini piccoli. Tra le mete più suggestive c’è il Lago di Val Viola, un panorama spettacolare incastonato nella natura. Per accedere alla Val Viola in estate è richiesto un biglietto giornaliero di 5 euro, con la possibilità di utilizzare un servizio navetta da Arnoga per evitare il tratto iniziale meno interessante.

Il percorso ad anello principale parte dal parcheggio di Altumeira, raggiungibile in auto con ticket oppure con la navetta attiva in luglio e agosto, e porta al Rifugio Viola a 2.300 metri, con vista sul ghiacciaio e sul lago alpino sottostante. Da lì si può scendere verso il Rifugio Dosdè, in mezzo a rocce, laghetti e torrenti, per poi rientrare lungo il bosco con vista sulle cascate del fiume. Il dislivello totale è di circa 350 metri: una giornata impegnativa ma accessibile a chi è in buona forma fisica di base.

Il Lago Lagazzuolo, Valmalenco © AB_Production / Shutterstock
Il Lago Lagazzuolo, Valmalenco © AB_Production / Shutterstock

Valmalenco, Sondrio: cento chilometri di sentieri e nessuna folla

La Valmalenco comincia dove finisce Sondrio e sale verso il gruppo del Bernina. L’Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da 8 tappe per circa 110 km, che riporta al punto di partenza. Si snoda quasi totalmente oltre i 2.000 metri e offre scorci panoramici su ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino, laghetti alpini, pascoli in quota e cave di pietra ollare. Chi non vuole impegnarsi per una settimana può percorrere mini Alte Vie di 2 o 3 giorni, usando i rifugi come base.

Da non dimenticare il Sentiero Rusca, itinerario ciclopedonale che da Sondrio attraverso il Passo del Muretto arriva fino in Svizzera, e il Palù BikePark per gli amanti del cross country e del free ride. La Valmalenco è ricca di falesie sia per chi è alle prime armi sia per i migliori arrampicatori, con l’area di Spriana ideale per l’approccio con il boulder anche per bambini.

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Valpelline, Valle d’Aosta: la valle che ha scelto di non avere impianti di risalita

La Valpelline è la più lunga valle laterale della Valle d’Aosta, parallela al confine svizzero, e ha una caratteristica rara nell’arco alpino italiano: è priva di impianti di risalita e molte strutture sono concepite in ottica di turismo eco-friendly. Per questo motivo, è stata riconosciuta dalla FAO come ottimo modello di turismo montano. Questo significa sentieri liberi anche in agosto, rifugi senza prenotazione d’obbligo con mesi di anticipo, prezzi dei ristoranti nella norma.

In fondo alla valle merita un’intera giornata di esplorazione la diga di Place Moulin, con il suo spettacolare specchio d’acqua artificiale bordato da foreste di larici secolari. Il Grand Eight di Valpelline offre cinque giorni di escursioni attraverso 90 km e 8 passi, con vista sul Monte Bianco e sul Grand Combin. Per chi vuole qualcosa di meno impegnativo, il sentiero della Coumba Freida Valley fino alla Cappella Votiva Alpina è un percorso di 6,5 km adatto a qualsiasi livello di esperienza. Prima di partire, da non perdere la seupa à la valpellinentze, una zuppa di verze, pane raffermo e Fontina che si mangia nelle trattorie del fondovalle.

La Chiesa di San Michele a Villandro © ZGPhotography / Shutterstock
La Chiesa di San Michele a Villandro © ZGPhotography / Shutterstock
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Alpe di Villandro, Alto Adige

L’Alpe di Villandro si trova sopra Chiusa, in Val d’Isarco, a 1.500-1.800 metri di quota, ed è tra le mete segnalate per chi cerca l’Alto Adige lontano dall’overtourism. D’estate si percorrono a piedi i sentieri tra malghe attive, con la possibilità di comprare formaggi e latticini direttamente dai produttori. In inverno è collegata al Corno del Renon tramite una pista da fondo di 35 km. Il paese di Villandro, nel fondovalle, ha una delle migliori concentrazioni di vini altoatesini della zona della Strada del Vino della Valle Isarco.

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Val d’Ultimo, Alto Adige: quaranta chilometri di prati e silenzio

La Val d’Ultimo è un territorio paradisiaco lungo 40 km, ricoperto da verdi prati, fitti boschi e costellato da una miriade di antichi masi rurali. È lo scenario ideale per chi ama le attività in un contesto di montagna autentica, lontano dai circuiti più battuti dell’Alto Adige. La valle ospita tre laghi, il Lago di Cengles, il Lago di Gioveretto e il Lago di Fontana Bianca, e una rete di sentieri che arrivano fino al confine con lo Stelvio.

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Ciclabile in Val di Fiemme, Trentino © Augusto Lucignani / Shutterstock
Ciclabile in Val di Fiemme, Trentino © Augusto Lucignani / Shutterstock

Val di Fiemme, Trentino: la valle dei campioni di fondo che d’estate è quasi vuota

La Val di Fiemme è famosa per le Olimpiadi di sci nordico e per il Giro al Sasso, la gara che si corre sulle pendici del gruppo del Lagorai ogni luglio. D’estate, la Val di Fiemme è una meta perfetta per chi vuole coniugare bellezza naturale e convenienza: i prezzi degli alloggi sono spesso più bassi rispetto alle vicine località più blasonate delle Dolomiti, pur offrendo paesaggi e numerose attività. I sentieri semplici si adattano a tutte le età, mentre i rifugi propongono menù a prezzi accessibili. Il centro fondo di Lago di Tesero, che d’inverno ospita gare di Coppa del Mondo, diventa una pista ciclabile pianeggiante: si pedala tra i boschi di abeti senza dislivelli e senza auto.

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Gruppo del Bosconero, Val di Zoldo: Dolomiti senza folle

A pochi chilometri da Cortina, la Val di Zoldo e il Gruppo del Bosconero appartengono alla stessa catena dolomitica ma a un mondo completamente diverso. Il Gruppo del Bosconero è tra le destinazioni segnalate per chi cerca trekking selvaggi e panorami unici sulle Dolomiti meno conosciute, come alternativa alle Cinque Torri ormai sovraffollate. I sentieri non sono attrezzati come quelli di Cortina, il che scoraggia il turismo occasionale e lascia spazio a chi ha più esperienza. Forno di Zoldo è il centro principale: un paese piccolo con servizi essenziali, qualche rifugio e una latteria cooperativa attiva.

La vista dall’Altopiano di asiago © Davide Marzotto  / Shutterstock
La vista dall’Altopiano di asiago © Davide Marzotto / Shutterstock

Asiago, Altopiano dei Sette Comuni: storia e natura a due ore da Venezia

L’Altopiano di Asiago è meno conosciuto ma molto apprezzato. Gli spazi aperti sono perfetti per passeggiate e gite fuori porta ed è noto per la sua gastronomia a prezzi accessibili. Quello che spesso non si dice è che l’Altopiano è uno dei luoghi più densi di storia della Prima Guerra Mondiale in Italia: trincee, ossari, musei all’aperto e sacrari sono distribuiti lungo i sentieri, spesso raggiungibili a piedi dai paesi. Il Museo della Guerra di Asiago e il Sacrario Militare di Asiago sono aperti tutto l’anno. L’asiago DOP, il formaggio che prende il nome dal paese, si compra direttamente nei caseifici del fondovalle.

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