Nel paese più felice del mondo: viaggio a Oulu, Capitale Europea della Cultura 2026
Forse non tutti conoscono la regione dell’Ostro Botnia e probabilmente in pochi hanno sentito parlare di Oulu. Proprio per questo appare particolarmente significativa la scelta di ospitare in questa città la Capitale Europea della Cultura 2026, un’occasione perfetta per inserire la Finlandia tra le mete di viaggio del prossimo anno.
Sono ancora troppo pochi gli italiani che visitano la Finlandia e ancor meno quelli che si spingono verso nord. Ma quest’anno c’è una ragione in più per farlo: lasciarsi stuzzicare dal ricco programma di eventi culturali e dal rinnovato fermento che animano Oulu.
Verso il grande Nord
L’inaugurazione dell’anno da capitale è a metà gennaio 2026. Quando arrivo nevica, il termometro segna meno 8 gradi ma il freddo non si avverte, fa buio presto, molto presto e questa luce, anzi mancanza di luce, avvolge tutto in una dimensione onirica.
Da Helsinky, ho scelto di proseguire verso nord in treno. Nel vagone c’è un silenzio che neanche in biblioteca, molti passeggeri camminano senza scarpe, tanto per terra c’è una moquette immacolata. E’ un assaggio di quel che mi aspetta: gente silenziosa eppure allegra, voglia di fare festa ma rispettando i luoghi e le persone.
Una festa sul ghiaccio
Oulu è la città più importante del nord del paese, quinta per popolazione in Finlandia, tra le città con l’aria più pulita d’Europa. Si trova circa 150 chilometri a sud del Circolo Polare Artico, affacciata sul Mar Baltico che qui diventa golfo di Botnia. Sulla Piazza del Mercato, cuore pulsante della città, è stato allestito il grande palco dal quale si festeggia l’inizio di questo anno da capitale. Ci guardiamo attorno: case di legno colorate, un’enorme biblioteca in vetro e acciaio e il teatro cittadino, tutto con vista mare (che adesso è ghiacciato). Per terra ci sono 50 cm di neve, continua a nevicare ma qui il mezzo più usato per muoversi è la bicicletta. La usano i giovani, gli anziani, le mamme e i papà attrezzati con il carrello porta bimbi: da non crederci. Sarà per questo che le decine di migliaia di persone che arrivano sulla piazza per la cerimonia inaugurale non creano ingorghi. Tutto scorre come un meccanismo perfettamente oliato. Come il coro di 40 uomini urlanti che sale sul palco per aprire i festeggiamenti. Si chiama Mieskuoro Huutajat (The screming men’s choir), uno dei simboli di questa città. Si esibiscono in giacca e cravatta, a dispetto del freddo, un coro che non canta ma urla, produce suoni potenti e simpatia immediata. Eccentrico? Certo, come lo è organizzare un festival all’aperto a gennaio, a queste latitudini. E come lo è il festival di Air Guitar (quest’anno dal 27 al 29 agosto), la competizione che ogni anno assegna il titolo di miglior chitarrista…dell’aria. Sì, perché la chitarra non c’è, se la immaginano e la suonano a gesti, mentre sotto scorre la musica.
Felicità e cambiamento
Lo avete capito, qui hanno un’innata capacità di essere stravaganti, che forse è una delle ragioni che fanno della Finlandia il paese più felice del mondo per l’ottavo anno consecutivo, secondo un rapporto dell’ONU che effettua un’indagine molto seria su questo tema, dove la domanda centrale è “Quanto sei soddisfatto della tua vita?”. E allora, proviamo a imparare qualcosa da questo popolo che sa godersi la vita, a dispetto di condizioni climatiche estreme e di un vicino aggressivo come la Russia (che dista da qui meno di duecento chilometri), e nonostante il cambiamento climatico che, da queste parti, si avverte benissimo. Proprio per questo il tema scelto per il programma è ‘Cultural Climate Change’, a sottolineare il bisogno di un cambio di prospettiva nel nostro modo di pensare in un mondo che cambia a velocità vorticosa. E’ un tema che riguarda tutti, ed è per questo che l’anno da capitale della cultura vuole essere un laboratorio creativo, uno spazio di sperimentazione per ripensare il modo in cui ci rapportiamo con il pianeta ma anche al modo in cui ci relazioniamo tra noi, con gli altri, a livello sociale, artistico, culturale. Tutto questo, proprio in un territorio remoto, periferico, ma che non si arrende all’idea che ciò significhi isolamento o esclusione. Non a caso, Oulu è il simbolo finlandese dell’innovazione, un luogo che ha saputo cambiare nel corso della sua storia, passando da luogo di produzione del catrame a città sede della Nokia e di un’importante industria creativa. Buona parte degli appuntamenti in programma si svolge al di fuori del centro città, coinvolgendo complessivamente 39 località della regione. In più, circa il 50% degli eventi va oltre le sedi culturali tradizionali: tra questi il festival di musica elettronica Frozen People, che si terrà sul mare ghiacciato di Nallikari Beach. Oppure la mostra fotografica ‘Play’, che il museo della fotografia Fotografiska di Tallin ha allestito in un centro commerciale, dove sono esposte opere di 17 artisti internazionali.
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La voce dei sámi
Sebbene Oulu non si trovi nel territorio tradizionale del popolo sámi, l’unico gruppo indigeno riconosciuto nell’Unione Europea, molti sámi considerano la città come la propria casa. Questo aspetto sarà centrale negli eventi del 2026, tra cui una mostra di arte sámi all’Oulu Museum of Art (‘Eanangiella: Voice of the Land’) e l’opera Ovllá, forse l’evento più memorabile a cui ho assistito durante i giorni d’inaugurazione. Racconta una storia di radici e patrimonio culturale che vengono strappati via. La musica evoca vasti paesaggi sonori, profondamente radicati nella natura sámi. Tuttavia, sotto questa bellezza si cela una dura narrazione del conflitto tra le forze coloniali e i popoli indigeni sámi, privati della loro armoniosa convivenza con la natura, nel tentativo di sostituirla con l’industrializzazione e l’istituzionalizzazione.
Insomma, le occasioni per riflettere non mancano, la gente del posto è ospitale, i bar della città sono pieni di vita, a pochi chilometri dal centro ci sono laghi, fiumi, foreste e ovunque c’è una sauna pronta ad accogliervi. Calda, come l’anno che si prospetta a Oulu, Ostrobotnia settentrionale, Finlandia.
Angelo ha viaggiato con Visit Oulu e Oulu 2026.
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