Claude Monet, cento anni dopo: da Parigi alla Normandia nei luoghi dell’Impressionismo

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Nel 2026 cade il centenario della morte di Claude Monet, deceduto il 5 dicembre 1926 nella casa di Giverny, famosa per ospitare il giardino delle ninfee, uno dei suoi soggetti ricorrenti. Monet è un’icona dell’arte moderna: ha dipinto più di 2000 opere, ggi conservati nei più importanti musei del mondo. Basta citare Impression, soleil levant, il quadro che ha dato il nome all’Impressionismo, la serie di vedute della Cattedrale di Rouen, ripresa nelle più diverse condizioni di luce, o le leggendarie Nymphéas per stabilire l’importanza dell’artista francese nell’evoluzione della pittura contemporanea.

La casa di Giverny   ©HS Vision /Shutterstock
La casa di Giverny ©HS Vision /Shutterstock
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Una vita trascorsa fra Parigi e la Normandia

Per commemorare il centenario, Parigi e la Normandia –  la regione dove Monet trascorse gran parte della sua vita  – propongono un eccezionale programma di mostre ed eventi durante tutto il corso dell’anno per (ri)scoprire Monet nei luoghi che hanno ispirato la sua arte. Accanto alle esposizioni museali sono previste visite guidate, crociere sulla Senna, concerti ed eventi all’aperto. Tra le principali tappe dell’anno dedicato a Monet figurano alcune località lungo il corso della Senna, da Parigi fino all’estuario: Giverny, Vernon, Rouen, Honfleur e Le Havre.

Opere di Monet al Museo Orangerie di Parigi ©becauz gao  /Shutterstock
Opere di Monet al Museo Orangerie di Parigi ©becauz gao /Shutterstock

Mostra – Avant les nymphéas. Monet découvre Giverny, 1883-1890

27 marzo – 5 luglio 2026, Musée des impressionnismes Giverny

A partire dal 1883, Monet si stabilisce definitivamente a Giverny dove creerà un giardino diventato mitico e immortalato nella serie delle Ninfee. Partendo da questo tranquillo villaggio normanno, Monet inseguirà i suoi soggetti favoriti a Rouen, sulle falesie di Étretat e nella zona di Dieppe. Morirà in questa casa il 5 dicembre, assistito da Georges Clemenceau, suo amico di sempre. Fu lui a voler avvolgere il feretro con dei tessuti chiari e fioriti al posto dei tradizionali drappi neri dicendo “niente nero per Monet, il nero non è un colore”. La mostra si concentra sui lavori eseguiti fra 1883 e il 1890 quando il pittore diventa affittuario della famosa casa con le persiane verdi e gli intonaci rosa, ma non ne era ancora proprietario.

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Mostra – Monet au Havre

5 giugno – 27 settembre 2026, Musée d’Art Moderne André Malraux (MuMa), Le Havre

Claude Monet trova le prime ispirazioni uscendo da Parigi in direzione della Normandia. A Le Havre, su consiglio di Eugène Boudin, scopre la pittura en plein air e la bellezza cangiante della luce sul litorale normanno. Alla ricerca di nuovi motivi e di luoghi di vita più adatti alle sue esigenze di artista, nel 1871 lascia Parigi per installarsi nei villaggi che fanno da corona alla capitale. Ad Argenteuil, Vétheuil, Bougival comincia a ritrarre la vita quotidiana lungo la Senna. La mostra è focalizzata sugli anni trascorsi da Monet a Le Havre, dal 1845 (quando la sua famiglia si trasferì nella zona del porto) al 1874, anno della prima mostra impressionista a Parigi.

La spiaggia a Le Havre ©Right Perspective Images   /Shutterstock
La spiaggia a Le Havre ©Right Perspective Images /Shutterstock

Mostra – Mémoire de Limon. Hommage à Monet

16 maggio – 5 dicembre 2026, Musée Blanche Hoschedé-Monet, Vernon

L’artista Lionel Sabatté, conosciuto per utilizzare materiali di recupero e organici, rende omaggio al padre dell’Impressionismo. A soli cinque chilometri da Giverny, il museo di Vernon rappresenta un interessante complemento alla visita della casa di Monet. Raccoglie opere di artisti che, seguendo il suo esempio, sono venuti sulle rive della Senna per immortalare la luce e i colori di questi paesaggi al confine fra l’Île-de-France e la Normandia. Da segnalare anche la collezione di art animalier, arte che prende ispirazione dal mondo animale, con opere di Jouve, Steinlen, Pompon, Bugatti e altri.

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Il Festival Normandie Impressioniste 2026

Il Festival Normandie Impressioniste 2026 (29 maggio – 27 settembre), dedicato al tema del giardino.

Le vedute che Monet riprende a Giverny rappresentano la transizione dell’artista verso l’astrazione e segnano un momento decisivo nella storia dell’arte moderna. Una sessantina di progetti di artisti internazionali, ospitati in spazi museali, pubblici o in contesti naturali o di archeologia industriale, interpreteranno questo tema in chiave risolutamente contemporanea. Fra gli artisti annunciati segnaliamo Ai Weiwei, Céleste Boursier-Mugenot, Fujiko Nakaya, Jacques Perconte, Julien des Monstiers, Lionel Sabatté, Mika Ninagawa, Noémie Goudal, Sarah Moon, Tanja Smeet.

Le ninfee di Giverny ©Nicolas de Giacometti
  /Shutterstock
Le ninfee di Giverny ©Nicolas de Giacometti /Shutterstock

Claude Monet nei musei di Parigi e della Normandia

Oltre a questi appuntamenti, il centenario della morte di Monet offre l’opportunità di ammirare i suoi capolavori in alcuni dei più prestigiosi musei parigini: il Musée d’Orsay, il Musée de l’Orangerie (con il Ciclo delle Ninfee, la Cappella Sistina dell’Impressionismo), il Musée Marmottan-Monet (conserva la più grande collezione di opere di Monet al mondo, compresa l’opera Impression, soleil levant). In Normandia, da non dimenticare il Musée des Beaux-Arts di Rouen e quello di Honfleur. A rendere ancora più immersiva l’esperienza sarà la visita delle case dove il pittore ha vissuto. Se Giverny è certamente la più nota, consigliamo di non mancare quella di Argenteuil e di visitare Véthéuil, dove l’artista visse dal 1878 al 1881 realizzando centinaia di opere.


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