Mare e montagna nella Grecia continentale: le destinazioni meno frequentate dell'estate 2026

È possibile, d'estate, staccarsi dal luccichio del mare trasparente delle isole greche? La risposta è sì, perchè se la Grecia delle isole è la prima a venire in mente, l'entroterra è quello che spesso riserva sorprese davvero uniche e quasi sempre in vicinanza del mare. il Peloponneso, il Pelio, l'Epiro e la Macedonia Orientale hanno coste, montagne, borghi e archeologia che reggono il confronto con qualunque isola, con il vantaggio di poterci arrivare in macchina.

Il paesaggio della penisola del Mani ©Voyagerix / Shutterstock
Il paesaggio della penisola del Mani ©Voyagerix / Shutterstock
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Il Mani: torri di pietra, calette smeraldine e il senso di arrivare alla fine del mondo

Il Mani è la penisola centrale delle tre dita del Peloponneso meridionale, e ha un carattere arido e silenzioso, con il paesaggio costellato di torri in pietra grigia costruite dalle famiglie rivali per dominarsi a vicenda. La porta d’ingresso è Kardamyli, a un’ora di auto a sud di Kalamata, un borgo che concentra facciate in pietra pastello, buganvillee, il porto, spiagge di ciottoli e un lungomare con taverne di pesce. Patrick Leigh Fermor ci visse per decenni, e la sua casa nella frazione di Kalamitsi è oggi visitabile.

Le spiagge più belle nei dintorni sono Foneas, con una roccia enorme che crea grotte naturali smeraldine perfette per lo snorkeling, e Kalogria, di sabbia fine e chiara. Proseguendo verso sud si arriva a Stoupa, più balneare e frequentata, poi a Limeni, un villaggio di pescatori con taverne direttamente sull’acqua, e infine al Mani profondo, dove il paesaggio diventa quasi lunare.

Porto Kagio, è bello in modo rude, con quell’arroganza da luogo alla fine del mondo. Arrivare a Capo Tenaro, il punto più meridionale della Grecia continentale con il suo faro millenario, è un’escursione di un paio d’ore a piedi dal paese.

Sulla costa occidentale del Mani, Methoni e Koroni sono due delle fortezze veneziane meglio conservate del Mediterraneo. La spiaggia di Voidokoilia, vicino a Pylos, ha una forma a ferro di cavallo quasi perfetta e si apre su una laguna protetta da Natura 2000.

Come arrivare: voli per Kalamata da Atene; da Milano e Roma in estate con compagnie low-cost. Auto a noleggio indispensabile.

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Arcadia: la gola del Lousios e il Menalon Trail

L’Arcadia è la regione montuosa al centro del Peloponneso, coperta da foreste di abeti, impreziosita da monasteri incastonati nelle pareti rocciose e villaggi in pietra, e attraversata da una rete di sentieri dai panorami più diversificati.

Il Menalon Trail è il percorso principale: 75 chilometri suddivisi in otto tappe, da Stemnitsa a Lagkadia, primo sentiero in Grecia a ricevere la certificazione "Leading Quality Trails – Best of Europe" dell’Associazione Europea dei Ramblers. La tappa più spettacolare è la prima: Stemnitsa–Dimitsana, 12,5 chilometri con 746 metri di dislivello, circa cinque ore di cammino. Si scende nella Gola del Lousios, si passa davanti ai monasteri di Prodromos, dove ancora vivono i monaci, e del Filosofou (963 d.C.), entrambi incollati alle pareti verticali della gola. Si risale verso Dimitsana attraverso boschi di abeti e panorami sulla valle. In luglio e agosto le tappe esposte si scaldano: meglio partire all’alba o scegliere le tappe in quota e nel bosco.

Stemnitsa, a 1.080 metri, era la sede del Senato del Peloponneso nel 1821 ed è ancora oggi famosa per la sua scuola di oreficeria. Dimitsana, a 955 metri, macinò la polvere da sparo per la rivolta dell’indipendenza greca e ospita un museo all’aperto sull’energia idrica. Per chi vuole navigare anziché camminare, il Lousios si affronta in kayak tra rocce, ponti di pietra, cascate e vegetazione fitta.

Come arrivare: volo su Atene o Kalamata, poi auto a noleggio. Da Atene, Stemnitsa si raggiunge in circa due ore e quaranta minuti.

