Supermarket safari: scoprire un paese partendo dagli scaffali
Io lo facevo senza sapere che fosse un trend e sono sicura di non essere l’unica: perché spendere soldi in calamite e souvenir di bassa qualità quando si può entrare in un supermercato e riempire la valigia di dolci mai assaggiati, formaggi puzzoni, salse dai colori improbabili e spezie che non impareremo mai a dosare nel modo giusto? Io, in particolare, mi concentro nel reparto patatine in busta (quelle francesi al formaggio e mirtilli sono per ora a pari merito con quelle ai cetriolini e aneto scovate in Grecia).
Insomma, il supermercato non sarà la prima a cosa a cui si pensa quando si organizza un viaggio, ma è indubbiamente un luogo in cui si finisce, ovunque ci si trovi nel mondo. E pochi luoghi sanno raccontare un paese e la sua quotidianità quanto questo.
Negli ultimi anni, sempre più viaggiatori se ne sono accorti e ora l’esplorazione di negozi di alimentari, mercati di quartiere e supermercati è parte integrante dell’esperienza di viaggio. È quello che viene chiamato supermarket safari, con tanto di video dedicati sui social.
Non è una moda stravagante, ma una forma di osservazione quotidiana: cosa mangiano le persone, cosa costa di più, quali prodotti riempiono gli scaffali. Dettagli che parlano di clima, storia, economia e abitudini sociali.
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Perché il turismo gastronomico passa dai supermercati
Mangiare fuori è un’esperienza (peraltro sempre più costosa), ma fare la spesa è un gesto reale. Nei supermercati locali si colgono differenze che sfuggono nei ristoranti: i reparti pronti in Asia, l’enorme varietà di liquirizia salata nel Nord, l’importanza delle spezie o dei prodotti fermentati in molte culture,
È un modo semplice e accessibile per entrare in contatto con la vita quotidiana, senza mediazioni. E spesso è proprio lì che si trovano i sapori più autentici.
Dove fare un vero supermarket safari
Alcune città forse si prestano più di altre, ma in tutte troverete inevitabilmente lo spirito del luogo. A Tokyo, i convenience store raccontano una cultura della precisione e del tempo. In Messico, i mercati alimentari urbani mostrano la continuità tra cucina domestica e tradizione. In Europa orientale, piccoli negozi di quartiere rivelano un rapporto ancora forte con la produzione locale.
Non serve cercare “il supermercato giusto”: basta entrare in quello che frequentano i residenti, osservare e lasciarsi incuriosire.
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Cosa guardare (e comprare)
Il fascino per i pacchetti più bizzarri è alto, ma non fermatevi solo agli snack insoliti. Guardate le etichette, le lingue usate, le dimensioni delle confezioni. Chiedete consiglio, quando possibile. Tornerete con un tesoro di marmellate, bevande locali, pani tipici e qualche conoscenza in più.