Salvador da Bahia: la capitale afrobrasiliana dove la storia si fa musica, danza e resistenza

Salvador è la più grande città del Nordeste brasiliano e il cuore di ciò che la cultura afrobrasiliana è diventata. I suoi abitanti si definiscono soteripolitanos, con un orgoglio costruito sulla consapevolezza storica. Quando Bahia era uno dei principali punti d'ingresso per gli schiavi africani, le persone che vi arrivarono contro la propria volontà portarono con sé credenze religiose, musica e tradizioni culinarie che sono diventate parte vitale dell'identità brasiliana. Un'identità che si vive ancora oggi nelle strade, nei terreiros, nelle accademie di capoeira. un viaggio qui non ha senso se si cerca una cartolina: la lingua può essere una barriera, le disuguaglianze sono visibili, la festa non finisce mai. Per vivere Salvador serve un po' di spirito di adattamento, che verrà però ampiamente risarcito.

Salvador da Bahia ©Marcelomania /Shutterstock
Salvador da Bahia ©Marcelomania /Shutterstock
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A passeggio tra la storia: il Pelourinho:

Nel Pelourinho, la piazza del centro storico, gli schiavi venivano pubblicamente puniti e torturati: il nome stesso significa "gogna". Oggi lo stesso quartiere è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, un intreccio di vie ripide e acciottolate fiancheggiate da chiese sontuose e musei che celebrano la cultura afrobrasiliana.

Il modo migliore per orientarsi è partire da Praça Castro Alves, dove l’associazione Tour by Foot organizza passeggiate guidate gratuite sia la mattina che il pomeriggio. Le guide spiegano cosa ha significato questo quartiere e che peso ha ancora oggi, senza semplificazioni.

La tappa più importante è la Igreja e Convento São Francisco, una chiesa barocca i cui interni sono interamente rivestiti di lamina d’oro, edificata dagli stessi schiavi africani ai quali era proibito praticare la propria religione. La contraddizione è visibile in ogni centimetro dorato.

Poco distante, la Igreja de Nossa Senhora do Rosário dos Prêtos racconta una storia diversa: fu costruita dagli schiavi neri per sé stessi, nei ritagli di tempo che i padroni concedevano, lavorandoci la domenica e nei giorni festivi. È decorata con azulejos e testimonia un atto di resistenza collettiva.

La Igreja da Ordem Terceira de São Francisco ha una facciata in arenaria con pannelli di ceramica portoghese che raffigurano Lisbona prima del terremoto del 1755.

Per approfondire, il Museu Afro-Brasileiro da UFBA e il Museu Nacional da Cultura Afro-Brasileira sono i punti di riferimento per capire la storia custodita dai palazzi del Pelô. All’angolo di una via del quartiere, la boutique BellaOyá di Regina Navarro, stilista, storica della cultura e sacerdotessa del candomblé, vende abiti e tessuti africani selezionati in anni di viaggi in Africa. È uno dei pochi negozi della zona di proprietà di una donna afrobrasiliana.

L’Elevador Lacerda collega la Cidade Baixa alla Cidade Alta attraverso un dislivello di 72 m in 30 secondi, per soli R$0,15. È il primo ascensore pubblico del Brasile: in origine funzionava a vapore, poi a funi e carrucole. Fateci un giro anche solo per la vista sulla Baía de Todos os Santos.

I colori del Pelourinho  ©Robert Harding Video  /Shutterstock
I colori del Pelourinho ©Robert Harding Video /Shutterstock

La storia dietro la Capoeira

La capoeira è nata nel Nordeste come autodifesa camuffata da danza. Gli schiavi africani, a cui era vietato qualsiasi forma di addestramento fisico, la praticavano in apparenza come un gioco, al ritmo del berimbau, uno strumento composto da un arco in legno con una corda tesa cui è fissata una zucca vuota che funziona da cassa di risonanza.

A Salvador esistono due grandi scuole che incarnano una scissione storica. L’Associação de Capoeira Mestre Bimba insegna la capoeira regional, lo stile più rapido e acrobatico creato negli anni ’30 da Manuel dos Reis Machado detto Mestre Bimba, che fondò a Salvador la prima accademia di capoeira al mondo: il Centro de Cultura Física Regional. La scuola si trova al primo piano di un edificio azzurro in Rua das Laranjeiras 1, nel Pelourinho. Arrivate con qualche minuto di anticipo, indossate pantaloni larghi e comodi.

L’Associação Brasileira de Capoeira Angola, fondata da Mestre Pastinha, insegna invece la capoeira angola, più lenta e più fedele alle radici africane della disciplina. I due stili riflettono una discussione ancora aperta su cosa significhi preservare una tradizione culturale senza svuotarla. La capoeira è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

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La spiaggi di Porto da Barra a Salvador de Bahia ©F de Jesus
 /Shutterstock
La spiaggi di Porto da Barra a Salvador de Bahia ©F de Jesus /Shutterstock

Le spiagge di Salvador

Salvador è affacciata sulla Baía de Todos os Santos, la più grande baia navigabile del Brasile. Il litorale urbano è lungo e vario: Praia do Porto da Barra è delimitata dal Forte de Diogo e dal Forte de Santa Maria, che ospita gratuitamente una mostra fotografica di Pierre Verger dedicata a Bahia. Praia do Farol da Barra è la più frequentata, specialmente la domenica, con bar e ristoranti affacciati sul mare.

Per chi cerca qualcosa di più tranquillo, Praia de Stella Maris e Praia do Flamengo sono considerate le spiagge più pulite, un po’ fuori mano rispetto al centro. Praia de Itapuã, con il suo pittoresco faro rosso e bianco alto 21 m, è quasi altrettanto famosa per la canzone di Vinicius de Moraes Tarde em Itapuã, che ne racconta i pigri pomeriggi.

Il consiglio: dividete il soggiorno tra un hotel nel centro storico e uno affacciato sulla spiaggia. La città ha due anime e meritano entrambe.

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Informazioni pratiche

Come arrivare

L’Aeroporto di Salvador (SSA) è collegato alla città con la metropolitana, dotata di aria condizionata. La stazione si trova a 1,5 km dal terminal aeroportuale, raggiungibile in navetta dalle 4.50 a mezzanotte. I servizi di ridesharing hanno il parcheggio davanti al terminal degli arrivi.

Muoversi in città

Gli autobus sono il mezzo più economico, anche se irregolari. La metropolitana copre la tratta Lapa-aeroporto. Per la massima libertà nelle zone costiere, l’auto a noleggio funziona bene: le agenzie Localiza, Enterprise, Foco e Movida sono presenti in aeroporto.

Quando andare

Bahia ha fascino in ogni stagione. L’estate concentra il maggior numero di eventi, tra cui il Carnaval di Salvador, uno dei più grandi del Brasile. A febbraio, nel quartiere di Rio Vermelho, i seguaci del candomblé celebrano Iemanjá, la dea dei mari, con una processione che si conclude in acqua.

Consiglio pratico

Per esplorare il Pelourinho indossate scarpe comode: le vie acciottolate e le salite sono impegnative. Di notte, preferite taxi o Uber per spostarvi da un quartiere all’altro.

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