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La spiaggia di Potistika, nel Pelio ©Sven Hansche / Shutterstock
La spiaggia di Potistika, nel Pelio ©Sven Hansche / Shutterstock

Pelio: immersioni nei relitti, cavalli e foreste di castagni

Il Pelio è una penisola che ha il golfo Pagasitiko da un lato e l’Egeo dall’altro, con una montagna boscosa in mezzo. Le spiagge sul versante Egeo ( Mylopotamos, Damouchari, Fakistra) sono raggiungibili solo a piedi o in barca, il che garantisce una densità accettabile anche in agosto. Damouchari ha un piccolo porto medievale veneziano ed è stata location de Il postino di Troisi. La parte alta della penisola, attorno a Tsagarada e Makrinitsa, è densa di boschi di castagni e platani, con borghi in pietra e fontane e temperature dieci gradi più basse della costa.

I siti di immersione sono tra i meno conosciuti della Grecia e attirano i subacquei che sanno cercare: la Grotta Electra, il relitto Kali Tichi nel Canale di Trikeri, i relitti Vera e Volos sul lato Egeo, la Gola Faraggi, le Grotte Gemelle e la Scogliera di Prasouda nel Golfo Pagasitiko. Per chi non si immerge, l’equitazione è disponibile principalmente intorno a Tsagarada, e la rete di sentieri porta attraverso foreste, torrenti, cascate e villaggi in successione. Da Volos, Alonissos, Skopelos e Skiathos sono a meno di un’ora di traghetto.

Come arrivare: treno da Atene per Volos in circa tre ore, poi bus o auto a noleggio.

Kavala  e l’acquedotto  ©Esin Deniz / Shutterstock
Kavala e l’acquedotto ©Esin Deniz / Shutterstock
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Kavala: acquedotto romano, delta del Nestos e l’isola di Tasso

Kavala è una città portuale della Macedonia Orientale con tre cose da non perdere nel centro: il quartiere di Panagia, la città vecchia ottomana sul promontorio con le sue case in pietra che scendono verso il porto; l’Imaret, complesso islamico del XIX secolo ora convertito in albergo di charme, uno dei pochi esempi di architettura ottomana civile conservata in Grecia; e le Kamares, l’acquedotto romano che portava l’acqua in città e attraversa ancora oggi il paesaggio urbano con i suoi archi in pietra, visibile da qualunque punto.

Nei dintorni, il fiume Nestos forma un delta di zone umide, laghi interni, lagune, dune di sabbia e estuari con una fauna di uccelli acquatici rara per la Grecia. Si percorre in kayak o in canoa, tra canneti e specchi d’acqua che cambiano colore a seconda dell’ora. Le spiagge nella zona sono di sabbia fine e quasi prive di infrastrutture turistiche.

A un’ora di traghetto c’è Tasso, la più verde delle isole del Nord Egeo: affollata in luglio e agosto, più tranquilla a giugno e settembre (meglio visitarla come estensione balneare di un soggiorno a Kavala che come destinazione principale in alta stagione).

Come arrivare: voli diretti da Atene, Milano e Roma per Kavala/Crisoupoli.

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Parga e Sivota: castello, Acheronte e acque turchesi dell’Epiro

Parga è un borgo costiero dell’Epiro con un castello veneziano sul promontorio che domina il golfo, spiagge immediatamente fuori dal centro (le più frequentate sono Valtos e Lichnos) e un entroterra che ha poco a che fare con il mare.

L’Acheronte, il fiume degli inferi nella mitologia greca, parte dalle sorgenti di Gliki e scorre attraverso una gola stretta fino alla foce: si percorre in kayak o a piedi lungo le rive, tra vegetazione fitta e acqua gelata anche in estate.

Poco lontano, Zalongo ospita il monumento alle donne suicidatesi nel 1803 per non cadere prigioniere degli Ottomani, una delle storie più note della guerra d’indipendenza greca, rimasta quasi sconosciuta fuori dai confini.

Sivota, una ventina di chilometri a sud di Parga, è una baia profonda chiusa tra colline boscose con acque turchesi comparabili alle Cicladi: si esplora in barca spostandosi tra calette con acqua limpida come in una piscina.

Come arrivare: voli per Preveza/Attiki o Ioannina, poi auto a noleggio. Traghetti da Brindisi per Igoumenitsa: Parga è a circa trenta minuti di macchina.

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