10 segni inequivocabili che siete viaggio-dipendenti

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Viaggiare dà dipendenza. Si chiama sindrome da wanderlust, ovvero il desiderio irrefrenabile di esplorare, sconfinare, muoversi alla continua ricerca di nuovi mondi. Non necessariamente percorrendo distanze siderali, ma anche sviluppando uno sguardo curioso verso tutti gli altrove che vi circondano, anche quelli che si trovano proprio dietro l’angolo. Un’abilità davvero invidiabile. Se anche voi credete di essere piacevolmente afflitti dalla dipendenza dal viaggio vi riconoscerete in questa lista dei sintomi più comuni.

Viaggiare dà dipendenza. Si chiama sindrome da wanderlust ©m-gucci/Getty Images
Viaggiare dà dipendenza. Si chiama sindrome da wanderlust ©m-gucci/Getty Images
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1. Non vi stancate mai di viaggiare.

Viaggiare arricchisce l’anima e sfianca le gambe (sia che facciate trekking sull’Himalaya, sia che attraversiate a piedi la riserva di Vendicari in Sicilia), le braccia (se pagaiate tra gli iceberg in Terranova o fate rafting sul Noce), la schiena (se fate un interrail in giro per l’Europa con lo zaino in spalla o più banalmente se non trovate il carrello portabagagli in aeroporto). Non importano i chilometri macinati, voi siete sempre pronti a ripartire un attimo dopo essere tornati.

2. Quando tornate da un viaggio avete assolutamente bisogno di una vacanza.

Ecco, appunto. 

Il regalo perfetto? Si misura in chilometri ©KKulikov/Shutterstock
Il regalo perfetto? Si misura in chilometri ©KKulikov/Shutterstock
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3. Non avete mai l’ansia dei regali.

A Natale sarete sotto una palma o all’ombra delle torri Petronas, quindi siete automaticamente esonerati dall’ansiogena corsa ai doni da impacchettare sotto l’albero. Voi il regalo ve lo siete già fatto! Se invece partite durante il ponte dell’Immacolata (quest’anno è weekend, accidenti) per approfittare di tariffe più basse, potete sempre tornare a casa carichi di spezie e ninnoli da donare a parenti e amici, come i Re Magi. 

4. Convertite automaticamente straordinari e tradicesime in giorni di vacanza.

Viaggiare vi arricchisce in modi insospettabili, ma è innegabile: costa. Per questo avete l’abitudine di convertire qualsiasi entrata extra in budget di viaggio. 

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5. Riuscite a viaggiare anche stando fermi.

Ogni nuovo ristorante etnico o regionale che apre nel vostro quartiere e vi precipitate a provare, ogni volta che vi fermate sulla via di casa ad ammirare un tramonto più rosso del solito, quando cambiate strada per non fare sempre la solita e quando decidete di guardare un film svedese sottotitolato in coreano, state viaggiando senza rendervene conto. Ah, non ve n’eravate resi conto? Suvvia, chi volete ingannare, lo sapete benissimo cosa state facendo. Dovrete pur sopravvivere in qualche modo, tra un viaggio e l’altro.

Riuscite a viaggiare anche stando fermi e ogni nuovo ristorante etnico è una scusa per cambiare ©Rawpixel/Getty Images
Riuscite a viaggiare anche stando fermi e ogni nuovo ristorante etnico è una scusa per cambiare ©Rawpixel/Getty Images

6. Quando sentite il nome di una località per la prima volta dovete googolarla

Interrompete qualsiasi cosa stiate facendo, per capire se merita una visita. Solo a quel punto, notando che si tratta di un villaggio sperduto nel deserto del Karakum, la vostra curiosità si placa. Tirate un sospiro di sollievo e posate lo smartphone: è una destinazione che non fa per voi. Anche se sotto sotto un bel viaggetto in Turkmenistan, ripensandoci, vi stuzzica. Iniziate a chiedervi cosa ci sia di bello da visitare da quelle parti e passate le due ore successive a leggere, sui forum di viaggio, i racconti di chi si è avventurato fino alla Porta dell’Inferno. 

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7. Avete una naturale avversione verso le capitali.

Vi piacerebbe tornare a Praga, dove siete stati in gita scolastica alle superiori, ma l’idea di fare a botte con i turisti intruppati vi ha già fatto passare la voglia. Lisbona? Per carità, piuttosto Cascais. Parigi? Casomai, Nantes. Londra? Vuoi mettere Cambridge! E via così.

Le capitali non fanno per voi, preferite gli angoli più nascosti ©Val Thoermer/Shutterstock
Le capitali non fanno per voi, preferite gli angoli più nascosti ©Val Thoermer/Shutterstock

8. Avete impostato un alert sullo smartphone che vi avvisa quando è ora di rinnovare il passaporto.

Ovviamente prima di sei mesi dalla scadenza: non volete rischiare di ridurre le possibili destinazioni per il vostro prossimo viaggio. Non scherziamo!

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9. Avete una meta off limits.

C’è almeno un viaggio, tra tutti quelli che avete fatto, che volete dimenticare. È stata un’esperienza allucinante, per qualsiasi motivo di cui non volete parlare e solo ripensarci vi mette di pessimo umore. Avete promesso a voi stessi di non tornare mai più da quelle parti, neanche se vi pagassero per andarci.

10. I vostri amici pensano che siate sempre in giro.

E hanno ragione.

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